50 GIORNI E 50 NOTTI

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E’ in dirittura d’arrivo il Bonus Cap su Generali di BNP Paribas. Ancora un margine del 20% per ottenere in meno di due mesi un rendimento del 4,54%.

Prima l’accordo Unipol-Fonsai per il maxipolo assicurativo, poi il declassamento da parte di Standard & Poor’s da AA- ad A+, hanno fatto riaccendere in questo primo scorcio del 2012 i riflettori su Generali. A questo si aggiungano le preoccupazioni dell’Isvap sull’esposizione patrimoniale delle compagnie assicurative ai titoli di stato sovrani formalizzata con l’invio di un monito sulla distribuzione dei dividendi e le tensioni con il partner ceco Petr Kellner, relative al suo diritto di exit, e il quadro è completo. Su Piazza Affari il Leone di Trieste continua tuttavia a beneficiare della buona intonazione dell’azionario italiano, spinto dall’allentamento delle tensioni sul debito sovrano, mostrando una correlazione con l’indice FTSE Mib, superiore al 90%.  In questo contesto, per non doversi preoccupare delle notizie che muoveranno le quotazioni del titolo, i certificati Bonus, grazie alla possibilità di riconoscere un rendimento positivo anche in caso di ribasso del sottostante, si confermano valide opportunità  da monitorare per scovare interessanti occasioni. Tra il panorama di prodotti scritti su Generali, si segnala questa settimana il Bonus Cap di BNP Paribas, codice Isin NL0009525963, che coniuga, in una durata di poco più di due mesi, un rendimento superiore al 4% a una barriera distante circa 20 punti percentuali.

In merito al funzionamento, rilevato il valore iniziale a 13,74 euro, alla scadenza fissata per il prossimo 16 marzo il certificato rimborserà, se verranno rispettate le condizioni richieste, 107 euro. In particolare per godere di tale rimborso sarà necessario che in nessuna seduta da qui alla scadenza il prezzo di chiusura sarà stato pari o inferiore a 9,618 euro. Qualora invece tale limite venisse infranto il rimborso sarà una mera replica della variazione complessiva del sottostante dallo strike fermo restando un importo massimo pari a 107 euro, corrispondenti ai 14,7 euro del titolo. Analizzando la quotazione, il certificato dal suo ingresso sul mercato avvenuto lo scorso 28 luglio, ha partecipato alla dèbacle estiva, osservando il momento di massima tensione in prossimità dei minimi di periodo toccati da Generali a quota 10,65 euro.

Ora, quando mancano circa 50 giorni dalla scadenza, il Bonus Cap dell’emittente francese viene esposto sul Sedex di Borsa Italiana a un prezzo in lettera di 102,35 euro riconoscendo così, in caso di mancato evento knock out, un rendimento del 4,54%. Un ottimo compromesso in termini di profitto se si considera la buona probabilità di ottenere il rimborso dei 107 euro. Infatti, con il titolo a quota 12,54 euro, il margine dalla soglia invalidante è ancora pari al 20,77%. Anche se le turbolenze dell’ultimo semestre hanno abituato a escursioni di brevissimo anche superiori, come per Generali dal minimo del 12 settembre al picco del 27 ottobre a 13,52 euro con un’escursione di circa il 25%, il livello a cui è posta la barriera ha un valore particolare. Il suo raggiungimento implicherebbe, infatti, la rottura della soglia psicologica dei minimi di chiusura toccati a marzo 2009, pari a 9,9 euro con un quadro tecnico che si deteriorerebbe sensibilmente.

In ogni caso, tenendo conto della volatilità implicita delle opzioni con scadenza prossima a quella del Bonus Cap, la probabilità di rottura daily della soglia invalidante è pari al 7,21%. In caso di evento knock out è tuttavia necessario considerare come la perdita dell’opzione bonus determinerebbe un allineamento del fair value del certificato con la sua componente benchmark. In questo scenario, con un acquisto a 102,35 euro, perché l’investimento non chiuda con un saldo negativo sarà necessario che il prezzo finale di Generali sia pari o superiore a 14,06 euro.

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