ICA 2011: PREMIATI I MIGLIORI CERTIFICATI DELL’ANNO

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Il Benchmark sul VSTOXX, di Barclays, tra i certificati, BNP Paribas tra gli emittenti e Unicredit per il premio CJ. Sono loro i vincitori degli Italian Certificate Awards 2011.

  Si è conclusa con successo la quinta edizione dell’Italian Certificate Awards che ha visto i migliori certificati ed emittenti del 2011 sfidarsi nell’arena di Palazzo Mezzanotte. Lo storico edificio che ospitala Borsa milanese ha fatto da sfondo all’evento ideato e organizzato da Finanzaonline.com e da Certificati e Derivati, sotto il marchio del Certificate Journal, in collaborazione con Borsa Italiana e con uno sponsor d’eccellenza come Centri Porsche Milano. In gara per la conquista dell’ambito premio nelle sette categorie previste, 15 emittenti che hanno saputo proporre gli strumenti d’investimento migliori o più originali per cavalcare un anno nel quale la volatilità è stata protagonista indiscussa del mercato italiano e internazionale.

 A fare gli onori di casa, Pietro Poletto, Head of Fixed Income Markets del London Stock Exchange Group, e Gabriele Villa, Responsabile investitori privati per i mercati azionari e derivati dell’LSE Group. Ospite d’onore è stato il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, che ha aperto i lavori scaldando la platea con un messaggio di ottimismo sulle potenzialità dell’Italia di riscattarsi dalla morsa della crisi del debito.

I premi sono stati assegnati dal pubblico dei lettori di Certificate Journal, che dal 26 settembre al 5 ottobre ha votato per le categorie “Emittente dell’anno” e “Certificato dell’anno”, e da una giuria specializzata composta da esperti nel campo degli investimenti: il presidente di giuria prof.ssa Giovanna Zanotti dell’Università Bocconi di Milano, il prof. Nicola Borri dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, il presidente di NoRisk prof. Carlo Mazzola, il prof. Marco Liera, fondatore di Youinvest ed editorialista de Il Sole 24 Ore e il Direttore Ufficio Studi di Consultique Giuseppe Romano. Grazie al loro lavoro è stato possibile assegnare i riconoscimenti per le categorie “Certificato a capitale non protetto”,  “Miglior certificato a capitale protetto/garantito”, “Miglior certificato a capitale protetto condizionato” e “Miglior certificato a leva”, oltre che per le categorie di “Certificato dell’anno” e “Emittente dell’anno”. Una menzione particolare voluta dagli ideatori della serata spetta al “Premio Speciale Certificate Journal” dedicato all’emittente che più di altri è stato capace di comunicare i propri prodotti in modo trasparente ed esaustivo.

Ad aggiudicarsi il riconoscimento di “Certificato dell’anno 2011” è stato Barclays, con il suo Benchmark su EuroStoxx50 Volatility Short-term Futures TR Index, certificato quotato sul Sedex di Borsa Italiana che prevede una durata complessiva di circa 10 anni e permette di replicare linearmente la performance del VSTOXX Short-Term Future TR, un indice che riflette la volatilità implicita dell’Eurostoxx. Con lo stesso prodotto Barclays ha anche ottenuto il primo posto nella classifica come miglior “Certificato a capitale non protetto”.  Il premio all’”Emittente dell’anno 2011” è andato a BNP Paribas, grazie ai 228 certificati emessi nel periodo di valutazione, un numero che rappresenta circa il 30% delle emissioni totali. Il “Premio speciale Certificate Journal 2011” è andato invece a Unicredit Bank, protagonista storica del mercato italiano dei Certificati di Investimento, che vanta nel corso dell’anno un totale di 96 emissioni.

 Il primo posto nella classifica del “Miglior certificato a capitale protetto/garantito” è stato ad appannaggio di Banca IMI con il suo Protection Double Barrier su Hang Seng China Enterprises Index. Si tratta di un certificato a capitale protetto legato all’indice Hang Seng China Enterprises della durata complessiva di 6 anni. Deutsche Bank è la vincitrice del “Miglior certificato a capitale protetto condizionato” con il Reverse Bonus Cap su EuroStoxx 50 TR. Il prodotto, quotato al Sedexdi Borsa Italiana, prevede una durata di quattro anni e consente di puntare sui ribassi dell’indice Eurostoxx 50 Return. Infine, la categoria del “Miglior certificato a leva” ha visto protagonista Royal Bank of Scotland, con il suo Mini Future Short su Euro BTP Future, un certificato di durata decennale che lega la sua performance al ribasso del contratto Euro Btp Future.

