CERTIFICATI SOTTO L’ALBERO

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A caccia di occasioni last minute. Un mese alla scadenza di sei certificati che possono ancora regalare emozioni e guadagni.

 Il 2011 è agli sgoccioli e salvo clamorosi recuperi dell’ultima ora, i mercati azionari lo archivieranno con performance negative a doppia cifra. La crisi che si è scatenata a partire dall’estate sui mercati del Vecchio Continente ha ridotto di un quinto la capitalizzazione dei principali listini azionari e ha fatto temere più volte per la tenuta dei minimi fissati nell’ormai famoso marzo di due anni fa. Sebbene la soluzione ai problemi che hanno innescato la crisi di liquidità e fiducia sembra ancora lontana dall’essere trovata, non mancano tra gli strumenti a disposizione degli investitori le occasioni per cercare di trarre il massimo profitto dai movimenti di breve che i mercati ci hanno abituato a compiere. Una “short selection” di queste vi viene proposta questa settimana, con l’obiettivo di portare alla luce quelle emissioni in procinto di giungere alla data di esercizio che, complice il clima di incertezza che domina sull’Europa, possono tramutarsi in graditi regali da appendere sotto l’albero. Come potrete constatare, data la breve durata residua, i certificati selezionati si caratterizzano talvolta per un potenziale di rendimento contenuto in termini assoluti ma estremamente interessante se visto in un’ottica di tasso annualizzato. Il criterio di selezione ha avuto come unico comune denominatore la ricerca del rischio controllato e ha fatto preferire, pertanto, quei certificati dotati di barriere poste in profondità rispetto ai valori minimi raggiunti nella fase estiva. Tra questi spicca senza dubbio il Bonus Cap di BNP Paribas sul titolo Unicredit, analizzato e descritto nella rubrica del Certificato della Settimana. La barriera posizionata a 0,446 euro e il prezzo sul Sedex ancora prossimo alla parità rendono questo Bonus Cap un’imperdibile occasione di trading di brevissimo termine ad elevato potenziale esplosivo, sia un verso che nell’altro ( per questo motivo è opportuno prestare la massima cautela nel processo decisionale che potrebbe portare all’acquisto). In aggiunta al Bonus Cap di BNP Paribas, altri cinque certificati si candidano per rappresentare la watchlist di occasioni last minute.

BONUS SU EUROSTOXX

Un Bonus Certificate targato Banca Aletti, quotato sul mercato Sedex di Borsa Italiana, potrebbe regalare più di una soddisfazione fino al fischio finale della scadenza in programma il 19 dicembre prossimo. In particolare, ciò che permette al certificato dell’emittente del Banco Popolare di mettersi in evidenza, è l’implicito rendimento minimo conseguibile anche in caso di forte ribasso del mercato azionario europeo che, unito al breve vincolo temporale e alla replica lineare al di sopra del livello bonus, consente all’investitore di partecipare solo ai guadagni e di ridurre in maniera netta le perdite in caso di tracollo. Più in dettaglio, il certificato è un Bonus Certificate scritto sull’Eurostoxx 50, identificato da codice Isin IT0004430705 ed emesso a dicembre 2008, che prevede il rimborso del nominale ( 100 euro) maggiorato della performance più alta tra un bonus del 25% e  quella realizzata dall’indice delle blue chip europee a partire dai 2444,14 punti, a patto che non venga violata la barriera posta a 1344,27 punti. Ricordando che il 9 marzo di due anni fa l’Eurostoxx 50 segnò un prezzo in chiusura pari a 1809,98 punti e che il 12 settembre scorso scivolò fino ad un minimo di 1995,01 punti, tale livello sembrerebbe garantire una discreta tranquillità anche in caso di un nuovo peggioramento delle condizioni. Infatti, tenuto conto che nelle ultime settimane l’indice si è mosso in area 2300/2400 punti, la distanza che dovrebbe essere coperta al ribasso in un arco di tempo assai ridotto è superiore al 40%. Qualora si ritenga difficilmente realizzabile una caduta del principale benchmark europeo di circa 1000 punti in una manciata di sedute e di oltre 500 punti inferiore ai minimi del 2009, questo certificato garantisce dunque ai prezzi a cui viene scambiato sul Sedex un’ampia rete di protezione in caso di ribasso e un più che discreto rendimento su base annua. Più in particolare, riuscendo ad accaparrarsi il certificato a un prezzo di 124 euro, o inferiore, si potrà contare alla scadenza su una plusvalenza minima dello 0,80% a condizione che l’indice non registri fino alla data di valutazione finale un valore pari o inferiore ai 1344,27 punti della barriera, ovvero non perda più del 40% dall’area 2300/2400 punti. Il rendimento superiore al 10% annualizzato ( quantificabile solo una volta fissato il prezzo di acquisto), sarà pertanto riconosciuto qualsiasi sia il valore finale dell’indice azionario europeo, superiore ai 1344,27 punti, e potrà, peraltro, compensare interamente eventuali minusvalenze già maturate secondo la tassazione ancora in corso del 12,50% sul capital gain. In ultima battuta, per quanto remota possa essere la probabilità che si verifichi tale evento, è necessario ricordare che in caso di rialzo dell’Eurostoxx 50 superiore ai 3055,18 punti il rimborso del certificato sarà calcolato moltiplicando il valore a scadenza dell’indice per il multiplo 0,0040914 ( ad es. un valore di 3200 punti darebbe luogo ad un prezzo di liquidazione di 131 euro).

