IL PESO DELLA LEVA

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Société Générale presenta due nuovi certificati a leva fissa sul FTSE Mib. Scopriamo di che si tratta.

Gli strumenti a leva da sempre rappresentano uno degli asset di investimento maggiormente interessanti nell’industria dei replicanti, in quanto negli stessi è possibile ricercare molteplici finalità che spaziano da esigenze di hedging di portafoglio fino all’asset allocation tattica speculativa di breve termine.

Il giusto spunto per tornare a parlare di strategie “outperformance” viene offerto da Société Générale, che a partire dal 3 settembre ha portato al Sedex di Borsa Italiana due nuovi certificati sull’indice azionario italiano FTSE Mib TR, caratterizzati da una leva fissa su base giornaliera pari a +5, per la versione long, e a -5 per quella short. Più nello specifico, i due strumenti sono denominati SG FTSE MIB +5x Daily Leverage Certificate ( Isin IT0006723263 ) e SG FTSE MIB -5x Daily Short Certificate (Isin IT0006723271)  e replicano, al lordo dei costi, due specifici indici di strategia calcolati dall’index provider FTSE.

Questi nuovi certificati, studiati sia per permettere di massimizzare il rendimento associato a una specifica visione di mercato, sia per garantire una copertura più efficiente di un portafoglio di riferimento, rappresentano dei veri e propri strumenti alternativi ai prodotti derivati (come i futures), ai leverage certificates, caratterizzati da una leva non fissa, e agli ETF a leva di simili caratteristiche, caratterizzati però da una fiscalità penalizzante.

Prima di entrare nel dettaglio ed analizzare quindi le peculiarità dei due nuovi strumenti messi a disposizione dall’emittente francese, parliamo del sottostante di riferimento al quale le performance dei due certificati vengono agganciate. Si tratta dell’indice FTSE Mib TR, ovvero l’indice total return del paniere della Borsa di Milano, il quale si differenzia dal più noto FTSE Mib versione PR (Price Return) per l’effetto del reinvestimento dei dividendi. Per quantificare proprio l’impatto del dividend yield del sottostante di riferimento, ad oggi stimato al 3,89% su base annua, si è provveduto a comparare l’andamento normalizzato dei due indici, come da grafico presente in pagina. Ne è risultato che prendendo a riferimento i dati da settembre 2010 ad oggi, l’indice TR ha messo a segno un -22,24% a differenza dell’indice canonico che invece ha perso circa il 27% del proprio valore.

Tornando alle caratteristiche, come d’altronde suggerisce il nome stesso, i  due nuovi“daily leveraged” offrono un rendimento a leva 5 (Long o Short) rispetto al rendimento del corrispondente indice long unicamente su base giornaliera, sebbene sia previsto un meccanismo automatico di ribasamento nel caso in cui l’indice FTSE MIB TR registri una performance di ±15% (che comporta una performance negativa di -75% dell’indice a leva ±5 replicato dal certificate), con un ribasamento infragiornaliero della leva che evita così che il valore del certificato diventi negativo.

A seguito del fatto che l’indice “daily leveraged” prevede un resetting (fissazione di un nuovo livello iniziale) su base giornaliera, i rendimenti dello stesso, se riferiti a periodi superiori ad un giorno, evidenzieranno un rapporto non più proporzionale rispetto a quelli del corrispondente indice benchmark. La divergenza è dovuta in particolare proprio agli effetti generati dalla capitalizzazione dei rendimenti su base giornaliera.

Questa caratteristica, definita compounding effect o trappola della leva, è assolutamente da non sottovalutare, in quanto oltre alla performance complessiva del sottostante, diviene fondamentale per le strategie multiday non solo il risultato ma anche il percorso che effettua l’indice nel durante, che costringe di fatto l’investitore che ne fa utilizzo in termini di copertura di portafoglio ad un aggiustamento periodico dell’importo investito nel certificato.

Proprio per valutare l’impatto del “percorso” registrato dal sottostante sulle performance complessive per i due certificati, prendendo a riferimento quello con facoltà long, abbiamo messo in relazione due scenari, il primo caratterizzato da un mercato sostanzialmente stabile, il secondo invece con variazioni giornaliere più marcate.

In entrambi gli esempi, l’indice long è partito da un livello iniziale di 100 e ha chiuso la settimana con un valore leggermente positivo. Nel primo esempio, le variazioni giornaliere del benchmark presentano scostamenti limitati, mentre nel secondo le ipotizzano più marcate. Come anticipato, si nota come dal secondo scenario l’indice “daily leveraged” sottoperformi rispetto al benchmark durante il periodo di mercato più volatile, caratterizzato da variazioni giornaliere molto significative, anche in un contesto in cui la variazione cumulata dell’indice di  riferimento risulti sostanzialmente minima. Pertanto, numeri alla mano, è evidente come risulti assolutamente necessario che l’investitore monitori le sue posizioni e i cambiamenti dell’esposizione su base  giornaliera in modo da effettuare gli aggiustamenti necessari per avere la medesima esposizione rispetto al sottostante, evitando così di incorrere in perdite maggiori e quindi non proporzionali all’investimento a leva eseguito sullo stesso.

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