“Gli Italian Certificate Awards– dichiara Salvatore Pugliese, amministratore delegato di Brown Editore, che edita il Certificate Journal e lo distribuisce sul suo network di siti, Finanzaonline.com, Finanza.com e Borse.it – rappresentano senza dubbio il più importante appuntamento per l’industria dei Certificati di Investimento italiani. Per la nostra società è un onore aver organizzato questa manifestazione in una prestigiosa sede come quella di Palazzo Mezzanotte e di aver legato il marchio degli Italian Certificate Awards ad aziende che rappresentano eccellenze nei rispettivi settori di appartenenza. La soddisfazione di tutti gli emittenti rappresenta per tutto lo staff di Brown Editore la miglior ricompensa per il lavoro svolto negli ultimi mesi”.

 “Anche per questa quinta edizione degli Italian Certificate Awards – afferma Pierpaolo Scandurra, amministratore delegato di Certificati e Derivati e Direttore del Certificate Journal – i lettori e la giuria specializzata hanno voluto premiare la capacità degli emittenti di proporre prodotti in grado di tenere il passo ai cambiamenti che il mercato impone. Ritengo sia significativo che ai primi tre posti della categoria che premia il Certificato dell’anno si siano classificati tre certificati che, con diversi profili, hanno consentito di proteggere i portafogli dal recente crollo dei mercati azionari e dei corsi del decennale italiano. Indubbiamente vincente il timing scelto da Barclays per l’emissione del primo Benchmark sulla volatilità dell’indice Eurostoxx, ritenuto all’unanimità il migliore Certificato dell’anno”.

 Vediamoli a questo punto, più nel dettaglio, i vincitori di questa quinta edizione degli italian Certificate Awards, ricordando che la giuria specializzata ha espresso le proprie valutazioni, assegnando un punteggio a ciascun certificato ed emittente ( 10 punti al primo; 6 al secondo; 4 al terzo; 2 al quarto; 1 al quinto) qualificato alla fase preliminare del voto popolare, relativamente alle categorie di Certificato dell’Anno e Emittente dell’Anno.

 

CERTIFICATO DELL’ANNO

 La giuria specializzata ha premiato i migliori tre certificati emessi nel corso del periodo di valutazione, compreso tra il 1 agosto 2010 e il 31 luglio 2011, seguendo i parametri:

 Strategia : parametro che mira a valutare il carattere innovativo della struttura finanziaria dei certificati, in termini di combinazioni di opzioni plain vanilla ed esotiche

 Sottostante : parametro che mira a valutare l’originalità dell’attività sottostante, sia in termini di singole asset class che come panieri o ancora come sottostanti costruiti ad hoc dagli emittenti

 Grado di percezione: parametro che mira a valutare la capacità del certificato di far comprendere all’investitore il grado di percezione del rapporto rischio-rendimento atteso. Con tale parametro si intende sottolineare “la maggiore o minore presunzione di chiarezza del valore aggiunto” implicita nella struttura finanziaria dei certificati

 Timing: parametro che mira a valutare la tempestività con cui un dato certificato (in termini sia di struttura finanziaria che di sottostante) è stato proposto dall’emittente sul mercato primario o secondario, in rapporto al contesto macroeconomico e finanziario

 Liquidabilità : parametro che mira a valutare la condizione per cui i certificati sono negoziati in “mercati di scambio caratterizzati da adeguati livelli di liquidità e trasparenza” (così sul puntola Comunicazione Consob 9019104 del 2 marzo 2009) nella formazione dei prezzi degli stessi strumenti finanziari.