ATHENA RELAX SU ENEL

Tra le opportunità più interessanti per il breve termine, si fa notare l’Athena Relax sul titolo Enel targato BNP Paribas ( Isin NL0009098268 ). Emesso il 30 novembre 2009, il certificato giungerà alla naturale scadenza il prossimo 28 dicembre 2011. Se lo strike iniziale, posto a 4,285 euro, non risulta alla portata del titolo Enel che attualmente scambia a 3,222 euro, e pertanto sembra difficilmente realizzabile lo scenario che darebbe il via ad un rimborso pari a 107 euro, considerato anche il prezzo sotto la pari del certificato, allettante risulta essere lo scenario legato alla protezione dell’intero nominale. I 100 euro iniziali, infatti, sono garantiti nel caso in cui la maggiore utility italiana riesca a mantenere a scadenza i 2,1425 euro, consentendo quindi la protezione del nominale anche in caso di forti ribassi del sottostante entro il -33,5% a scadenza. Per una più accurata analisi, è doveroso considerare che il prossimo 21 novembre il titolo Enel distribuirà un dividendo pari a 0,1 euro, per cui il margine effettivo rispetto al livello barriera risulta essere di circa il 31,4%. Guardando ai rendimenti prospettati, l’Athena Relax viene scambiato al Sedex di Borsa Italiana ad un prezzo lettera di 98,3 euro, quindi con un upside ipotetico dell’1,729% in poco più di un mese, ovvero il 14,5% su base annua, nel caso in cui dovessero verificarsi le condizioni per il rimborso dei 100 euro.

SPEEDY BONUD SU UNICREDIT

Ad aprire in rosso le danze dell’ultima ottava ci ha pensato non solo il collocamento dei BTP quinquennali ad un rendimento record al 6,29%,  ma anche Unicredit che non ha mancato di sorprendere in negativo i mercati, con un risultato per il terzo trimestre dell’anno ben al di sotto del già cauto consensus. I conti hanno infatti mostrato una perdita netta per i primi nove mesi di 9,32 miliardi di euro a cui hanno contribuito in gran parte le svalutazioni degli avviamenti delle banche acquisite. Inoltre, la debolezza dell’economia europea non ha certo giovato alle finanze di Unicredit che si prepara all’incontro, previsto per il prossimo giugno, con l’European Banking Authority per valutare la presenza di un Core Tier 1 ex Basilea 3 non inferiore al 9%. Il management proporrà quindi all’assemblea straordinaria del prossimo 15 dicembre, un aumento di capitale pari a 7,5 miliardi con raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio nel rapporto di1 a10, nonché l’approvazione del piano industriale che include, oltre alla rinuncia alla distribuzione dei dividendi per l’esercizio 2011, l’addio al modello di banca universale.

La forte volatilità del sottostante ha reso nuovamente accessibile la creazione di certificati caratterizzati da una durata residua molto breve e capaci di erogare bonus di rendimento aggiuntivo anche in caso di ribassi del sottostante dal livello di emissione. Su tutti, si mette in mostra lo Speedy Bonus firmato RBS (Isin GB00B6HZ0D24) che, grazie ad un livello invalidante di tipo terminale posizionato a 0,4879 euro, ovvero al di sotto dei minimi storici toccati intraday a quota 0,5382 nel marzo 2009, consente di avere accesso a discreti ritorni anche in un contesto di mercato non positivo per il titolo. Nonostante uno strike level (0,6505 euro) rilevato molto vicino ai minimi degli ultimi due anni (0,636 euro), la struttura, benché si sia ragionevolmente apprezzata con l’avvicinarsi della scadenza, prevista per il 22 dicembre prossimo, è ancora oggi in grado di garantire un discreto ritorno nel breve termine.

