Il percorso soft per far guarire la Grecia

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Incomincia a diventare consistente la correzione che coinvolge da inizio mese i mercati azionari. Il bilancio di maggio per Piazza Affari al momento risulta in rosso di circa 4 punti percentuali, in linea con la debolezza degli altri principali listini. All’aumento dell’avversione al rischio susseguente all’aggravarsi delle tensioni sul debito greco, si stanno aggiungendo le deboli indicazioni che stanno arrivando da oltreoceano. La produzione industriale statunitense ad aprile ha evidenziato un’improvvisa battuta d’arresto risultando invariata dopo il +0,8% del mese precedente. Deludenti indicazioni anche dal mercato immobiliare con il calo a doppia cifra degli avvii di nuovi cantieri ad aprile a 523 mila unità dalle 549 mila del mese precedente, decisamente sotto le attese del mercato. Si profilano intanto nuovi sviluppi sulle sponde dell’Egeo. Nonostante lo scandalo sessuale che ha colpito il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, sono andate avanti le discussioni sulle strade da percorrere per risolvere il nodo Grecia. La soluzione al problema del debito greco potrebbe essere una ristrutturazione “soft”, facendo in pratica slittare le scadenze sul fronte dei titoli pubblici. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha puntualizzato che Atene deve come prima cosa avviare il processo di privatizzazione da 50 miliardi di euro per rendere il debito di medio e lungo termine sostenibile, “perché al momento non lo è”. Solo successivamente i Grandi d’Europa sarebbero pronti ad aprire a una ristrutturazione morbida del debito. Apertura a questa nuova via che è stata subito ben accolta da Atene che si è subito detta disponibile ad aprire un tavolo di trattative, se necessario. Contesto incerto che indubbiamente ha favorito la repentina discesa dell’euro che a inizio mense sembrava destinato a superare di slancio la soglia degli 1,50 dollari. Inoltre la Moneta unica europea ha dovuto fare i conti con il parziale cambio di linguaggio da parte della Bce. Jean Claude Trichet, confermando la linea tenuta nella conferenza stampa di accompagnamento alla decisione sui tassi, ha aggiunto venerdì scorso che l’inflazione dovrebbe avere raggiunto il suo livello massimo, spingendo l’euro sui minimi a un mese e mezzo. Le aspettative di almeno un paio di rialzi dei tassi di interesse entro fine anno, attualmente non sembrano più sufficienti a mantenere gli acquisti sulla moneta unica con il mercato che chiede una soluzione credibile ai problemi greci e della periferia dell’eurozona in generale.

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