 PRIMO CLASSIFICATO

Benchmark su Eurostoxx 50 Volatility Short-Term Futures TR Index di Barclays ( 36 punti)

Il certificato, avente codice Isin DE000BC2KZY6, quotato sul Sedex di Borsa Italiana, prevede una durata complessiva di circa 10 anni e permette di replicare linearmente la performance del VSTOXX Short-Term Future TR, un indice che riflette la volatilità implicita dell’Eurostoxx 50 attraverso l’esposizione alle performance di una posizione lunga che subisce un rollover quotidiano sui future scritti sul VSTOXX con scadenza nel primo e nel secondo mese. Borsa Italiana riporta una performance da inizio negoziazioni pari al 31,88%, in virtù dell’esposizione, seppure indiretta alla volatilità dell’indice Eurostoxx 50.

Insieme al benchmark sull’ Eurostoxx 50 Volatility Mid-Term Futures TR Index, rappresenta l’unico strumento disponibile sul Sedex per replicare la performance del VSTOXX.

Da sottolineare che tale certificato si era classificato al terzo posto nella classifica scelta dai lettori.

SECONDO CLASSIFICATO

 Open End su FTSE Mib Short Strategy di Unicredit ( 24 punti)

 Il certificato, identificato da codice Isin DE000HV8F0L9, quotato sul Sedex di Borsa Italiana, permette di assumere una posizione ribassista sul FTSE Mib attraverso la replica lineare dell’indice Ftse Mib Short Strategy. Il sottostante è infatti costruito attraverso lo short selling dell’indice  FTSE Mib TR (ovvero a reinvestimento dei dividendi), con ribilanciamento giornaliero. Il certificato vanta un ottimo timing di emissione. Scambiato sul Sedex a partire dal 21 aprile 2011  in pochi mesi si è apprezzato del 40% per effetto del crollo dell’indice italiano. Da segnalare che questo certificato si era classificato al primo posto nella classifica stilata secondo il voto popolare.

TERZO CLASSIFICATO

 Mini Futures Short su Euro BTP Future di Royal Bank Of Scotland (16 punti)

 Certificato di tipo leverage di durata decennale, avente codice Isin NL0009599646, lega la sua performance al ribasso del contratto Euro Btp Future. Caratterizzato da facoltà short, è dotato di un current strike a 128,0577 euro e di uno stop loss ( variabile ogni 15 del mese per adeguarsi al current strike) a 121,69 euro. Il certificato ha consentito di beneficiare del recente ribasso dei corsi del decennale italiano e anche per questo è riuscito a far salire per la prima volta sul podio della categoria principale un certificato del segmento leverage.

 EMITTENTE DELL’ANNO

 La giuria specializzata ha premiato i migliori tre emittenti del periodo di valutazione, compreso tra il 1 agosto 2010 e il 31 luglio 2011, seguendo i parametri:

 Composizione dell’offerta : parametro che mira a valutare nel suo complesso l’offerta garantita nel Periodo di Valutazione. Vengono pertanto valutati l’aspetto qualitativo e quantitativo delle emissioni investment e leverage.

 Sottostante: con questo parametro viene valutata la capacità dell’emittente di garantire un’adeguata copertura di più asset class ( equity, tassi, commodity, forex )

PRIMO CLASSIFICATO

BNP Paribas ( 30 punti)

 Ha emesso 228 certificati di investimento nel periodo di valutazione, un numero che rappresenta circa il 30% delle emissioni totali. L’offerta si è concentrata prevalentemente sui certificati a capitale protetto condizionato e in minima parte su quelli a capitale protetto. Va dato merito a BNP Paribas di essere riuscita a proporre nel corso dell’anno anche il maggior numero di sottostanti investibili, diversificando in maniera egregia la propria offerta su titoli azionari di caratura internazionale altrimenti difficilmente raggiungibili se non tramite accesso diretto ai mercati esteri. Sia in termini quantitativi che qualitativi, l’attività di emissione ha messo pubblico e giuria d’accordo: per entrambi, infatti, BNP Paribas è stata ritenuta emittente dell’anno.

