Il lato B del tasso fisso

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Rendimento  ed esposizione al rischio tassi controllata. E’ la Barclays Scudo Fisso 3,25%

Indecisione, ovvero cinque sillabe sufficienti a definire le scelte di politica monetaria che la Banca Centrale Europea dovrà adottare nei prossimi meeting. Se da un lato, infatti, l’Europa è stretta nella morsa delle economie Periferiche maggiormente in crisi, dall’altra la FED ha ormai esaurito il budget previsto per il pacchetto di stimoli all’economia (QE 2). La curva dei tassi, in particolare quella dell’area Euro, è in costante ascesa anche se imminenti aumenti del tasso di riferimento, scontati fino a poco prima delle ultime parole pronunciate da Trichet, potrebbero essere oggi un po’ più lontani.

Questo clima di incertezza, si riflette inevitabilmente sul mercato obbligazionario e sulle scelte degli investitori, che nell’ultimo anno hanno spostato più volte l’asticella delle preferenze fra tassi fissi e variabili. Questo perché le aspettative di mercato, dai tassi zero del biennio 2009 – 2010 sono mutate rapidamente in positivo, con il tasso Euribor, utile indicatore del sentiment dei tassi, in veloce recupero verso i livelli medi pre-crisi.

In tale scenario, come si è più volte affermato, sebbene i tassi variabili garantiscano di fatto una certa tranquillità in termini di esposizione a perdite in conto capitale, per via di una sostanziale neutralità rispetto al rischio tassi, è pur vero che il livello ancora storicamente basso del tasso interbancario dell’area Euro non consente di avere accesso a ritorni al pari di un tasso fisso. Ecco perciò che, in virtù di uno scenario di forte indecisione sul proseguimento di una stabile e duratura politica monetaria restrittiva, diviene necessario aprire un focus sulle proposte a tasso fisso, in particolare su quelle che, per via della loro duration, non espongono l’investitore ad un eccessivo rischio tassi qualora si verifichi un uptrend più robusto di quello oggi atteso.

Analizzando le obbligazioni attualmente quotate sul MOT di Borsa Italiana è ancora possibile identificare prodotti dotati di interessanti yield, che soddisfino cioè il trade off rischio – rendimento sopra menzionato. Tra questi si contraddistingue la Scudo Fisso 3,25% firmata Barclays Bank Plc (Isin IT0006711862) che, tenuto conto dell’attuale prezzo lettera di 98,66 euro, garantisce un ritorno a scadenza su base annua del 3,65% lordo. Nello specifico il bond distribuisce su base annua, ogni 13 gennaio, una cedola fissa del 3,25%, fino alla naturale scadenza prevista per il 13 gennaio 2015.

Il rendimento oggi garantito risulta superiore sia a quello offerto da un BTP emesso dallo Stato italiano con scadenza analoga (1 febbraio 2015), che è pari al 3,56% (3,4 bp), sia a quello riconosciuto in media dalle obbligazioni emesse dalle banche europee con identico merito creditizio (AA- per S&P), il cui differenziale si aggira intorno a 24 bp.

A fronte di un rendimento leggermente  superiore alla media di mercato, il profilo di rischio del prodotto, sebbene sia da non sottovalutare, appare tuttavia circoscritto, per via di una duration (durata finanziaria) pari nello specifico a 3,272 anni. A dimostrazione di ciò, con una tale duration l’effetto di un incremento di 100 bp della yield curve, tenuto anche conto della curvatura della relazione esistente tra tassi d’interesse e prezzi delle obbligazioni, sarebbe quello di una riduzione del prezzo dell’obbligazione di circa 2,63 euro, per una quotazione quindi di circa 96,221 euro. Analogamente un incremento di 50 bp, farebbe scendere le quotazioni del bond a 97,6 euro.

Pertanto, l’acquisto di questo prodotto, pur offrendo un flusso di cassa certo sia nell’ammontare che nella frequenza, in linea con le classiche proposte a tasso fisso non elimina i rischi connessi al verificarsi di scenari macroeconomici futuri caratterizzati da tassi elevati.

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