BANCARI IN CADUTA LIBERA: CHE FARE?

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Il nuovo ventaglio di Bonus Cap di BNP Paribas prova a fornire un paracadute alla caduta libera dei due principali istituti italiani

A poco è servita la promozione di tutte e cinque le banche italiane agli stress test, pubblicati dall’ European Banking Authority (EBA) venerdi 15 luglio, che hanno passato l’esame con un Core Tier-1 Capital Ratio medio ponderato del 7,3%, a fronte di una soglia minima del 5%.  Infatti, alla riapertura dei mercati,  proprio Intesa Sanpaolo, la migliore del campione italiano con un dato pari all’8,9%, e Unicredit si sono messe in luce negativamente concludendo la prima seduta della settimana in ribasso di oltre il 6% e togliendo oltre 230 punti all’indice FTSE Mib, che ha così archiviato il lunedì nero perdendo oltre il 3%.  Stress test troppo indulgenti, attacca la critica, che sottostimano il rischio insolvenza dei debiti sovrani, in particolare quello greco. Anche rispetto al paniere di banche europee, riassunto dall’indice Eurostoxx 600 Banks, le banche italiane, pur mostrando una minor esposizione alle turbolenze del continente, si sono distinte per le worst performance dalla pubblicazione dei dati EBA. Queste infatti, dimostrano di risentire della progressiva perdita di valore dei titoli di stato italiani, con lo spread Bund-BTP che ha raggiunto un nuovo record a 337 punti base e il decennale italiano salito sopra al 6%, di cui sono le principali sottoscrittrici, nonché dell’incertezza relativa all’approvazione della stringente manovra sul risanamento dei conti pubblici.

Come muoversi quindi sul campo minato del settore bancario? Una risposta può essere fornita dalla recente emissione di sei Bonus Cap su Unicredit e Intesa Sanpaolo firmata BNP Paribas, con scadenze modulate su differenti orizzonti temporali, che il 4 luglio scorso hanno fissato il prezzo di esercizio e da questo hanno calcolato il livello barriera al 50%. In riferimento alla tre emissioni con sottostante la banca di Piazza Cordusio, rilevato uno strike a 1,515 euro, la barriera knock out è stata posta a 0,76 euro. Benchè questa sia al di sopra dei minimi di marzo 2009 di soli 18 centesimi, a causa del ripido affondo delle ultime settimane il buffer si è eroso fino al 33% in virtù della chiusura ufficiale di lunedì a 1,133 euro. Data la conclamata debolezza messa in mostra dal titolo e l’elevata volatilità implicita, sebbene il margine sulla barriera sia ancora consistente è opportuno prestare la massima attenzione al rischio di una sua violazione prima della scadenza. E’ sufficiente, infatti, che Unicredit fissi anche un solo giorno il proprio valore ufficiale di chiusura al di sotto di 0,76 euro per rendere vane le potenzialità della triplice nuova emissione e tramutare i tre certificati in semplici cloni dell’azione.  In particolare, la perdita della barriera prima della data di valutazione finale comporterebbe l’estinzione prematura dell’opzione bonus fissata al 3,5% di premio sul nominale per la scadenza 16 dicembre 2011, al 7% per il certificato con scadenza 16 marzo 2012 e infine al 10% per l’emissione con data di esercizio 15 giugno 2012.  

Passando alle tre nuove emissioni su Intesa Sanpaolo, con medesime scadenze e importi bonus, anche in questo caso si deve registrare un violento sell off nelle ultime settimane, sebbene la perdita media giornaliera del titolo guidato da Corrado Passera dall’emissione dei tre certificati sia stata più bassa rispetto a quella di Unicredit, ossia pari all’1,41% contro l’1,66%. Ragion per cui, rilevato uno strike a 1,90 euro e fissata la barriera a 0,95 euro, il margine attuale dalla chiusura di lunedì a 1,48 euro alla soglia knock out è sensibilmente maggiore, pari al 35,82%. Inoltre, considerata una volatilità implicita inferiore su tutte le scadenze rispetto a quella di Unicredit, i certificati con sottostante Intesa Sanpaolo sembra stiano resistendo meglio all’ondata ribassista del mercato azionario. 

In conclusione l’attuale fase negativa dei due titoli bancari ha portato i certificati a perdere tra il 9 e il 14% dal nominale creando l’opportunità di un maggior rendimento. In termini analitici, si va da un potenziale upside del 20,35% e del 12,81%, rispettivamente per i Bonus su Unicredit e Intesa Sanpaolo con scadenza per il prossimo 16 dicembre, fino ad un possibile guadagno del 31,82% e 25,93% delle scadenze di giugno 2012.

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