 SECONDO CLASSIFICATO

 Unicredit (29 punti)

 Protagonista di 96 emissioni di tipo investment nel corso del periodo diperiodo di valutazione, Unicredit si è aggiudicata la piazza d’onore dell’ambita classifica dell’emittente dell’anno. Più nel dettaglio, l’offerta di Unicredit si è incentrata su emissioni a capitale non protetto senza scadenza, quotate sia sul Sedex sia sul Cert-X. Da evidenziare che l’emittente dell’istituto di Piazza Cordusio è risultata la più premiata dell’intera edizione, conquistando oltre al secondo posto nella categoria di emittente dell’anno, altre due statuette d’argento, nelle categorie a capitale non protetto e certificato dell’anno, entrambe con l’Open End su FTSE Mib Short Strategy, un primo posto nella categoria del Premio speciale Certificate Journal e infine un terzo posto, con il Protection Plus su FTSE Mib, nella categoria a capitale protetto. Attestatasi sul terzo gradino del podio al termine del periodo di valutazione del pubblico, Unicredit è riuscita a scavalcare per un solo punto Banca IMI al traguardo finale definito dalla giuria specializzata.

TERZO CLASSIFICATO

 Banca IMI (28 punti)

 Emittente dell’anno 2010, Banca IMI si è confermata ancora una volta sul podio della categoria principale dedicata alle emittenti attive sul segmento italiano dei certificati. Per questa edizione, con cui concorreva avendo emesso 67 certificati nel periodo di valutazione, di cui la maggior parte a capitale protetto condizionato e la restante a capitale protetto, l’emittente del gruppo Intesa Sanpaolo ha ottenuto il secondo posto nella classifica parziale decisa dal pubblico e il terzo, distanziata di un solo punto, in quella definitiva stilata dalla giuria.

PREMIO SPECIALE CERTIFICATE JOURNAL

 Il Premio speciale Certificate Journal è stato assegnato alle tre migliori emittenti che nel corso dell’anno hanno offerto il miglior servizio di assistenza e informazione. Il principale parametro seguito dai giurati è stato quello relativo alla comunicazione. Sono state valutate eventuali iniziative formativo/didattiche volte a migliorare il rapporto diretto tra emittente e investitore, servizi di assistenza pre-vendita agli investitori ( schede prodotto o schede sintetiche), servizi post-vendita ( numero verde, sito web, brochure, analisi dinamiche su sito web).

PRIMO CLASSIFICATO

Unicredit (29 punti)

 Protagonista storica del mercato italiano dei certificati di investimento, anche quest’anno ha dedicato particolare attenzione alla comunicazione con il pubblico. Si ricordano, tra le altre attività, una trasmissione televisiva dedicata ai certificati, il lancio di una nuova piattaforma web in cui gli investitori possono trovare notizie, documenti, prezzi e informazioni concernenti le emissioni di Unicredit, e una serie di appuntamenti “live” con cui il team dell’emittente è entrato in contatto diretto con il pubblico.

SECONDO CLASSIFICATO

 BNP Paribas (28 punti)

 TERZO CLASSIFICATO

 Royal Bank of Scotland (25 punti)

 MIGLIOR CERTIFICATO A CAPITALE PROTETTO

La giuria specializzata ha premiato i migliori tre certificati che, secondo la classificazione adottata da Acepi, offrono la possibilità di investire in attività finanziarie proteggendo senza condizioni il capitale nominale a scadenza. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, gli Equity Protection e i parametri di valutazione a cui si è fatto riferimento sono i medesimi previsti per la categoria generale del “Certificato dell’anno”.

PRIMO CLASSIFICATO

Protection Double Barrier  di Banca IMI (31 punti)

 Certificato a capitale protetto, identificato da codice Isin XS0609194617, legato all’indice Hang Seng China Enterprises della durata complessiva di 6 anni. Il certificato con cadenza annuale osserverà il livello raggiunto dall’indice e verificherà se sono state raggiunte le due barriere, poste rispettivamente al 120% e al 130% dello strike iniziale, fissato a 13106,54 punti. In caso di raggiungimento in una delle date di osservazione della prima barriera si attiverà, sia per gli anni precedenti che per quelli successivi, il pagamento di un premio annuo del 4% che salirà del 2,25% fino al 6,25% qualora venga toccata anche la seconda barriera. Diversamente, in caso di mancato raggiungimento delle barriere, a scadenza verrà riconosciuta la performance realizzata dall’indice, se positiva, o liquidato integralmente il valore iniziale, se negativa. In caso di raggiungimento solo della prima barriera verrà corrisposta la performance del sottostante decurtata del 20%, fatti salvi i premi annuali riconosciuti all’investitore nell’arco della vita dello strumento, con un rimborso minimo pari al valore iniziale. Alla data finale verrà considerata come performance del sottostante la media aritmetica dei cinque giorni antecedenti la data di osservazione. Il certificato è quotato sul Cert-X di EuroTLX ed, attualmente, è scambiato sotto la pari per via del forte calo dell’indice sottostante. In ogni caso a scadenza è previsto, nella peggiore delle ipotesi, un rimborso minimo pari al valore iniziale (1000 euro).

