ITALIA SENZA IDENTITA’

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I due terzi degli italiani che hanno espresso il proprio sentimento di protesta,  tramite il voto o l’astensione, si trovano in minoranza. Tra i possibili prossimi scenari politici, vediamo quali certificati potrebbero avvantaggiarsi. 

 

Italia “too big to bail”. Secondo il giornale britannico “The Economist” un salvataggio del Belpaese con un rapporto debito/PIL record pari al 120,70%, sarebbe insostenibile da parte delle casse  dei paesi dell’Eurozona. A fronte di un rapporto deficit PIL contenuto rispetto agli altri paesi mediterranei, la terza economia dell’area monetaria non può pensare di tornare a ripagare il debito senza un adeguato stimolo della crescita.  Poiché buona parte della recessione è dovuta ad un continuo incremento del costo del lavoro a fronte di una riduzione della produttività, le misure di austerity imposte lo scorso anno, non facendo altro che inasprire ulteriormente il reddito reale dei cittadini italiani, hanno sviluppato, se non fomentato, quel senso di rifiuto per ogni ipotesi di riforma che richiedesse un’ulteriore supervisione dai piani alti europei. Cartina di tornasole il risultato delle elezioni per il nuovo governo dello scorso 24/25 febbraio: un quarto gli astenuti, poco meno dei due terzi i votanti con preferenze per programmi per così dire anti-europei, quali il Movimento a 5 Stelle e la coalizione di centro destra. In virtù del premio di maggioranza tuttavia, il centrosinistra si è aggiudicato il ruolo di guida della nuova compagine di governo benchè la camera alta, ovvero il Senato, sia nelle mani della fazione opposta. Tanti urlatori e nessun leader, tante promesse e nessuna riforma messa sul campo. Manca una maggioranza, manca un programma e manca soprattutto la volontà del popolo italiano di stringere ancorala cinghia. Un’incertezza tale da far cadere dal letto anche gli Stati Uniti che hanno scontato il pasticcio all’italiana con una perdita di 1,8 punti percentuali nella giornata di lunedì 25 rispetto alla chiusura dell’ottava precedente, salvo poi ricordarsi di quanto brilli la propria economia facendo segnare al Dow Jones nuovi massimi storici. Repentina la virata dell’euro sul dollaro, a fronte della minaccia di un’uscita dall’Euro neanche poi tanto velata, da parte delle due compagini politiche alla presunta opposizione. In una simile situazione appaiono quindi di poco conto le promesse di un taglio alla politica quando l’incertezza è da sola bastata per portare il tasso di rendimento richiesto sulle ultime aste di BOT semestrali all’1,237%  rispetto a quelle dello scorso 29 gennaio allo 0,731%. Anche lo spread tra il decennale italiano rispetto a quello tedesco, asticella dell’allarme paese, ha rialzato la testa tornando a quota 328  punti base. Proprio sul divario della forchetta si è basata Credit Agricole nel suo ultimo report, cercando di delineare i possibili scenari post- voto. Secondo il rapporto dell’istituto di credito francese, di cui è possibile trovare il grafico in pagina, lo scenario auspicabile sarebbe una soluzione “greca” in cui alla leadership politica del centrosinistra si affiancherebbe un governo tecnico, alla stregua di quello di Monti.  Per ora la scelta spetta al Movimento a 5 Stelle, se procedere ad una coalizione con il centrosinistra o portare a nuove elezioni in caso di rifiuto, al fine di consentire al Paese di poter contare finalmente su una maggioranza forte. Mai fare tuttavia i conti senza l’oste, ovvero senza il popolo italiano, stanco di un mercato del lavoro sterile, di un mercato del credito inaccessibile e soprattutto di una classe dirigente immobile.

Lasciando tuttavia la parola ai mercati finanziari guardiamo quali spunti operativi offre il segmento dei certificati d’investimento sul FTSE Mib, a quota 15851,95 punti nella mattinata del 5 marzo, in ribasso di 3,05 punti percentuali dalla chiusura di lunedì 25.

OPPORTUNITA’ MORDI E FUGGI

Partiamo con gli strumenti dal profilo più speculativo. Caratterizzati da una durata residua di brevissimo termine prima della prossima rilevazione, sono particolarmente indicati per chi ritenesse l’attuale fase di correzione un mero consolidamento prima di riprendere quell’intonazione rialzista di fondo che ha caratterizzato l’indice dalla scorsa estate. Partendo dall’Autocallable Step Plus (IT0004800808), in scadenza il prossimo 23 settembre, sarebbe sufficiente un recupero da parte del FTSE Mib pari a 3,4 punti percentuali fino a 16389,74 punti, per ottenere il prossimo 22 marzo il rimborso anticipato con un importo pari a 114 euro. A fronte di un prezzo lettera di 106,95 euro, il rimborso equivale ad un rendimento a meno di venti giorni pari al 6,6%. Si guarderà altrimenti alla scadenza dove l’evento trigger, ovvero il mantenimento dei 16389,74 punti, comporterà un rimborso di 121 euro mentre saranno garantiti i 100 euro di nominale per valori dell’indice non inferiori a 11472,82 punti. Rileva il primo aprile l’Express Coupon di RBS (GB00B78SW869) con livello trigger posto a 15980,07 punti: 128 punti di distanza dalla quotazione spot del FTSE Mib per ottenere il rimborso anticipato dei 1000 euro di nominale maggiorati di un coupon pari al 4,10%. L’evento trigger determinerebbe rispetto ad un prezzo lettera di riferimento pari a 1019,35 euro un rendimento complessivo a circa un mese del 2,12%. In caso contrario è prevista un’ulteriore finestra di rilevazione datata 30 settembre prima della scadenza naturale fissata per il 24 marzo 2014. Il Discount di Deutsche Bank ( DE000DE7YTX7) rimborserà infine il prossimo 15 aprile un importo massimo pari a 16,2 euro per valori del sottostante non inferiori a 16200 punti. In caso contrario replicherà linearmente la performance effettiva dell’indice con un multiplo pari a 0,001. Esposto a un prezzo lettera di 15,49 euro, permette di sfruttare la fase di consolidamento ammortizzando le perdite al costo di fissare il rendimento massimo al 4,58%.

