GUERRA VALUTARIA, BATTAGLIA A SUON DI SVALUTAZIONI

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Ancora pochi giorni e si conoscerà il destino politico della nazione, quanto mai di interesse internazionale per il ruolo giocato dal governo Monti dal suo insediamento avvenuto a novembre 2011 e per le conseguenze economiche di un’ingovernabilità su tutta l’area Euro. E’ notizia di queste ore che i vertici di Blackrock, la maggiore casa di investimento mondiale, saranno in missione a Roma nel fine settimana per definire le strategie da attuare sulla base degli ultimi sondaggi, inaccessibili alla pubblica opinione ma non a chi, anche nel recente passato, ha dimostrato di saper muovere abilmente e con invidiabile tempismo le proprie pedine collocando sul mercato una quota del 2,3% di Saipem proprio alla vigilia del tracollo. C’è da scommettere che su Piazza Affari nei prossimi giorni si ballerà parecchio, anche per la nauseante sequela di scandali (elettorali) che continuano a colpire l’industria italiana e per la debolezza ormai cronica di alcuni settori, telecomunicazioni in testa. Chi non sembra soffrire la crisi è il lusso e le grandi firme italiane continuano a stupire il mercato con utili a doppia cifra. Salvatore Ferragamo, debuttante al Sedex come sottostante del Certificato della settimana, un Bonus Cap di Unicredit dall’allettante profilo di rischio rendimento, è tra le storie di maggiore interesse che il listino milanese è stato in grado di offrire nell’ultimo anno, mentre si attendono nei prossimi mesi le IPO di altre case della moda italiana. Mentre in Italia ci si preoccupa per le elezioni politiche, al G20 di Mosca il tema principale è stato la cosiddetta guerra valutaria, innescata dalla Bank of Japan implementando una massiccia svalutazione dello yen a tutto svantaggio delle esportazioni dell’area euro. Ma cosa c’è realmente dietro le manovre delle Banche centrali mondiali?

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