 

SECONDO CLASSIFICATO

 Equity Protection su Basket Monetario di Barclays (30 punti)

Il certificato, identificato da codice Isin GB00B523TM66 e quotato sul Cert-X di Euro TLX, prevede una durata complessiva di 3 anni e permette di puntare sull’apprezzamento di un basket monetario, composto da 3 valute emergenti scambiate contro l’euro ( lo zloty polacco, la rupia indiana e il peso messicano). L’opzione di protezione presente nella struttura del certificato, consente di vincolare a 1000 euro il rimborso minimo garantito a scadenza. La partecipazione al rialzo è totale e non è previsto alcun cap ai rendimenti.

Dall’emissione è in ribasso del 5,26% per effetto dell’apprezzamento dell’euro nei confronti delle tre valute.

TERZO CLASSIFICATO

Protection Plus su FTSE Mib di Unicredit (14 punti)

Certificato a capitale protetto, avente codice Isin DE000HV8F363, garantisce al termine dei quattro anni di durata il rimborso dell’intero nominale, pari a 100 euro, maggiorato della performance dell’indice calcolata a partire dallo strike posto a 21915,32 punti. In caso di violazione della barriera posta al 150% dello strike, ovvero a 32872,98 punti, il certificato si slega dall’andamento del sottostante e alla scadenza rimborsa il nominale maggiorato di un premio del 12%.

Quotato sul Cert-X, il certificato, in virtù della protezione a scadenza dell’intero nominale ha perso un modesto 8% da inizio negoziazioni nonostante il crollo dell’indice italiano.

MIGLIOR CERTIFICATO A CAPITALE PROTETTO CONDIZIONATO

La giuria specializzata ha attribuito i riconoscimenti ai migliori tre certificati che , secondo la classificazione adottata da Acepi, proteggono condizionatamente il capitale con opzioni accessorie esotiche caratterizzate da una o più barriere invalidanti. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, i certificati Bonus e Twin Win. Anche in questo caso i parametri di valutazione sono gli stessi descritti per la categoria “Certificato dell’anno”.

PRIMO CLASSIFICATO

Reverse Bonus Cap su Eurostoxx 50 TR di Deutsche Bank (41 punti)

 Il certificato, quotato al Sedex di Borsa Italiana con codice Isin DE000DE3EDE2, prevede una durata di quattro anni e consente di puntare sui ribassi dell’indice Eurostoxx 50 Return. In particolare, consente di beneficiare di un contesto di mercato ribassista o lateral-rialzista grazie al riconoscimento di un Bonus del 24%. Questo verrà erogato a scadenza se l’indice sottostante non avrà mai violato al rialzo la barriera posta al 150% dello strike, ovvero a 6669,66 punti. In caso di forti deprezzamenti del sottostante dai 4446,44 punti iniziali, qualora vengano superati i 3379,29 punti del bonus level, il certificato permetterà all’investitore di beneficiare linearmente dei suoi ribassi fino al raggiungimento di 2667,86 punti, livello che rappresenta il cap ai rendimenti . Il rimborso massimo sarà quindi fissato a 140 euro a certificato. Dall’emissione il sottostante ha raggiunto e superato al ribasso la soglia Bonus e sta consentendo pertanto al certificato di registrare un guadagno del 18% circa sul nominale.

