NUOVI BONUS CAP: OBIETTIVO BREVE TERMINE

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Sei nuovi Bonus Cap targati BNP Paribas approdano al Sedex, focus sulle proposte a 90 giorni

 

Nonostante il forte rialzo della volatilità implicita dell’ultimo semestre, il repricing dei dividendi stimati ha recentemente impedito ai Bonus Cap di ripresentarsi sul mercato con i medesimi livelli caratteristici del periodo successivo ai precedenti minimi, quelli di marzo 2009 per intenderci. Un emittente che, anche in tali fasi, non ha mai smesso di proporre sul mercato nuovi strike per prodotti con barriera è stata BNP Paribas, protagonista dell’ultima quotazione sul segmento di Borsa Italiana di sei nuovi Bonus Cap, di cui due con scadenza trimestrale.

Ancora una volta è il comparto bancario-finanziario a fare da leader indiscusso per quel che concerne la scelta dei sottostanti, grazie alla volatilità implicita nettamente superiore ai principali indici di mercato.

OBIETTIVO BREVE TERMINE

Tra le nuove emissioni, di cui si presenta una tabella dettagliata che mette in evidenza il rendimento potenziale (upside) rispetto alla distanza dal livello barriera (Risk Buffer) e delle probabilità di successo dell’investimento (CED|Prob), sono due le proposte dotate di un orizzonte temporale di investimento trimestrale sulle quali concentreremo in particolare l’analisi.


Si tratta di due Bonus Cap agganciati rispettivamente a Deutsche Bank ( Isin NL0009526946 ) e a Credit Agricole ( Isin NL0009527001 ), che presentano una scadenza fissata per il 20 aprile prossimo. Scendendo nel dettaglio e andando per ordine, la proposta agganciata al colosso bancario tedesco si contraddistingue per uno strike iniziale pari a 28,475 euro e promette un bonus di rendimento aggiuntivo rispetto al nominale del 12,5% nel caso in cui il livello knock-out, posto a 17,085 euro, rimanga inviolato durante tutta la vita dello strumento. Il rialzo del sottostante, oggi a quota 29,85 euro ( +4,8% ), rispetto al livello iniziale, ha spinto le quotazioni del certificato a 108,55 euro, che garantiscono in ogni caso un ritorno del 3,64% ( il 14% su base annua) in circa tre mesi, nel caso di non violazione del livello barriera, oggi distante il 42,76%.

Tenendo fede al rapporto rischio rendimento, presenta caratteristiche in termini di ritorni potenziali maggiori, la proposta agganciata al titolo bancario francese, Credit Agricole. Il Bonus Cap è caratterizzato da uno strike pari a 4,977 euro e da un livello barriera posto a 2,9862 euro, mentre il bonus di rendimento promesso alla naturale scadenza è pari al 118% del nominale. Nonostante il saldo negativo dall’emissione, con il sottostante che scambia attualmente a 4,345 euro, il certificates è acquistabile al Sedex a 102,7 euro, garantendo così, in caso di tenuta del livello knock-out, oggi distante il 31%, un ritorno del 14,90% (il 57% su base annua).

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