ENI SULLA MEDIA CHE SCOTTA

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E’ a un crocevia il trend rialzista del Cane a sei zampe. Un Athena Relax permette di puntare sulla tenuta, ma senza correre troppi rischi.

 

Eni, attenzione ai passi falsi. Raggiunta nella giornata del 25 novembre la soglia cruciale dei 17,76 euro, il titolo del Cane a sei zampe deve decidere in quale direzione andare.  Dopo aver superato senza particolari squilli di tromba tanto l’inclusione tra le 8 società a partecipazione statale a cui sarà venduta parte della quota governativa, quanto la cessione a Gazprom di una partecipazione di circa  3 miliardi di dollari in Severenergia, è il momento di confermare il trend rialzista o cedere a un’inversione. Tracciando infatti una linea dai minimi estivi di luglio fino a quelli relativi dello scorso settembre, si osserva come Eni nel corso degli ultimi mesi si sia perfettamente incanalata in un trend rialzista con una resistenza dinamica prima ad agosto e poi lo scorso ottobre.  I segnali di debolezza dell’ultima ottava hanno però portato Eni a un nodo cruciale, ovvero al punto d’incontro con la media mobile degli ultimi 50 giorni, che passa poco al di sotto dei 17,76 euro, dopo aver mostrato una buona forza relativa lungo tutto il trend. Il taglio del nastro, evidente campanello di allarme, potrebbe tuttavia essere seguito da una maggiore forza di gravità in virtù di un avvicinamento pericoloso anche delle linee relative alla media di 20 e 30 giorni. Un loro incrocio a giugno e a luglio aveva infatti rispettivamente preceduto un inasprimento della fase ribassista e rialzista del titolo petrolifero.  Se tuttavia, il mercato avesse già assorbito le ultime manovre governative così come la distensione delle relazioni internazionali con i paesi del Medioriente, la debolezza potrebbe rivelarsi unicamente una fase temporanea, non vincolante per l’intonazione positiva che potrebbe così arrivare dritta al Natale.

Per chi volesse scommettere sulla tenuta dei livelli correnti, registrati in chiusura a 17,87 euro nella prima seduta della settimana, da monitorare è l’Athena Relax di BNP Paribas identificato da codice Isin NL0010293841.  Rilevato uno strike a 17,81 euro ed una barriera al rispettivo 55%, alla scadenza fissata per il 7 dicembre 2015 il certificato rimborserà 115 euro ogni 100 di nominale per un prezzo di chiusura dell’azione non inferiore al livello iniziale. In caso contrario sarà comunque garantito il valore nominale fino ad un fixing compreso entro la soglia invalidante, al di sotto della quale l’importo riconosciuto seguirà la performance effettiva di Eni.  Lungo la durata residua sono tuttavia previste due date autocallable per l’estinzione anticipata dell’Athena Relax, fissate rispettivamente il prossimo 9 dicembre e il giorno 8 dello stesso mese dell’anno successivo con coupon pari a 6 e 10 euro. Alla prossima data tuttavia, qualora il prezzo di chiusura del sottostante non dovesse soddisfare l’evento trigger, ovvero un valore di Eni non inferiore a 17,81 euro, il certificato staccherà comunque un premio del 6% sul nominale, sotto forma di cedola incondizionata. Se quindi si ipotizza un acquisto del certificato al prezzo a cui è esposto in lettera, ovvero a 104,35 euro, la tenuta dei livelli correnti per i 14 giorni di durata residua sarà sufficiente per l’autocallability del certificato con un rendimento complessivo pari all’1,58%, ovvero al 49% su base annua. Secondo l’indice CED|Probability, tale probabilità è pari al 64%. Negli altri 36 casi su 100,  dopo aver comunque ricevuto una cedola di 6 euro, pari ad un premio intermedio del 5,75% lordo  rispetto al prezzo di carico, si guarderà invece alla data successiva. In questo caso l’indicatore CED|Probability riporta una probabilità del 60% di estinzione anticipata, per un rendimento inclusivo di cedola pari all’11% su base annua.

 

In conclusione, il certificato risulta un’interessante opportunità in caso di tenuta dei livelli correnti, ma potrebbe tuttavia rivelarsi ad oggi poco profittevole, vista la perdita attesa sul fair value del certificato di almeno 6 euro in caso di mancato evento trigger. Il maggiore premio riconosciuto alla successiva data infatti, benché maggiore del dividendo stimato lungo la durata residua, pari a 5,85 punti percentuali, non sarà infatti sufficiente a sostenere la quotazione corrente dell’Athena Relax.

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