DUE PER UNO SU TELECOM

  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF

Bonus dalla barriera profonda e rendimento superiore al 15% su base annua. Il Fast Bonus su Telecom è osservato speciale

Le scosse sul fronte europeo dopo il temporaneo assestamento del periodo natalizio, portano a galla gli stessi timori che avevano accompagnato la scena finanziaria mondiale l’ultimo semestre. Un amaro inizio d’anno anche sul piano economico generale, sul quale cominciano a pesare gli effetti prolungati della crisi. In un clima di crescita sterile, per i piccoli investitori i certificati rappresentano di certo una valida alternativa alla costruzione autonoma di portafogli per diversificare i propri risparmi, grazie alla gestione passiva di un unico strumento in grado sempre più di avvicinare nello stesso prodotto differenti strategie.A questo proposito torniamo a parlare di Fast Bonus, i certificati d’investimento proposti sul finire dello scorso anno da The Royal Bank of Scotland, Barclays e ING Bank, caratterizzati dalla compresenza di una struttura bonus a barriera discreta e opzioni autocallable. Primo osservato speciale dell’anno è il Fast Bonus di RBS, con sottostante Telecom Italia, codice Isin GB00B6HYZX47. Entrando nel dettaglio dell’emissione, il certificato dell’emittente inglese alla scadenza del 26 ottobre 2015 rimborserà 1400 euro, rispetto ai 1000 di nominale, se il prezzo di riferimento del sottostante sarà pari o superiore a 0,4497 euro, ovvero al 50% dello strike rilevato a 0,8995 euro.  In caso di rottura della barriera, il Fast Bonus replicherà linearmente la variazione complessiva di Telecom dal valore iniziale, con una perdita quindi rispetto al prezzo di emissione non inferiore al 50%. Qualora invece alla rilevazione finale il sottostante sia superiore a 1,26 euro, pari al 140% dello strike, il rimborso considererà anche il maggior profitto realizzato dal titolo.  Il certificato gode inoltre della possibilità d’estinzione anticipata grazie alle tre opzioni autocallable, con osservazioni fissate al 31 ottobre 2012, 2013 e 2014. Se in una delle tre date il prezzo di riferimento di Telecom sarà pari o superiore a 0,8995 euro, il certificato rimborserà automaticamente i 1000 euro nominali maggiorati di una cedola d’importo rispettivamente pari a 100, 200 e 300 euro.  Passiamo al profilo rischio rendimento. In quotazione sul Sedex di Borsa italiana dallo scorso 29 dicembre, il certificato è esposto a un prezzo lettera pari a 885,95 euro a fronte una quotazione di Telecom Italia di 0,8205 euro. Ipotizzando un acquisto a tali condizioni, in assenza di estinzione anticipata si profilano tre differenti scenari. Se il sottostante perderà più del 45,4% dai valori correnti, la replica lineare della variazione di Telecom, determinerà una perdita minima pari a circa 43,6 punti percentuali.  Valori del sottostante compresi tra il -45,5% e il +54% dei correnti 0,8205 euro implicheranno invece un rimborso a 1400 euro, con un rendimento complessivo del 58,02%, equivalente a 15,07 punti su base annua. Per apprezzamenti superiori il certificato replicherà infine la performance rispetto agli 0,8995 euro iniziali.

n riferimento poi alle finestre di rilevazione intermedia, l’attivazione in una delle date dell’opzione di rimborso anticipato determinerà rispettivamente un rendimento su base annua pari al 29%, 19%, 16%. Ponendo proprio l’attenzione sull’osservazione del prossimo 31 ottobre, tenuto conto di un dividend yield atteso del 6,46%, sarà necessario un rialzo complessivo del 17,20% per ottenere l’estinzione anticipata del certificato. Considerata la volatilità implicita nelle opzioni scambiate sul sottostante quale misura del sentiment di mercato, la probabilità di tale rialzo si attesta al 49,52%. Come era da aspettarsi, la perdita di quote di mercato italiano del leader di settore e la crisi reale dell’economia pongono alcuni interrogativi sulla tonicità futura delle quotazioni di Telecom Italia. D’altra parte però, la presenza nel certificato di altre due opzioni autocallable e un margine dalla soglia down, corretto per i dividendi attesi, pari al 28% rendono il Fast Bonus una proposta da monitorare.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

Lascia un commento