EFFETTO DOMINO PER CINQUE

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forza

Quasi tutti gli emittenti li fanno e sempre più investitori li acquistano, per la loro capacità di generare rendimenti anche in contesti di mercato volatili e negativi. In circolazione sul mercato italiano ce ne sono ormai oltre 350 e rappresentano circa un quarto delle emissioni di investment certificates, un dato in continua crescita che insidia la leadership dei più consolidati Bonus Cap.

I nomi commerciali con cui vengono emessi e quotati sono i più disparati, così come le varianti con cui vengono proposti, ma tutti fanno riferimento a un’unica famiglia, quella dei Phoenix Certificates. Con o senza effetto memoria, su singoli titoli e indici o su basket worst of, a cedole condizionate ma anche incondizionate, si è perso ormai il conto delle sfumature che questo genere di certificati riesce ad offrire all’investitore a caccia di opportunità di rendimento in uno scenario di tassi zero anche su scadenze mediamente lunghe.

Tra le varianti più interessanti si segnala quella dei Phoenix Domino, emessi da Natixis per la prima volta a luglio 2015 e ora riproposti in una duplice versione con durata ridotta rispetto ai 4 anni iniziali e su un basket worst of che prevede 5 titoli azionari anziché 4. Una maggiore diversificazione che aumenta però anche il rischio di correlazione, un compromesso che porta in dote una prospettiva di rendimento pari al 10% su base annua con possibile estensione al 14% se si considera un premio aggiuntivo in caso di rimborso anticipato. Ma vediamo nel dettaglio il loro funzionamento e quali opportunità offra il meccanismo Domino di cui la struttura è dotata.

Per comprenderne le caratteristiche prendiamo a riferimento l’emissione che punta su un basket di cinque blue chips italiane

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.464

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