L’EXPRESS SI FA IN DUE

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Quando la priorità è data al contenimento del rischio e alla prospettiva di un flusso cedolare, l’Express Plus è il certificato ideale. Uno sguardo all’ultimo arrivato sul Sedex di Borsa Italiana.

L’utilizzo di opzioni esotiche per la costruzione dei prodotti strutturati, facendo leva sulla volatilità implicita nelle opzioni del sottostante, crea sovente opportunità di trading mordi e fuggi in grado di generare alpha con rischi contenuti, facendo ricorso a coperture dinamiche ad hoc. Nel medio lungo periodo invece, la stessa componente opzionale può favorire la creazione di prodotti di investimento caratterizzati da un potenziale di rendimento corposo, a cui si contrappone un rischio di perdita in conto capitale più sostenuto qualora la struttura scada out of the money. Gli Express Plus, prodotti appartenenti alla categoria dei certificati a capitale protetto condizionato con opzione di rimborso anticipato, pur prevedendo il payoff di base alla scadenza, si pongono come soluzione ideale anche sul breve medio termine grazie ad un flusso cedolare periodico subordinato al rispetto di una semplice condizione.

Guardiamo quindi da vicino all’ultima proposta entrata in negoziazione lo scorso primo ottobre sul segmento Sedex di Borsa Italiana, ossia l’Express Plus scritto sull’Eurostoxx 50 targato Deutsche Bank con codice Isin DE000DX0VL19. Rilevato uno strike il 19 giugno a 2198,01 punti, intorno all’area di minimo dell’anno per l’indice delle blue chip dell’area euro, il certificato con cadenza annuale, a partire dal 19 giugno 2013 fino alla scadenza fissata per il 19 giugno 2017, riconoscerà una cedola di 4,5 euro ogni 100 di nominale alla condizione che lungo il periodo tra una data di osservazione e quella successiva il sottostante abbia chiuso in almeno una seduta ad un prezzo non inferiore al livello barriera, posto al 65% del valore strike, equivalente a 1428,71 punti indice.

Qualora questa condizione non venga soddisfatta si guarderà direttamente alla rilevazione successiva nella quale, il verificarsi dell’evento comporterà il pagamento delle cedole eventualmente non staccate. Il rimborso del nominale viaggia invece su un binario parallelo. Se infatti all’appuntamento annuale con l’osservazione del sottostante il prezzo di chiusura dell’indice è pari ad almeno il livello strike, è previsto il rimborso automatico dei 100 euro di nominale.

Nel caso in cui si giunga alla naturale scadenza, affinché sia riconosciuto l’intero capitale iniziale sarà sufficiente che il prezzo finale del sottostante sia non inferiore ai 1428,71 punti indice a cui è posto il livello barriera. Al di sotto invece, il rimborso replicherà linearmente la performance effettiva del sottostante rispetto allo strike, fatto salvo il pagamento della cedola qualora sia stata soddisfatta la condizione necessaria.

Guardando l’Express Plus a poco meno di un mese dall’entrata in quotazione, questo è esposto in lettera dal market maker a 100 euro, a fronte di un valore del sottostante in rialzo del 13,11%. Si può quindi considerare certo lo stacco della prima cedola, prevista per il prossimo giugno ed una probabilità del 76%, stimata con l’indicatore proprietario CED|Probability, di ottenere già alla prima scadenza il rimborso anticipato del capitale iniziale. Volendo effettuare un confronto con l’investimento diretto nel sottostante, sulla base dei dividendi impliciti nelle opzioni, l’esposizione diretta comporterebbe un rendimento inferiore, pari circa al 3,5%, nell’ipotesi che il sottostante rilevi all’appuntamento del prossimo giugno al valore spot pari a 2486,35 punti. L’Express Plus, oltre a rendere circa un punto in più, permette invece di  congelare il payoff fino ad un ribasso del sottostante di circa il 13%, ottenendo inoltre la cedola fino ad un calo del 42,5%.

Anche in caso di downside sostenuto, la protezione a scadenza del nominale per valori non inferiori alla barriera e la presenza di un flusso cedolare potenziale annuo contribuiscono a sostenere le quotazioni del prodotto. Il costo di tale protezione è dato dall’upside limitato al 4,5% annuo.

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