RENDIMENTO E PROTEZIONE

L’incertezza in merito ai possibili scenari della politica italiana potrebbe mantenere le quotazioni dell’indice di Piazza Affari in una prolungata fase di lateralità. Passando quindi agli strumenti che godono di barriere poste sui minimi di settembre 2011 vediamo le opportunità offerte sul breve periodo. Primo per scadenza, il Bonus di Unicredit ( DE000HV77964) il prossimo 12 luglio rimborserà 110 euro se il valore dell’indice non avrà mai toccato la barriera posta a 11791,5 punti. In questo caso infatti la perdita della componente opzionale determinerà un rimborso equivalente alla replica lineare della performance del sottostante rispetto al valore strike, posto a 23583 punti. In virtù di un prezzo lettera di 103 euro, la tenuta del buffer di 25,61 punti percentuali al lordo dei dividendi, lascerebbe spazio ad un profitto del 6,80%. Sempre targato Unicredit, l’Express Coupon (DE000HV8AKB5)  con rilevazione il prossimo 27 novembre, riconoscerà una cedola di 6,50 euro maggiorata dell’intero nominale qualora il valore dell’indice sia non inferiore a 15520,15 punti indice. In caso contrario, per il rimborso si guarderà alla scadenza posta l’anno successivo dove sarà garantito il capitale iniziale per valori del sottostante non inferiori a 10864,1 punti. Esposto in lettera a 98,45 euro, oltre a lasciare spazio a un rendimento dell’8,2% in caso di estinzione anticipata, riconosce un rendimento minimo a scadenza dell’1,6% qualora l’indice non rilevi un prezzo finale inferiore al livello barriera, posto ad un margine dallo spot corrente pari a 31,4 punti percentuali. Scade invece il 6 dicembre l’ultima proposta, un Bonus Cap (DE000HV8F579), sempre appartenente al paniere dell’istituto di Piazza Cordusio. La tenuta della barriera posta a 10385,43 punti determinerà il rimborso di un importo minimo pari a 138 euro fino a un valore del sottostante pari a 20474,14 punti, oltre i quali è prevista la replica della variazione effettiva fino ad un rimborso massimo pari a 176 euro. L’evento knock out determinerà invece la perdita della componente opzionale aggiuntiva. Esposto in lettera a 129,20 euro, lascia in ogni caso spazio ad un rendimento del 6,81% contando su un buffer dalla barriera pari al 34,5%.

BARRIERA SOTTO I 10MILA

Anche se molte delle emissioni di strumenti dotati di barriera profonda hanno perso buona parte del loro appeal, si segnalano alcuni certificati da tenere in watchlist che potrebbero tornare interessanti in caso di massiccia uscita degli investitori dai listini italiani. Mantiene ancora un upside minimo il Bonus Cap di Deutsche Bank (DE000DX09VT8) in scadenza il prossimo 27 dicembre. Fissata la barriera a 9310 punti, la tenuta della soglia invalidante comporterà il rimborso di 117 euro, equivalenti ad un rendimento complessivo del 2,18% rispetto al prezzo lettera di 114,5 euro a cui è esposto. In ogni caso il certificato può risultare interessante anche in ottica di diversificazione di portafoglio quale strumento per ammortizzare le oscillazioni dell’azionario. Benchè siano quotati ad un valore inclusivo dell’intero importo Bonus, da tenere in watchlist altri due Bonus dell’emittente teutonica in scadenza il prossimo 26 settembre. Il primo, codice Isin DE000DE1MRA7, rimborserà 17,87 euro se il sottostante non avrà mai violato la barriera posta a 8700 punti mentre il secondo, codice Isin DE000DE1MQY9, riconoscerà un rendimento minimo di 14,79 euro ogni 14 euro di nominale.  Benchè entrambi abbiano raggiunto il rispettivo valore di rimborso teorico infatti  non è da escludere in caso di inversione dell’indice di breve termine la possibilità di ottenere un margine positivo dal loro acquisto. Si segnala infine l’Athena Double Win di BNP Paribas (NL001018792) con prossima rilevazione datata 28 giugno. Se il valore del sottostante sarà non inferiore ai 14274,27 punti strike, il certificato si estinguerà automaticamente con un importo pari a 105,3 euro. La cedola del 5,3% sarà tuttavia comunque garantita. In caso contrario prima della scadenza prevista per il 29 giugno 2016 sono presenti due ulteriori date autocallable a cadenza annuale con coupon pari rispettivamente al 10% e al 15%.  In caso di mancata estinzione anticipata alla scadenza sarà riconosciuta la performance assoluta del sottostante rispetto al valore iniziale con un rendimento massimo in caso di ribasso pari al 40%, data la barriera posta a 8564,622 punti, al di sotto dei quali il rimborso replicherà linearmente la variazione negativa del FTSE Mib rispetto al livello iniziale.

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