Come investire sulle valute emergenti con l’airbag

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SG

Il trend di volatilità permane alto sugli emergenti e diverse valute stazionano a tutt’oggi sui minimi assoluti, girando a quotazioni estremamente cheap. In ottica di diversificazione di medio o lungo periodo queste rappresentano tuttavia delle potenziali opportunità, sebbene il rischio di incappare in trend di deprezzamento lunghi e persistenti sia ancora molto alto secondo i forward.

Non sempre infatti gli alti flussi cedolari in valuta, tipici delle obbligazioni su valute high yield, sono stati, o saranno, in grado di sopperire alle consistenti svalutazioni, molte delle quali realizzate in tempistiche anche molto ristrette. In soccorso di chi ha già investito su certificati scritti su basket valutari e intende incrementare su livelli molto distanti da quelli di partenza e di chi intende intraprendere un percorso di investimento di medio termine, si presenta il team di SocGen, che grazie all’esperienza maturata nel campo del cross-asset ha saputo coniugare in un unico prodotto le potenzialità delle divise emergenti a quelle di una struttura altamente protettiva nonostante l’assenza della garanzia della restituzione del capitale a scadenza.

Prima di scendere nel dettaglio delle proposte, è doveroso soffermarsi sull’attuale situazione di mercato sul comparto delle valute emergenti, ed in particolare su quei cambi oggetto dell’emissione, ovvero l’EUR/BRL, l’EUR/RUB, l’EUR/TRY ed infine l’EUR/ZAR, ovvero i rispettivi cambi tra l’euro e il real brasiliano, il rublo russo, la lira turca e il rand sudafricano.

Ognuna con la sua peculiarità, le valute sopra menzionate presentano senza dubbio una valutazione attraente dal punto di vista storico, dovuta anche al movimento fortemente correttivo che ha riguardato alcune commodities, tra tutte il greggio. L’elevata correlazione con alcuni mercati, ha contribuito a spingere al ribasso le valutazioni del rublo russo su tutti. Il consensus degli analisti in questo caso è abbastanza unanime: il default di alcune aziende

 

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.456

 

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