L’EXPRESS ALLUNGA IL PASSO

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L’Eurostoxx 50 continua la fase di consolidamento. Un Express di Deutsche Bank dal ricco potenziale per sfruttare un possibile allungo.

Tempi duri per l’Eurozona. A far vacillare i principali listini del Vecchio Continente non solo lo tsunami provocato dall’esito delle elezioni italiane ma anche le cattive notizie provenienti dagli altri paesi membri. Gli ultimi dati mostrano infatti la Francia in piena recessione sul lato consumi mentre la Germania registra un calo aggregato sulle vendite auto di oltre 10 punti percentuali.  Anche l’Olanda sembra non essere riuscita a schivare il pericolo liquidità con la nazionalizzazione di Sns, quarta banca del paese, mentre il crac immobiliare spagnolo continua a minare le casse degli istituti di credito iberici.  Inevitabile un indebolimento della moneta unica. Il cambio eurodollaro è infatti sceso per la prima volta da inizio anno sotto il livello 1,30 nella giornata di lunedì 4 marzo mentre continuano ad aumentare, rispetto alle ultime aste, i rendimenti richiesti sui titoli governativi dell’area Euro.

Uno sguardo ai listini azionari mostra un indice Eurostoxx50 infase correttiva.  Dopo aver lasciato sul campo circa 4,7 punti percentuali dai massimi di periodo toccati lo scorso 29 gennaio a 2749 punti, l’indice, a quota 2621 punti nella giornata del 4 marzo, continua a rimanere, dallo scorso 2 febbraio, nell’area compresa tra i 2662,4 e i 2570,5 punti. Da un punto di vista tecnico tuttavia,  è da ritenersi ancora integro il trend rialzista che ha caratterizzato l’ultimo semestre, con un recupero di oltre 13 punti percentuali rispetto ai minimi di periodo dello scorso novembre a quota 2427,32 punti.

In prospettiva di un recupero di breve termine o di un allungo più deciso che porterebbe a un nuovo test dei precedenti massimi, con possibilità di rottura in caso di distensione delle incertezze politiche che pesano sui paesi dell’area, è da monitorare l’Express di Deutsche Bank sull’Eurostoxx 50, caratterizzato da codice Isin DE000DB5U7Y2, che si è distinto nell’ultima settimana tra i certificati più scambiati sul mercato italiano, raggiungendo il picco di volumi dall’emissione datata  settembre 2009. Vediamo quindi il funzionamento del prodotto.

Rilevato lo strike a 2892,44 punti, alla scadenza fissata per il 30 settembre 2014 il certificato rimborserà 140 euro se il prezzo di chiusura sarà non inferiore al livello iniziale. In caso contrario garantirà comunque il rimborso dei 100 euro di nominale fino ad un valore dell’indice di almeno 2024,71 punti, pari al 70% del livello iniziale.  Lungo la durata residua è tuttavia presente una finestra per il rimborso anticipato, con data 30 settembre2013, incui un livello di chiusura pari allo strike determinerà l’estinzione anticipata dell’Express con un rimborso pari a 132 euro.

A fronte dei 100,80 euro a cui è esposto in lettera il certificato, rispetto a 2621 punti di Eurostoxx 50, sarà quindi sufficiente un recupero dell’indice pari a 18,5 punti percentuali, al netto dei 180 punti dividendo di perdita attesa, perché si verifichi l’estinzione anticipata con un rendimento complessivo del 31% rispetto al prezzo di carico di riferimento. In caso di mancato evento trigger sarà necessario aspettare la scadenza, dove l’ipotetico rendimento salirà al 38,9% e il floor rappresentato dalla protezione condizionata del capitale agirà fino ad un ribasso dell’indice pari al 22,75%.

Da sottolineare come lo strumento risulti particolarmente idoneo ad amplificare la performance del sottostante di breve periodo in caso di strappi al rialzo, in virtù di un rapporto pari a 1,7  tra quanto richiesto all’indice per ottenere il rimborso anticipato del certificato e il profitto ottenibile.

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