ITALIA, RIALZA LA TESTA

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Hanno subito pesanti contraccolpi ma sono ancora in vita i certificati con barriera che vi abbiamo presentato sul CJ 238. Torniamo ad occuparcene a distanza di 40 giorni

Italia, non è ancora finita. Così si apriva l’Approfondimento del Certificate Journal numero 238 dello scorso 20 luglio, dedicato alla presentazione dei migliori certificati sul FTSE Mib con barriere fissate in quella che può definirsi una zona d’ombra, ovvero nel range compreso tra i 12332 punti del minimo del 9 marzo 2009 e i 15000 punti. Già reduce da una brusca flessione superiore al 20% dai massimi annuali di metà febbraio, l’indice FTSE Mib, con i suoi 18370 punti, al momento della nostra analisi non sembrava godere certamente di buona salute; ma perdere ancora più di 3000 punti in soli quindici giorni, dopo che ne erano stati già lasciati sul terreno circa 5000 dai precedenti massimi, ha reso l’estate degli investitori italiani una delle peggiori che si ricordi. A conti fatti, il bilancio del mese di agosto ha visto l’indice di Piazza Affari segnare un minimo intraday a 14199 punti il giorno 11 e la chiusura più bassa degli ultimi due anni, più specificatamente a 14602,33 punti, il 19. Proprio questi valori fissati in intraday e in chiusura di giornata hanno condannato al knock out cinque certificati la cui barriera, naturalmente continua, era posizionata tra i 14377 punti del Bonus Cap di BNP Paribas ( Isin NL0009525187) e i 14998,99 punti del Bonus Cap di Macquarie avente codice Isin DE000MQ3D8W6. Tuttavia, il buon rimbalzo di cui si è reso protagonista l’indice milanese anche nell’ultima seduta del mese, dovuto in parte alle ricoperture scattate per effetto della duplice delibera Consob in materia di short selling, ha fatto momentaneamente allentare la tensione sulla tenuta dei minimi e ci spinge, pertanto, a riesaminare quei certificati che solamente poco più di un mese fa si presentavano con prezzi e profili di rischio / rendimento ben differenti.

 BONUS ALETTI – BARRIERA 12421 PUNTI

All’interno della selezione di certificati con barriere poste al di sopra di quella che più volte abbiamo definito linea Maginot, ovvero superiori ai minimi di marzo 2009, il Bonus di Banca Aletti identificato da codice Isin IT0004603731, è quello con la barriera più lontana rispetto all’attuale quotazione di 15500 punti indice. Fissata la soglia invalidante a 12421,13 punti, infatti, il certificato può ancora contare su un buffer del 19,86% e a fronte di questo su un upside potenziale che dal precedente 63,62% ( al 20 luglio scorso) ha raggiunto il 95,63%. Spinta dal forte ribasso del sottostante e influenzata dalla durata residua del certificato di poco inferiore ai quattro anni , la quotazione in lettera è infatti oggi pari a 66,45 euro, contro i 79,45 euro della precedente analisi. Alla scadenza, fissata al 15 maggio 2015, se l’indice italiano non avrà mai violato la barriera knock out, il rimborso sarà almeno pari a 130 euro. Da sottolineare l’assenza del cap, che permetterà di replicare linearmente la variazione positiva del FTSE Mib in caso di rialzo superiore al 130% dello strike, ovvero ai 26912,44 punti. D’altro canto, la verifica dell’evento knock out, trasformerebbe il payoff del certificato in quello di un Benchmark costringendo la quotazione a riflettere la variazione dell’indice rispetto al valore iniziale, pari a 20701,98 punti, decurtata dei dividendi stimati entro la scadenza. Da sottolineare il fatto che dal 20 luglio scorso, a fronte di una flessione del FTSE Mib pari al 15,63%, il certificato abbia perso circa il 16%.

 AC TWIN WIN SOCGEN– BARRIERA 12475 PUNTI

Con un buffer del 19,51% sulla barriera posta a 12745 punti, tenuto conto dei 15500 punti fotografati nell’ultima seduta del mese, l’Autocallable Twin Win di Société Générale identificato da codice Isin IT0006719659, potrebbe trasformare la tenuta della soglia corrispondente alla barriera in un guadagno, sia che l’indice salga sia che scenda dallo strike iniziale dei 20791,98 punti. Se infatti l’indice italiano non raggiungerà mai un livello di chiusura al di sotto dei 12475,19 punti, alla scadenza fissata per il 30 maggio 2014 il rimborso replicherà la variazione assoluta del sottostante rispetto al prezzo d’esercizio iniziale. L’attuale quotazione sul Sedex è pari a 710,9 euro, circa il 16% in meno degli 854,4 euro rilevati al 20 luglio scorso, ed è sostanzialmente in linea con il valore teorico del certificato in caso di evento barriera. Infatti, tenendo conto di una scadenza ancora distante e dei dividendi che l’indice distribuirà fino a tale data, al momento il certificato si sta comportando come un classico Benchmark, riflettendo appieno il ribasso del suo sottostante. Il movimento speculare, che consentirà allo strumento di ribaltare in positivo l’eventuale performance negativa dell’indice convergendo rapidamente al di sopra della pari, si potrà registrare solamente in prossimità della scadenza, ovvero nel momento in cui le opzioni inizieranno a scontare la maggiore probabilità di esercizio delle opzioni tipiche del Twin Win.  Prima della scadenza, tuttavia, grazie alla presenza di tre finestre di estinzione anticipata, programmate per il 23 maggio 2012, 2013 e 2014, il certificato potrebbe essere rimborsato con un premio rispettivamente pari al 5%, 10% e 15% a condizione che l’indice riesca ad attestarsi al di sopra del valore iniziale pari a 20791,98 punti.

