UTILITIES SOTTO I RIFLETTORI

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Tra gli indici settoriali europei, l’indice Eurostoxx Utilities torna sotto i riflettori con il Bonus Cap di Unicredit dall’upside potenziale del 26% in 15 mesi.

Appartenente alla famiglia degli indici scritti sulle blue chip del Vecchio Continente, l’Eurostoxx Utilities rappresenta nello specifico un paniere di 18 società operanti nel settore dei servizi di pubblica utilità, di cui circa il 20% di passaporto italiano, quali Enel, Enel Green Power, Snam Rete Gas e Terna.  Dalla performance particolarmente zavorrata dalla congiuntura economica negativa dell’area più che da quella finanziaria, l’indice si caratterizza per l’alto dividend yield erogato annualmente, dall’importo medio di circa il 6%. Ne consegue come l’Eurostoxx Utilities possa rivelarsi un valido strumento in termini di diversificazione di portafoglio, nonostante l’elevato dividendo non giochi a favore dei possessori di certificati.

Tuttavia il Bonus Cap scritto sull’Eurostoxx Utilities targato Unicredit, con un livello barriera ben al di sotto dei minimi dell’anno a quota 204 punti e un premio minimo sul nominale pari al 28%, rientra di diritto tra i certificati da tenere in considerazione per un investimento di medio periodo. Fissata la scadenza al 6 dicembre 2013, il certificato rimborserà infatti un importo minimo pari a 128 euro qualora il prezzo di chiusura dell’Eurostoxx Utilities in nessun giorno di negoziazione abbia toccato il livello barriera, fissato a 183,426 punti indice. In caso contrario, l’evento knock out determinerà l’automatica perdita delle opzioni aggiuntive ed un rimborso a scadenza pari alla performance effettiva del sottostante rispetto al suo valore iniziale, rilevato a 262,040 punti. Se invece, quale sia lo scenario, alla data finale il valore spot dell’indice Eurostoxx sarà superiore al livello Bonus corrispondente a 335,407 punti, allora il rimborso sarà nuovamente equivalente al rialzo complessivo del sottostante dal prezzo d’esercizio, tenuto conto un importo massimo pari a 156 euro, ovvero a 408,778 punti indice.

Alle condizioni di mercato fotografate nella mattinata dell’1 ottobre, con l’indice scambiato a 239,13 punti il certificato era esposto in lettera a 101,6 euro, per un rendimento potenziale complessivo del 26% al lordo degli oneri fiscali e un buffer del 23,3%. Se tuttavia si considerano i 18,839 punti indice che si stima l’Eurostoxx Utilities staccherà lungo la durata residua, la distanza dalla barriera si riduce al 16,74%; un margine forse un po’ troppo risicato per un investimento dalla durata di circa 15 mesi, soprattutto se si considera il premio pagato per le opzioni.  Infatti in caso di evento knock out, l’allineamento alla componente lineare comporterebbe nel brevissimo termine una perdita del 16% circa, tenuto conto di un valore benchmark corrente pari a 85,4 euro.

Ma l’ampio margine di upside e il posizionamento di un cap ad un livello superiore al Bonus, pari al 156%, collocano di fatto il certificato tra quegli strumenti idonei a generare un’extraperformance in caso di strappi del sottostante. Tenendo in considerazione un arco temporale di un mese e una variazione dell’indice contenuta tra il -10% e il +10, il certificato migliorerà la performance dell’indice Utilities per variazioni complessive non inferiori a circa il 4% e lo spread sarà tanto maggiore tanto più sarà l’accelerazione messa a segno dall’indice. Da segnalare tuttavia come anche in territorio negativo, flessioni più accentuate in virtù del conseguente pericolo barriera penalizzeranno maggiormente il certificato.

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