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Le Inverse Floater targate Barclays hanno confermato le attese sfruttando i minimi storici dell’Euribor

Come abbiamo già visto sette giorni fa, la tipologia di obbligazione che più delle altre ha tratto beneficio dalla politica monetaria della Banca Centrale Europea è stata quella delle Inverse Floater, le uniche in grado di apprezzarsi in maniera netta per effetto della caduta dell’Euribor ai minimi storici. Questa settimana il focus è dedicato alle emissioni targate Barclays, che rispettando quanto avevamo già indicato lo scorso mese di febbraio, sono state capaci di spiccare il volo in scia al progressivo calo del tasso interbancario. Facendo un passo indietro, era il 22 febbraio quando sul CJ numero 265 mettemmo sotto stretta osservazione le quattro proposte di tipo reverse sull’Euribor firmate Barclays. Il rapido evolversi del quadro economico che ha avuto evidenti impatti sui rendimenti di mercato, ivi compreso il credit spread dell’emittente, ha accentuato il calo dell’indice di mercato delle proposte a tasso variabile, contribuendo a far volare i prezzi delle inverse floater, capaci di erogare cedole nettamente superiori alla media di mercato, in quanto caratterizzate da una cedola che varia inversamente rispetto al tasso Euribor.

Da quel giorno di febbraio ad oggi, le proposte di Barclays Plc hanno guadagnato mediamente più di 20 figure, oltre ad aver pagato le corpose cedole previste, approssimativamente pari all’8% su base annua. Cartina di tornasole di tale assunto, è il grafico che ne mette in evidenza i movimenti di prezzo registrati nell’ultimo anno, con le strutture più aggressive sotto il profilo di duration, ovvero in virtù della scadenza e della tipologia di indicizzazione, a volte anche in leva, che hanno messo a segno le performance migliori.

Numeri alla mano, non dovrebbe quindi sorprendere come la Scudo 10,5% Inverse Floater (Isin IT0006715392), proposta che tra quelle in oggetto presenta la duration maggiore, nel periodo considerato (1y) abbia messo a segno una performance di ben 39 punti percentuali, tenuto conto degli attuali 120 euro scambiati al MOT di Borsa Italiana. Si ferma invece al +35% la Scudo 7,5% – Euribor (Isin IT0006712142), seguita a +31% dall’altra proposta in leva sull’Euribor ma caratterizzata da una scadenza inferiore (2021), ovvero la Scudo 9% – Euribor (Isin IT0006714395). Chiude infine con un +27% la Scudo 6×6 (Isin IT0006715418).

Oltre a far riferimento alla tabella riassuntiva delle quattro obbligazioni, al fine di comprendere le differenze in termini di prezzo che caratterizzano oggi le obbligazioni, nonché i rendimenti potenziali a cui possono ancora puntare, viene rappresentato anche il grafico relativo all’andamento dell’indicizzazione delle cedole, tenuto conto dell’attuale curva forward sul tasso interbancario di riferimento dell’area Euro sui vari nodi di rilevazione di ogni singolo bond.

In termini di rendimento, l’obbligazione più interessante ai prezzi odierni è la Scudo 7,5% – Euribor. In base ai correnti 120,98 euro esposti in lettera, qualora le correnti aspettative circa l’andamento futuro dell’Euribor dovessero effettivamente concretizzarsi, l’obbligazione sarebbe capace di corrispondere un rendimento lordo su base annua del 3,692% a fronte del benchmark di riferimento (EUR Financial AA Curve) che si attesta al 3%, con il differenziale che viene di fatto giustificato per una differente esposizione al rischio tassi insita che contraddistingue la Inverse Floater in oggetto rispetto ad una comune tasso fisso del medesimo emittente.

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