ATHENA AIRBAG,L’UNIONE FA LA FORZA

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Si allarga la famiglia degli Athena, con i nuovi Athena Airbag. Coupon a doppia cifra anche per ribassi importanti del sottostante, ma attenzione ai dividendi.

 

Come noto, l’accesso a strategie complesse in termini di payoff presuppone la rinuncia ai dividendi distribuiti dal sottostante fino alla naturale scadenza del certificato. Il flusso di cassa derivante dallo stacco degli utili, viene virtualmente incassato dall’emittente per abbattere il costo in fase di strutturazione. L’investitore pertanto, nella fase di analisi antecedente all’investimento in qualsiasi prodotto strutturato, dovrà valutare l’importo complessivo dei dividendi cui implicitamente rinuncia, in quanto questi potrebbero impattare in modo rilevante sul trade off rischio-rendimento atteso.Volendo essere ancora più precisi, l’importanza di tenere in giusta considerazione l’ammontare complessivo dei dividendi attesi del sottostante, risulta essere una variabile quanto mai importante sia per certificati dotati di barriera invalidante che in quei prodotti con facoltà autocallable. Se nei primi i dividendi avvicinano di fatto il livello knock-out “reale”, dal momento che lo stacco del dividendo comporta una riduzione dei prezzi correnti del titolo, nei secondi contribuiscono analogamente a tenere lontano il trigger level.Per limitare gli effetti negativi di questa importante variabile di mercato, BNP Paribas ha strutturato una nuova serie di Athena Certificate denominati Athena Airbag. Questi certificati presentano il profilo di rimborso tipico di un Express Certificate, ovvero di un certificato dotato di facoltà autocallable con protezione del capitale condizionato a scadenza, ma presentano un’importante variante rispetto al trigger level alla data di valutazione finale.Mentre nella maggior parte dei certificati caratterizzati dalla possibilità di richiamo anticipato il trigger è pari allo strike iniziale o al massimo decrescente nel tempo, negli Athena Airbag qualora si dovesse giungere alla naturale scadenza senza che si siano mai verificate le condizioni idonee per il rimborso anticipato, basterà che venga mantenuto almeno il livello barriera per poter aver accesso al coupon previsto a scadenza, contro il solo nominale, nella migliore delle ipotesi maggiorato di un rebate, garantito nei classici Express Certificate.

LE NUOVE PROPOSTE

Sono sette le proposte recentemente giunte al Sedex targate BNP Paribas, le cui caratteristiche dei relativi sottostanti hanno giocato un ruolo fondamentale sull’ammontare del coupon semestrale, dal momento che il posizionamento della barriera è fissato per tutti, ad eccezione del secondo certificato scritto su Intesa Sanpaolo, al 70% dello strike iniziale. Detto questo, dalla tabella presente in pagina che ne mette in evidenza le caratteristiche allo stato attuale, è possibile osservare sia il rendimento potenziale (upside) che le probabilità di successo (CED|Probability) calcolate in base alla prossima data di rilevazione anticipata (Next Valuation Date). Salta immediatamente all’occhio il secondo certificato scritto su Intesa Sanpaolo che visto il trigger level posizionato a 1,294 euro, in base ai correnti 1,511 euro, consente di mirare ad un upside del 15,24% con una probabilità di successo del 70%, in virtù del coupon di 19,5 euro oltre il nominale e una quotazione di 103,7 euro, nel caso in cui alla data del 21 dicembre 2012 il titolo non abbia perso più del 14,36% dai valori correnti.

L’IMPATTO DEI DIVIDENDI

Facendo un passo indietro, secondo quanto detto in precedenza sull’importanza dei dividendi in questa tipologia di struttura, concentriamoci sullo scenario a scadenza al fine di valutare l’impatto degli stessi e quindi il teorico valore corrente del sottostante rispetto al trigger level, posizionato sul livello knock-out.Per il calcolo dei dividendi futuri attesi distribuiti dal sottostante, i dividendi impliciti nelle opzioni corrispondenti consentono di dare l’effettiva stima del loro corretto ammontare. Essi vengono infatti estrapolati dal prezzo delle opzioni scambiate sull’underlying ed esprimono quindi il dividend yield atteso del mercato rispetto all’orizzonte temporale di riferimento. Presi i sottostanti delle sette proposte, in base alla maturity dei certificati ad essi connessi, si è quindi ricavato il dividendo in euro atteso dal mercato e il suo impatto sia sullo strike iniziale sia sul valore attuale del sottostante.

Tale tabella aiuta a comprendere come l’impatto dei dividendi distribuiti sia un elemento assolutamente da non trascurare. Per un’ulteriore analisi sempre sullo scenario a scadenza, entriamo nel dettaglio nel calcolo del buffer a scadenza. Emblematico il caso di Enel, dove il semplice buffer sul livello barriera si attesta al 24%, ma se nel medesimo calcolo si considerano anche i 0,44 euro distribuiti nel tempo sotto forma di dividendi, il buffer implicito si riduce addirittura all’11,19%.

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