IN SELLA CON IL NUOVO EXPRESS PREMIUM DI SG

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Flessibilità e massimizzazione del rendimento per unità di rischio. Come  puntare a capitale condizionatamente protetto sul colosso italiano delle TLC

 A Piazza Affari sono molteplici i temi di interesse, tra cui vi è senza dubbio Telecom Italia, presente, almeno nel passato, in molti dei portafogli degli investitori. Guardando un semplice grafico storico, si nota chiaramente come da molti anni questo titolo stia regalando solo dolori.

In attesa che qualcosa si sblocchi in tema di scorporo della rete nel famoso dossier sul tavolo delle Autorità per dar slancio al settore Tlc italico  il titolo è andato di recente ad aggiornare i suoi minimi storici vicino a quota 0,509 euro, con un saldo negativo da inizio anno di ben 25,5 punti percentuali. Ridotto a mera penny stock, il titolo pertanto può rappresentare un’accattivante opportunità dal timing d’ingresso tuttavia quanto mai tedioso vista la traballante area di minimo.

In tal senso, il segmento dei certificati di investimento diviene un porto sicuro per chi sia alla ricerca di un’elevata dote di flessibilità che protegga l’investimento da eventuali drow-down di breve termine.

Il Punto Tecnico di questa settimana ha proprio l’obiettivo di andare ad effettuare uno screening dell’offerta di mercato al fine di trovare il certificato che, in ottica di medio termine, riesca ad non essere troppo penalizzato in caso di un forte recupero del sottostante, potendo al tempo stesso contare su una dose di flessibilità e protezione discretamente ampia.

La ricerca, in tal senso, non poteva non ricadere all’interno della tipologia degli Express Certificate, nella quale si segnala l’ultimo Express Premium targato Société Générale.

Emesso lo scorso 31 maggio e attualmente disponibile al Cert-X di EuroTLX, la proposta dell’emittente francese prevede una scadenza fissata per il 31 maggio 2017 e finestre di uscita anticipata annuali, oltre ad una barriera terminale, quindi rilevata esclusivamente a scadenza, posizionata a 0,3594 euro, ovvero il 60% dello strike iniziale fissato a 0,599 euro. Nonostante il drastico taglio del dividend yield del sottostante registrato nell’ultimo biennio, la struttura del certificato prevede per le prime due finestre valide per il richiamo anticipato un ricco premio del 6,6% sul nominale nel caso in cui il sottostante sia pari almeno al suo valore iniziale. Importo ugualmente distribuito, pari però al 6,65% del nominale, sotto forma di cedola incondizionata qualora ciò non dovesse accadere. Al terzo anno, poi, qualora non si siano verificate le condizioni richieste per l’evento autocallable nelle finestre precedenti, il coupon sale al 13,2% ovvero il 19,8% alla data di scadenza finale.  Come di consueto alla data di scadenza finale sono tre gli scenari che si prospettano all’investitore. L’incasso di un coupon del 19,8% nel caso maggiormente favorevole, la protezione del nominale pari a 1000 euro, qualora il sottostante si trovi ad un livello compreso tra lo strike e il livello barriera, ed infine l’esposizione lineare alle perdite registrate dal titolo per valori del sottostante inferiori a 0,3594 euro.

La cosa su cui vorremmo puntare l’attenzione è appunto la flessibilità, dettata sia dalla presenza di una barriera di tipo terminale, sai dal largo range di prezzo in cui il certificato riesce a battere il sottostante in termini di rendimenti assoluti.

Andiamo ad analizzare più da vicino tale caratteristica soffermandoci sullo scenario a scadenza, tenuto conto di un corrente prezzo lettera pari a 895,1 euro, rispetto ai 1000 euro nominali.

 Guardando alla tabella presente in pagina, in riferimento a valori inferiori alla barriera si può osservare come alla scadenza di maggio 2017, il saldo del certificato e quello del sottostante siano pressoché identici grazie allo stacco delle due cedole incondizionate d’importo pari rispettiavamente al 6,65%, che compensano esattamente l’intero ammontare dei dividendi che oggi si stima verranno distribuiti dal titolo telefonico, nello specifico pari a 0,018 euro all’anno.

Il range di prezzo compreso tra -30% e +30% partendo dai correnti valori, evidenzia invece una netta overperformance del certificato, che gode tuttavia, di un’esposizione al rischio minore, a tutto vantaggio della minimizzazione di rischio per unità di rendimento.  Tale approccio, di fatto, rende meno penalizzante anche gli scenari di +40% e +50%, dove le discrepanze di rendimento rispetto all’Express Premium di SG sono tuttavia lievi.

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