 BONUS CAP MACQUARIE – BARRIERA 12562 PUNTI

 Rendimenti sempre più alle stelle ma buffer ridotto a poco meno del 19% al lordo dei dividendi, e di conseguenza virtualmente negativo al netto, per i due Bonus Cap firmati Macquarie, identificati con codice Isin DE000MQ2TDR9 e DE000MQ2TDS7, con scadenza fissata rispettivamente l’8 gennaio e l’8 luglio 2015. Rilevato il medesimo valore iniziale a 20595 punti, nonché la stessa soglia invalidante, posta a 12562,95 euro, i due certificati si differenziano per la scadenza e per il rendimento prospettato. Proposti come strumenti idonei a garantire la ricostituzione dei capitali danneggiati dalle perdite subite dai mercati azionari nel biennio buio 2008-2009, grazie ad una strategia recovery basata su un prezzo di emissione sotto la pari e un premio a scadenza pari ai 100 euro, i due certificati possono contare sul medesimo margine sulla barriera, pari oggi al 18,95%. Tuttavia, mentre l’upside del certificato con codice Isin DE000MQ2TDR9, è salito al 91,75% ( era del 58,22% poco più di un mese fa) in virtù del rimborso a 100 euro rispetto ai 52,15 euro necessari per l’acquisto, quello del secondo Bonus Cap supera il 104% per effetto di un prezzo lettera pari a 49 euro. A fronte di rendimenti potenziali da capogiro va però messo in conto l’elevato grado di rischio caratterizzante le due proposte: i dividendi che il FTSE Mib staccherà nei prossimi quattro anni sarebbero infatti sufficienti ad annullare la distanza attuale dalla barriera.

 BONUS ALETTI – BARRIERA 12897,95 PUNTI 

 Particolarmente interessante, in virtù della breve durata residua, rimane ancora il Bonus di Banca Aletti avente codice Isin IT0004543630. Il certificato, alla scadenza fissata per il 16 novembre 2012, rimborserà 109 euro se il FTSE Mib non sarà mai scivolato in apertura al di sotto di 12897,95 euro. Con un prezzo di apertura pari a 14450,3 punti, lo scorso 22 agosto, per la prima volta la distanza tra il valore dell’indice e la barriera ha sfiorato il 10% e questo ha inevitabilmente avuto pesanti ripercussioni sulle quotazioni del certificato. Scambiato a 89,75 euro lo scorso 20 luglio, il Bonus di Aletti è scivolato ad un minimo di 62,50 euro prima di recuperare terreno fino agli attuali 73,45 euro. A questi prezzi il rendimento potenziale in caso di mancata violazione della barriera ammonterebbe al 48,40%, ma va tenuto conto dell’elevato grado di rischio che accompagna la proposta. Ai fini del calcolo del rimborso a scadenza, è necessario ricordare che lo strike iniziale è stato fissato a 23450,82 punti.

 BONUS ALETTI – BARRIERA 12980 PUNTI 

 Ha la scadenza fissata soli due mesi più tardi, ma propone un rendimento potenziale ancora più elevato il Bonus di Banca Aletti identificato da codice Isin IT0004565302. Il certificato ha infatti scadenza il 30 gennaio 2013 e prospetta un rimborso minimo di 115 euro a patto che non sia mai stata bucata in chiusura la barriera posta a 12980,58 punti. In virtù degli attuali 15500 punti indice, il buffer dal livello barriera si è ridotto al 16,25% al lordo dei dividendi ma a fronte di ciò, stando agli attuali 74,70 euro esposti in lettera al Sedex, il rendimento potenzialmente ottenibile a scadenza ha superato il 53%. Lo strike iniziale , utile per il calcolo del multiplo, è posto a 21634,3 punti.

