Una farfalla dalle ali dorate

  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF

Prossimamente in Borsa Italiana un certificato a capitale protetto sull’oro che permette di guadagnare sia al rialzo che al ribasso. Attenzione però alle barriere.

RBS torna a far capolino sul segmento dei certificati investment su commodities, con l’emissione di un certificato Butterfly sull’oro, dopo quasi tre anni di assenza dalla scena delle emissioni investment con opzioni accessorie aventi per sottostante una o più materie prime. L’ultimo Protection Certificate sul petrolio Wti risale infatti a marzo 2008 e da quel momento in poi, fatta eccezione per i benchmark su commodity, il focus di RBS si è decisamente spostato su obbligazioni a medio-lungo termine. La novità che ha riportato l’emittente che per anni è stata protagonista del segmento a calcare il palcoscenico dei certificati a capitale protetto su commodities è un certificato sull’oro che, toccato il nuovo record storico a 1437,50 dollari l’oncia, non sembra conoscere ostacoli nella sua folle corsa partita dai 700 dollari di poco più di due anni fa. Più volte in questi ultimi mesi ci si è interrogati su quale sarebbe potuto essere il punto di arrivo del forte uptrend che ha caratterizzato l’andamento del bene rifugio per eccellenza, ma finora risulta evidente che qualsiasi previsione è stata disattesa. Per chi volesse partecipare alle scorribande del biondo metallo senza tuttavia correre il rischio di investire su dei potenziali massimi relativi, è quindi in dirittura d’arrivo in Borsa Italiana questa emissione a capitale protetto che, grazie ad una duplice opzione, consente di affrontare l’investimento  con qualche garanzia in più. In particolare, il Gold Butterfly ( codice Isin NL0009669225 ) alla scadenza del 3 marzo 2015 rimborserà almeno i 100 euro nominali e in più riconoscerà sia l’eventuale apprezzamento che il deprezzamento dell’oro dallo strike di 1421,50 dollari, fissato sulla base del fixing dello spot pubblicato da The London Bullion Market Association il 3 marzo scorso. Se il meccanismo di calcolo del rimborso del certificato in caso di performance positiva dell’oro risulta intuitivo, qualche spiegazione la merita il profilo di payoff in caso di andamento negativo.

Partendo dai 1421,50 dollari dello strike, nel caso in cui l’oro si attesti alla data di valutazione finale in ribasso del 25%, ossia a 1066 dollari, la variazione negativa sarà ribaltata in positivo e farà scaturire un rimborso pari a 125 euro. Tuttavia, al rialzo come al ribasso l’investitore dovrà porre attenzione alla tenuta di due livelli, ossia alle barriere poste rispettivamente al 160% e al 70% dello strike iniziale. Nell’ipotesi in cui queste venissero violate nel corso dei 4 anni, immediatamente il certificato perderebbe la partecipazione all’andamento del sottostante nella direzione in cui l’evento barriera si è verificato. Più chiaramente, se il prezzo dell’oro iniziasse una discesa dai valori correnti finendo per cadere al di sotto dei 995 dollari a cui è fissata la barriera down e poi si trovasse alla scadenza al di sotto dello strike, la performance negativa non verrebbe considerata ai fini del rimborso, dal momento che questo sarebbe stabilito a 100 euro. Al contrario, se dopo aver violato la barriera down l’oro ricominciasse a salire vertiginosamente per ritrovarsi alla scadenza al di sopra dei 1421,50 dollari, l’intera variazione positiva da tale livello verrebbe considerata con una partecipazione integrale. Lo stesso meccanismo riguarda anche lo scenario fortemente positivo dell’oro, con la barriera up posizionata in corrispondenza dei 2274,4 dollari. Secondo tali caratteristiche, si comprende come il Gold Butterfly sia indicato per chi ritiene che l’oro possa continuare a crescere ma senza arrivare a livelli record superiori ai 2274 dollari l’oncia e per chi, viceversa, crede che da qui possa iniziare una fase correttiva moderata che non porti a sfondare la soglia psicologica dei 1000 dollari. Vanno infine sottolineati due aspetti molto importanti che riguardano la vita del certificato: il primo è relativo alla struttura di tipo Quanto, che permette di non doversi preoccupare delle variazioni del tasso di cambio tra euro e dollaro. Il secondo è invece determinato dalla “gabbia” opzionale costruita attorno al sottostante, che a dispetto della leggiadria del pregevole lepidottero farà si che  difficilmente si assisterà a forti escursioni di prezzo nel breve periodo anche in caso di un chiaro movimento direzionale dell’oro. Per concludere, spazio ad una curiosità attorno al nome del certificato: per comprendere il motivo per cui viene chiamata in causa la farfalla, è sufficiente disegnare il grafico di payoff a scadenza della figura opzionale sottostante. Provateci e capirete.

Per ulteriori informazioni clicca qui

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/10 (1 vote cast)
Una farfalla dalle ali dorate, 5.0 out of 10 based on 1 rating

Lascia un commento