SECONDO CLASSIFICATO

Reverse Bonus Cap su Unicredit di BNP Paribas (19 punti)

 Certificato a capitale protetto condizionato di tipo Bonus con prospettiva  lateral/ribassista, identificato da codice Isin NL0009525302 e legato al titolo Unicredit,  della durata complessiva di 8 mesi. Il certificato alla scadenza riconoscerà un bonus dell’8% sul capitale nominale se l’azione non avrà mai fatto registrare una chiusura superiore al livello barriera posto al 132% dello strike, ovvero a 2,25 euro. In virtù di un prezzo di emissione pari a 100 euro, il rimborso massimo conseguibile è pari a 108 euro. In caso di violazione del livello barriera il certificato perderà le sue caratteristiche e si trasformerà in uno strumento a replica inversa del sottostante, fermo restando il limite del rimborso massimo a 108 euro. Emesso nella fase iniziale della caduta del titolo bancario, la quotazione del Reverse Bonus ha raggiunto prima della sua naturale scadenza l’obiettivo del bonus dell’8% in virtù di un prezzo pari a  108 euro.

 TERZO CLASSIFICATO

Athena Semiannual su Eurostoxx 50 di Société Générale (18 punti)

 Certificato  legato all’indice Eurostoxx 50, identificato da codice Isin IT0006719014, ha una durata complessiva di 4 anni. Con cadenza semestrale è prevista l’estinzione automatica dello strumento, con il riconoscimento dei 100 euro nominali  maggiorati di un coupon del 3,85%, se l’indice alle date di osservazione viene rilevato a un livello pari o superiore allo strike, posto a 2919,05 punti. In caso di mancato rimborso anticipato, a scadenza il certificato rimborsa il nominale maggiorato di un premio del 34,65% per valori dell’indice sottostante superiori allo strike. Per valori compresi tra la barriera, posta a 1751,43 punti,  e lo strike, sarà invece garantito il rimborso del nominale di 100 euro ed infine, per valori inferiori, il certificato replicherà linearmente la performance dell’indice sottostante.

 MIGLIOR CERTIFICATO A CAPITALE NON PROTETTO

 La giuria specializzata ha premiato i migliori tre certificati che, secondo la classificazione adottata da Acepi, non prevedono alcuna forma di protezione del capitale nominale. Rientrano in questa categoria i certificati Benchmark o gli Outperformance e i parametri di valutazione sono immutati rispetto alle categorie precedenti.

PRIMO CLASSIFICATO

 Benchmark su Eurostoxx 50 Volatility Short-Term Futures TR Index di Barclays ( 32 punti)

 Il certificato, avente codice Isin DE000BC2KZY6, già premiato come Certificato dell’anno, permette di replicare linearmente la performance del VSTOXX Short-Term Future TR.

SECONDO CLASSIFICATO

Open End su Ftse Mib Short Strategy di Unicredit ( 22 punti)

 Il certificato, identificato da codice Isin DE000HV8F0L9, già premiato con il secondo premio nella categoria del Certificato dell’anno, si è apprezzato in pochi mesi del 40% per effetto del crollo dell’indice italiano.

 TERZO CLASSIFICATO

 Jet Cap su S&P 500 di BNP Paribas (15 punti)

 Il certificato, quotato al Sedex con codice Isin NL0009421809, prevede una durata complessiva di 2 anni e consente di puntare alle performance positive dell’indice americano S&P 500 con una leva del 300%, a partire dallo strike posto a 1319,88 punti. Nel caso in cui l’indice dovesse registrare performance negative, la partecipazione ai ribassi del sottostante al di sotto dello strike iniziale sarà lineare. Dall’emissione è in ribasso del 15%, a fronte di un’analoga performance negativa del sottostante. L’opzione Quanto di cui è dotato consente di non doversi preoccupare delle variazioni del tasso di cambio euro/dollaro.

 MIGLIOR CERTIFICATO A LEVA

 La giuria specializzata ha premiato il miglior certificato che, secondo la classificazione adottata da Acepi, offre un’esposizione più che proporzionale a variazioni di prezzo di un determinato sottostante consentendo di beneficiare, a seconda della tipologia di strumenti, di rialzi oppure di ribassi dello stesso. I parametri di valutazione a cui si sono attenuti i giurati sono stati relativi alla scelta del sottostante, del timing e della capacità di garantire liquidabilità.

PRIMO CLASSIFICATO

 Mini Futures Short su Euro BTP Future di Royal Bank Of Scotland (46 punti)

 Certificato di tipo leverage, avente codice Isin NL0009599646, che lega la sua performance al ribasso del contratto Euro Btp Future. Caratterizzato da facoltà short ha consentito di beneficiare del recente ribasso dei corsi del decennale italiano.

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