Il rapporto rischio-rendimento, suggerisce come non siano ad oggi nulle le possibilità di vedere le quotazioni del titolo finire a scadenza al di sotto della barriera, ma è proprio la capacità di rimanere inviolata per eventuali knock-out nel durante, a garantire un margine di flessibilità discretamente ampio per fronteggiare la forte escursione dei prezzi che storicamente contraddistingue il titolo. Scendendo nel dettaglio, il bonus di rendimento a scadenza ammonta al 15% sui 1000 euro nominali, mentre gli attuali 1114,8 euro esposti in lettera al Sedex, valgono un rendimento potenziale del 3,157% in poco più di un mese, pari ad un rendimento su base annua del 31,57%. In virtù dei correnti 0,768 euro del titolo Unicredit, infine, il livello barriera dista oggi circa il 36,5%.

 

BONUS SU FTSE MIB

Ad aggiudicarsi il primo posto tra le proposte last minute è il Bonus sul FTSE Mib di Banca IMI ( codice Isin IT0004449044). Fissata la scadenza il prossimo 16 dicembre, il certificato rimborserà 130 euro se l’indice di Piazza Affari non avrà mai rilevato un prezzo di chiusura al di sotto del livello barriera down, fissato a  12055,8 punti. In caso di verifica dell’evento knock out  o di un fixing finale superiore a 26120,9 punti, il rimborso replicherà linearmente la performance del sottostante in riferimento allo strike, fissato all’emissione a 20093 punti.  Guardando al book di negoziazione del Bonus, ad un prezzo lettera di 125 euro, il certificato riconosce la possibilità di ottenere un rendimento lordo del 4% su base mensile.  Decisamente un gradito regalo di fine anno, che però non manca di incorporare un discreto profilo di rischiosità. In riferimento ai 15577,22 punti ai quali il sottostante è correntemente scambiato, questo  gode di un buon margine dalla soglia invalidante, pari al 22,61%. Tuttavia, la forte volatilità a cui ci ha abituato il FTSE Mib nella seconda metà dell’anno, nonché la rilevazione giornaliera della barriera, sono componenti di rischio da tenere in considerazione in un’ottica d’investimento fino a scadenza. Qualora l’indice rompesse la barriera invalidante per poi ritornare ai livelli a cui è correntemente scambiato, il rimborso sarebbe pari a  77,53 euro, con una perdita di circa il 38% rispetto ad un acquisto sulla lettera corrente.  Da ricordare infine, come le componenti di rischio prima menzionate continuino ad influenzare, a fronte della breve durata residua, il pricing del certificato, che risulta così particolarmente sensibile alle oscillazioni dell’indice italiano.

 

BONUS SU EUROSTOXX 50

Monitorato speciale per un’occasione natalizia è anche il Bonus di Banca IMI scritto sull’Eurostoxx 50 ( Isin IT0004449051). Emesso il 12 gennaio 2009, il certificato ha rilevato un prezzo d’esercizio a 2486,59 punti, con barriera down al 65%, ovvero  a 1616,28 punti. Alla scadenza prevista per il prossimo 16 dicembre, il certificato rimborserà  135 euro ogni 100 di nominale se l’indice del Vecchio Continente non avrà mai chiuso ad un valore pari o inferiore alla barriera down.  In caso di evento knock out o di fixing finale del sottostante superiore a 3356,9 punti, ovvero il 135% dello strike, il rimborso replicherà linearmente la performance del sottostante in riferimento allo strike iniziale. Sebbene gli scambi sul book del certificato avvengano a 134,55 euro, ovvero a poco meno del prezzo di rimborso, la struttura Bonus lascia ancora spazio ad ulteriori upside in caso di flessione dell’indice, rispetto ai 33 basis point ora riconosciuti. Se da un lato, infatti,la corrente quotazione dell’Eurostoxx 50, a quota 2279,86 punti, offre un margine dalla soglia invalidante di ancora il 29,11%, dall’altro , per via di scambi dell’indice al di sotto del prezzo d’esercizio iniziale, il pricing del certificato è soggetto ad ulteriori correzioni , qualora le quotazioni dell’indice dovessero girare nuovamente in negativo riducendo così il buffer dalla barriera. In questo caso, pur potendo godere di un buffer da barriera vicino al  ribasso complessivo da inizio anno registrato dall’indice, il certificato potrebbe offrire interessanti occasioni di brevissimo periodo.

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