APPLE MORDI E FUGGI

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Reduce da una brillante trimestrale, la mela di Cupertino torna a scambiare sui 550 dollari. Un Express di BNP Paribas per guardare al player a stelle e strisce con un rischio moderato.

Numeri da capogiro per Apple. L’azienda di Cupertino, leader tanto nel settore della telefonia quanto dell’informatica si conferma anche per il terzo trimestre del 2012 una macchina da soldi. Le vendite di iPhone, iPad, Mac e iPod nel periodo di riferimento hanno generato un fatturato di oltre 36 miliardi di dollari, per un utile per azione pari a 8,67 dollari, in aumento di oltre 1,50 dollari rispetto al dato riferito allo scorso anno. Un anno fiscale “fantastico” secondo Tim Cook, CEO di Apple, che trova tuttavia in disaccordo gli analisti, le cui stime portavano gli EPS a 8,75 dollari. L’affermarsi di un ambiente tecnologico open source ha reso sempre più difficile la difesa del ruolo di leader di mercato, come mostrano i dati relativi alle vendite di smartphone, stando alle qualila coreana Samsungha superato la mela morsicata.

La parola al mercato, con il titolo che toccati i 702 dollari lo scorso 19 settembre, scambia a distanza di due mesi a 546,20 dollari, in ribasso del 22,2%.  Secondo gli analisti, a frenare l’intonazione rialzista del titolo ha contribuito anche il possibile incremento della tassazione sui capital gain conseguente al Fiscal Cliff, che avrebbe portato i più timorosi a realizzare i profitti chiudendo le posizioni.

Tuttavia, le prospettive di breve termine, anche per l’avvicinarsi del periodo natalizio, sembrano rimanere rosee con gli analisti che prevedono risultati in crescita.  Che il titolo stia cercando di testare l’area di supporto dei 550 dollari per poi ripartire? Oppure si prospetta una fase di assestamento? Al fine di ottenere un rendimento in entrambi gli scenari può risultare interessante l’Athena Relax di BNP Paribas scritto sul titolo della mela morsicata.

Rilevato uno strike a 542,44 dollari, alla scadenza del 2 marzo 2015 rimborserà 120 euro ogni 100 di nominale se il valore di chiusura del sottostante non sarà inferiore a quello iniziale. In caso contrario sarà comunque garantito il capitale iniziale fino ad una soglia di Apple posta a 298,342 dollari, al di sotto dei quali il rimborso replicherà la performance effettiva del sottostante. La struttura del certificato prevede inoltre due finestre di uscita anticipata. La prima disponibile, fissata peri il prossimo 28 febbraio, riconosce la possibilità di ottenere il rimborso del nominale maggiorato di un premio del 5,60% per valori di Apple non inferiori a quello strike. In caso di mancato trigger event l’importo cedola verrà comunque staccato mentre per il rimborso del capitale si guarderà alla data successiva, fissata per il 28 febbraio2014, incui la verifica della condizione invalidante determinerà non solo il riconoscimento dei 100 euro di nominale ma anche un premio del 10%.

Descritta brevemente la struttura del prodotto, passiamo all’analisi di scenario. A fronte di un valore del sottostante sul livello strike, il certificato è esposto sul Cert-X ad un prezzo lettera di 98,75 euro. Quattro i possibili payoff.  Nel best scenario, ovvero in caso di rimborso anticipato già alla prima data di osservazione, il rendimento su base equivarrebbe al 25,71%. In caso di mancata estinzione, tenuto conto dello stacco della cedola incondizionata, il rimborso alla data autocallable determinerebbe un rendimento del 13,50% su base annua mentre il verificarsi del trigger event unicamente a scadenza correggerebbe al ribasso l’upisde all’11,56% annuo. Qualora venisse mancato l’obiettivo ma la barriera rimanesse inviolata, il rimborso del nominale, determinerebbe un rendimento su base annua del 3,07%.  Infine, in caso di evento knock out, il rimborso massimo pari a 55 euro determinerebbe una perdita minima del 44% rispetto al prezzo lettera, senza tener conto della cedola incondizionata già incassata.

Passando infine alla misura del rischio del certificato, tenuto conto di un dividend yield su base annua di circa l’1,5%, alle condizioni correnti di mercato la probabilità che alla scadenza si verifichi l’evento knock out è pari al 14,33%. Una soglia a rischio moderato, a vantaggio del certificato, che conta peraltro una probabilità di rimborso anticipato già alla prima data pari al 55,3%.

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