 EXPRESS IMI – BARRIERE 13471 E 13612 PUNTI

Al di sopra dei 13000 punti si incontrano i primi certificati con barriera discreta, ovvero valida solo alla scadenza. Si tratta, nello specifico, di due Express Certificate targati Banca IMI (Isin XS0596563253 e XS060919470), quotati sul segmento Cert-X di EuroTLX. La barriera discreta rende i due prodotti maggiormente flessibili anche in contesti di mercato come quelli che hanno caratterizzato l’ultimo bimestre. Inoltre, le date autocallable previste prima della scadenza finale, per entrambi fissate a metà 2014, permetterebbero ai due strumenti di mettere a segno performance più che proporzionali nel caso in cui l’indice italico dovesse rialzare la china e tornare in the money rispetto ai valori di strike. Diversamente, anche qualora tale scenario non dovesse verificarsi, il rispetto della barriera, situata rispettivamente a 13471,01 punti e 13612,56 punti, garantirebbe la protezione dell’intero nominale con la possibilità di avere accesso a un rendimento minimo per via del corrente prezzo sotto la pari. Nello specifico, visto il prezzo lettera rispettivamente di 756,38 euro ( 895,47 euro il 20 luglio) e 737,63 euro (  874,87 euro in precedenza), il rendimento minimo a scadenza sarebbe pari al 32,20% e al 35,56%. Solo valori del sottostante a scadenza oltre i rispettivi livelli invalidanti, metterebbero a rischio la protezione del capitale nominale a scadenza, con il rimborso pari all’effettiva performance registrata dal sottostante al pari di un investimento diretto nello stesso. Come si sarà potuto comprendere, il vantaggio di poter contare su una barriera valida solo alla data di valutazione finale, consente ai due certificati di poter conservare integre le potenzialità di rendimento fino alla scadenza, seppure nell’immediato futuro si possa continuare ad assistere a un arretramento delle quotazioni dell’indice di riferimento del mercato italiano.

 BONUS CAP DEUTSCHE BANK – BARRIERA 13617 PUNTI

 Fa parte dei Bonus a maggior grado di rischio tra quelli ancorati al FTSE Mib, in virtù di una barriera continua posizionata a 13617 punti, il Bonus Cap targato Deutsche Bank (Isin DE000DE5DAY3) con scadenza prevista per il 21 febbraio 2013. Il certificato, in grado di offrire un rendimento potenziale di oltre il 62% sui 71,55 euro necessari ad oggi per l’acquisto è in realtà un “dead man walking”, dal momento che lo stacco dei dividendi stimato fino alla scadenza avvicina pericolosamente l’indice alla barriera. Va tuttavia evidenziato che in caso di proseguimento del rimbalzo, in virtù della durata residua inferiore ai 18 mesi, questo certificato sarà in grado di correre più degli altri.

 BONUS ALETTI – BARRIERA 13948 PUNTI

 Ha visto il knock out ad un passo, ma è riuscito finora a rimanere indenne, il Bonus targato Banca Aletti identificato da codice Isin IT0004555261. Data la scadenza prevista per fine 2013, il livello barriera posto a 13948,8 punti è ad elevato rischio di rottura per effetto dei dividendi stimati, che accorciano ulteriormente il già risicato 10% di buffer. Per contro, come è lecito attendersi, il rendimento potenziale è esplosivo: acquistabile a 62,05 euro, il certificato è in grado di raddoppiare l’investimento sostenuto in virtù dei 125 euro di rimborso a Bonus in caso di mancata violazione della barriera.

  BONUS CAP SOCGEN – BARRIERA 13963

 Una manciata di punti al di sotto dei 14000 punti si incontra la barriera del Bonus di Société Générale, Isin IT0006714312. Il certificato ha rilevato lo strike a 23271,68 punti e di conseguenza ha fissato la barriera a 13963 punti. La tenuta di questo livello garantirebbe alla scadenza del 21 dicembre 2012 il rimborso del capitale nominale di 100 euro maggiorato di un bonus del 23%, per un rendimento potenziale complessivo del 59,53% sui 77,10 euro di quotazione corrente. Rispetto ai valori del 20 luglio scorso ( 95,97 euro) il certificato ha subito un ribasso del 20% circa, accentuando la flessione riportata nel medesimo periodo dal sottostante.

 EXPRESS UNICREDIT – BARRIERA 14007 PUNTI

 Tra i certificati che nel mese di agosto hanno effettuato la rilevazione del sottostante ai fini del possibile rimborso anticipato si segnala l’Express sul FTSE Mib di Unicredit, Isin DE000HV78AV8. Il certificato, caratterizzato da una barriera valida solo alla scadenza posta a 14007 punti, il 24 agosto avrebbe potuto conquistare il diritto ad essere rimborsato anticipatamente, con un premio del 12%, qualora l’indice italiano fosse stato in grado di presentarsi all’appuntamento con la rilevazione con un valore di chiusura pari o superiore a 20010,34 punti. Data la chiusura a 14981 punti, tale opzione si è automaticamente estinta causando il prolungamento della vita del certificato fino alla scadenza naturale del 24 agosto 2012, dove una performance positiva dell’indice consentirà di rientrare di un totale di 124 euro. Se il bilancio dell’indice sarà negativo, ma non superiore al 30% di calo, si beneficerà della protezione del capitale con la restituzione dei 100 euro nominali. Se il FTSE Mib, infine, sarà a un livello inferiore ai 14007,24 punti della barriera il rimborso sarà ancorato all’effettiva performance realizzata dall’indice al pari di un investimento diretto nello stesso. In virtù dell’attuale quotazione di 83 euro, al momento lo scenario di restituzione del nominale darebbe vita ad un rendimento di poco superiore al 20%.

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