UN NOTCH AL RIMBORSO ANTICIPATO

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FTSE Mib obiettivo 16390 punti. Un rialzo dell’1,7% per amplificare il rendimento di circa tre volte.

Dopo il recupero della scorsa settimana, si è aperta con il segno meno l’ottava per Piazza Affari sulla scia del downgrade da A- a BBB+ operato da Fitch. Dal rapporto dell’agenzia di rating si legge come l’incertezza politica non aiuti una delle recessioni più profonde in Europa, e il termometro dato dallo spread Bund-Btp torna a salire sfiorando i 320 basis point. Tra le opportunità “mordi e fuggi” segnalate nell’Approfondimento del Certificate Journal 314 relative al listino italiano, l’Autocallable Step Plus identificato da codice Isin IT0004800808 continua ad essere uno degli strumenti più interessanti da tenere in watchlist, anche in caso di mancato rimborso anticipato.

Analizziamo quindi maggiormente nel dettaglio il certificato targato Banca Aletti.  L’Autocallable Step Plus, scritto sull’indice FTSE Mib, in virtù di una finestra residua di rimborso anticipato, il prossimo 22 marzo potrebbe estinguersi se il livello di apertura del sottostante sarà superiore al valore iniziale, rilevato a 16389,74 punti. Ciò implica che dai 16112,69 punti dell’indice rilevati nella giornata dell’11 marzo, un recupero inferiore a due punti percentuali sarebbe sufficiente per l’estinzione del certificato con un importo pari a 114 euro ogni 100 di nominale. In caso contrario si guarderà direttamente alla scadenza, fissata per il prossimo 23 settembre per tre possibili scenari: In caso di valore d’apertura del sottostante superiore allo strike, il rimborso riconosciuto per ogni certificato sarà pari a 121 euro; per valori compresi tra il valore iniziale e quello di protezione, posto a 11472,82 punti, sarà garantito il nominale maggiorato di una cedola pari al 7% per un ammontare complessivo pari a 107 euro;  qualora si verificasse l’evento knock out, il rimborso replicherà infine linearmente la performance effettiva del sottostante calcolata a partire dallo strike. Tenuto conto di un livello barriera posto al 70% di quello iniziale ne consegue che in quest’ultimo scenario il rimborso massimo sarà pari a 70 euro.  Affinché si verifichi l’evento trigger, ovvero lo scenario migliore per l’investitore, a scadenza è necessario tenere conto non solo degli 1,7 punti percentuali che dividono il livello corrente dell’indice FTSE Mib e quello trigger, ma anche la perdita attesa dovuta ai dividendi, per un margine di recupero necessario complessivo pari al 5,05%.

In virtù di un prezzo lettera di 108,85 euro, a cui è esposto nella giornata dell’11 marzo il certificato sui book del Sedex, l’evento autocallable determinerà un rendimento pari al 4,7%, mentre si attesterà all’11,16% qualora si verificasse l’evento trigger a scadenza. Grazie alla cedola plus garantita fino ad un ribasso del sottostante pari al 28,8% del valore corrente al lordo dei dividendi, in caso di mancato raggiungimento dello strike iniziale, sarà comunque fissata la perdita ad un complessivo 1,7%. Infine, in virtù di un premio del 10,7% rispetto alla componente lineare, la rottura a scadenza della barriera, ovvero un ribasso dell’indice non inferiore al 28,8%, comporterà una perdita minima di 35,7 punti percentuali.

A livello tecnico, assorbito il “sell on news” derivante dal downgrade Fitch, si potrebbero quindi gettare le basi per un allungo in concomitanza con la pubblicazione delle trimestrali, soprattutto quelle bancarie. Tuttavia le incognite legate alla mancata formazione di un governo potrebbero complicare i piani in ottica di rimborso anticipato, con conseguente discesa del prezzo sul Sedex, sebbene il floor a 107 euro fino alla barriera degli 11472,82 punti contribuisca a sostenerela quotazione. Sisegnala tra altro come tale livello barriera si trovi al di sotto dei minimi storici a 12295,76 punti che l’indice ha toccato intraday lo scorso 25 luglio.

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