CJ 923: Focus sulle emissioni di BNP Paribas legate ai tassi decennali

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Lo scoppio della guerra in Medio Oriente e le ripercussioni sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz stanno influenzando pesantemente il contesto macroeconomico mondiale. In particolare, il prezzo del petrolio è tornato al centro dell’attenzione dei mercati finanziari, riaccendendo il legame storico tra energia, inflazione e politica monetaria. Un aumento sostenuto delle quotazioni del petrolio tende infatti a trasmettersi rapidamente all’economia reale, attraverso l’incremento dei costi di trasporto, produzione e delle bollette energetiche. Il risultato è una nuova pressione al rialzo sull’inflazione, proprio in una fase in cui le principali banche centrali stanno cercando di riportare la dinamica dei prezzi verso i rispettivi target di stabilità.

Allo stesso tempo, l’incremento dei prezzi riaccende i timori di un rallentamento delle economie, rendendo il compito delle banche centrali ancora più difficile: tagliare i tassi troppo presto potrebbe alimentare nuove pressioni inflazionistiche, mentre mantenerli elevati più a lungo rischierebbe di accentuare le spinte recessive. Scenari che si sono riflessi anche sulle quotazioni dei titoli di Stato, con i rendimenti tornati a salire. Una dinamica che può rappresentare un’opportunità, ma non priva di rischi, e che anche il segmento dei certificati ha iniziato a intercettare: BNP Paribas, infatti, è stata tra le prime emittenti a proporre certificati a capitale protetto con premi periodici, pensati per esporsi ai titoli di Stato decennali italiano, statunitense e dell’Area Euro.

La volatilità di queste settimane ha inoltre riacceso i riflettori sulle strutture di certificati più difensive. Tra queste rientrano i Fixed Cash Collect Airbag a lunga scadenza, che proprio grazie alla durata estesa e ai premi incondizionati rendono la struttura più resiliente a eventuali ribassi dei sottostanti. Tra le ultime emissioni arrivate in negoziazione abbiamo messo sotto osservazione un certificato di Marex, scritto su un basket worst of composto da Tesla, Alphabet, Meta e Nvidia. Il prodotto prevede premi mensili dello 0,75% (pari al 9% annuo) fino alla scadenza, prevista per il 20 febbraio 2030, in modo del tutto indipendente dall’andamento dei titoli sottostanti.
Tra le altre caratteristiche troviamo una barriera posta al 45% dei livelli iniziali e la possibilità di rimborso anticipato a partire da novembre 2026, con trigger iniziale al 100% e successivo meccanismo step down dell’1% su base mensile.