CLICK SULL’HITECH USA

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Mentre sui mercati del Vecchio Continente, fatta eccezione per quello tedesco che continua a seguire più l’America che il resto d’Europa, è andata in scena una falsa ripartenza dopo il gran recupero della scorsa ottava, negli Stati Uniti i titoli tecnologici proseguono nella loro rincorsa spinti dal fenomeno Apple, in rialzo del 70% nell’ultimo anno. La nuova mania hig tech ha coinvolto gran parte dei titoli del settore e il Nasdaq, l’indice tecnologico che nel 2000 raggiunse l’incredibile soglia dei 5000 punti, è ora sui massimi degli ultimi undici anni. In attesa che anche Facebook sbarchi sul listino americano, a Piazza Affari cresce il numero di emissioni legate ai titoli dell’IT e dei social network. Tra le ultime, in ordine temporale, si segnalano i primi Mini Future certificates firmati RBS, in quotazione sul segmento leverage del Sedex, e un Autocallable di UBS, analizzato per voi nel certificato della settimana, scritto su un basket di titoli del settore. Se i titoli tecnologici vanno a ruba, altrettanto non si può dire per quelli bancari, penalizzati dai downgrade delle agenzie di rating e subissati dalle vendite a tutte le latitudini. Sul listino milanese Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno vissuto una nuova settimana di passione, invalidando il buon rimbalzo con cui avevano concluso l’ultima ottava e appesantendo ancora una volta l’intero indice FTSE Mib. Un’insolita strategia operativa che vede i due istituti protagonisti è proposta nella rubrica dello spread trading, mentre ampliando l’osservazione al comparto europeo, una nuova emissione di Unicredit sull’Eurostoxx Banks offre lo spunto per scommettere sul triplo minimo dell’indice. L’Approfondimento, infine, cerca di rispondere a una domanda che in molti ci hanno posto negli ultimi mesi: come faccio a recuperare le perdite subite a causa degli eventi barriera?

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