IL CALENDARIO DEI CERTIFICATI ALLO SPRINT FINALE

Dopo un primo semestre senza vinti né vincitori, il Calendario dei Certificati 2013 ha fatto filotto centrando cinque bersagli consecutivi e recuperando gli Express che erano rimasti indietro.

A poco più di un mese dalla chiusura dell’anno e a 20 numeri esatti di CJ dall’ultimo aggiornamento, torniamo ad occuparci del Calendario dei Certificati edito ad inizio 2013, per stilare un bilancio quasi definitivo in virtù delle dieci segnalazioni già giunte a scadenza e delle due ormai in dirittura d’arrivo. L’andamento positivo dei mercati azionari che prosegue dall’estate è stato determinante per consentire ai certificati protagonisti dei mesi di agosto, settembre e ottobre di centrare il bersaglio massimo e agli investitori di portare a casa rendimenti a doppia cifra con estrema soddisfazione. Le ultime due emissioni in calendario sembrano essere indirizzate verso il traguardo, a partire da uno Step Certificate di Banca Aletti in scadenza il 29 novembre. Inizia così il nostro viaggio attraverso i dodici certificati “copertina” del 2013.

 

EXPRESS SULL’ORO DI GENNAIO, PER UN PUGNO DI DOLLARI

Sarebbero stati sufficienti 3,5 dollari in più, rispetto alla rilevazione fissata a 1671 dollari, per far estinguere anticipatamente l’Express di Deutsche Bank scritto sul fixing pomeridiano dell’oro (identificato da codice isin DE000DE2LYL0) ed evitare il successivo affondo che ad oggi costringe gli investitori a contabilizzare una minusvalenza superiore al 15%. E’ questa la sintesi di una rilevazione andata storta per una manciata di dollari, che mette in evidenza il lato oscuro dei certificati dotati di opzione autocallable e opzione di protezione condizionata del capitale. Facendo un passo indietro, rilevato uno strike a 1675,5 dollari, il 24 gennaio 2013 sarebbero stati rimborsati per questo certificato 107 euro ogni 100 di nominale, per valori del biondo metallo almeno pari a quello iniziale. L’osservazione a 1671 dollari, come detto, ha invece prolungato di almeno un anno il cammino del prodotto, che accodandosi al pesante ribasso accusato dal sottostante, quota ad oggi circa 82,5 euro. La possibilità di estinzione anticipata a 114 euro il prossimo 24 gennaio è legata a un apparente improbabile recupero dell’oro della soglia dei 1675,5 dollari ( ad oggi 1247,5 dollari) mentre alla stessa data del 2015 la protezione del capitale nominale sarà assicurata per un valore dell’oro non inferiore a 1172,85 dollari.

 

FEBBRAIO AL BERSAGLIO FACILE

Come già raccontato lo scorso giugno, non tutti i cap vengono per nuocere se si pensa allo Sprint Cap legato all’indice S&P 500 che BNP Paribas ha emesso con codice Isin NL0009421809 e che CJ ha selezionato per la scadenza di febbraio 2013. La partecipazione in leva tre e il posizionamento di un tetto al rialzo a quota 1425,47 punti hanno infatti permesso al certificato di navigare in acque sicure negli ultimi mesi di vita. La spinta verso i massimi di cui l’indice a stelle e strisce ha goduto a partire da metà novembre dello scorso anno infatti, ha portato stabilmente le quotazioni sopra quota 1400 punti a partire dal mese di dicembre. A determinare un apprezzamento solo parziale del certificato hanno invece contribuito il tetto massimo ai rendimenti e la durata residua, cosicché l’acquisto in lettera a 1189,70 euro a inizio gennaio ha permesso senza troppi sforzi di ottenere alla scadenza del 25 febbraio un rimborso di 1240 euro equivalente all’importo massimo, pari ad un rendimento su base annua di oltre il 30% al lordo degli oneri fiscali.

 

MARZO , IL LEGGENDARIO BONUS144 CONQUISTA LA SCENA

Il mese di marzo è stato dedicato al celebre Bonus144 scritto sull’Eurostoxx 50 di Unicredit, sopravvissuto ai numerosi bottom di mercato degli ultimi cinque anni. Presenza nota del mercato dei certificati grazie alla sua particolare struttura, è stato a più riprese protagonista di interessanti opportunità d’investimento. Giunto alla naturale scadenza lo scorso 11 marzo, il certificato di Unicredit identificato da codice Isin DE000HV7LK02, ha ufficialmente  rimborsato 144 euro ogni 100 di nominale in virtù di un valore dell’indice mai inferiore ( in chiusura ) alla barriera posta a 1773,05 euro lungo la vita del prodotto.  Contraddistinto da uno dei book di negoziazione più liquidi del segmento certificati d’investimento, è stato rilevato a inizio gennaio ad un prezzo di 142,15 euro a fronte di un valore dell’indice pari a 2693 punti. Il rimborso dell’intero importo Bonus ha quindi lasciato spazio a un gain di breve termine pari all’1,3% rispetto al prezzo preso a riferimento.

 

APRILE A BOCCA ASCIUTTA

Conclusione amara per l’Express Coupon di Unicredit scritto sull’Eurostoxx 50, identificato da codice Isin DE000HV78AD6. Segnalato come certificato per il mese di aprile con il proposito di salire sul treno del recupero del trend positivo, puntava infatti ad un recupero dell’indice di poco superiore al 9% per ottenere un rendimento di oltre 20 punti percentuali a fronte di un perdita attesa del 2,3%. Dai 2693 a cui era stato rilevato a inizio gennaio tuttavia, dopo aver raggiunto un massimo a 2750 punti a fine mese , l’Eurostoxx 50 non ha mantenuto il trend riportandosi a inizio aprile al di sotto della  soglia dei 2700 punti. Con il rimborso garantito del nominale fino al livello barriera posto a 2057,776, a fronte di un prezzo di riferimento pari a 102,34 euro, il certificato ha quindi mancato il rimborso del premio complessivo del 32% registrando invece una perdita del 2,3% che tuttavia è risultata di gran luna inferiore al potenziale rendimento a cui si puntava.

 

MAGGIO, IL BONUS DI ING FILA LISCIO

Ha rimborsato secondo le attese il nominale maggiorato di un premio minimo del 10%, il Bonus scritto sull’indice Eurostoxx 50 di ING Bank identificato da codice Isin XS0617557722. Caratterizzato da un importo Bonus pari al 10% e dalla mancanza di un cap ai rendimenti,  grazie ad un valore dell’indice mai inferiore ai 1994,72 punti, alla scadenza dello scorso 14 maggio il certificato ha rimborsato premio e nominale, riconoscendo così, rispetto ai 1069,40 euro presi come prezzo di riferimento a inizio gennaio, un rendimento complessivo pari al 2,86%, equivalente ad un rendimento su base annua dell’8,23%. Il nervosismo dell’indice che lungo la durata residua ha perso quota fino a toccare un supporto in area 2550 per poi risalire in direzione 2800 punti non ha quindi fatto tremare in maniera sostanziale la quotazione del Bonus, che ha potuto garantire a chi lo avesse tenuto un portafoglio, un discreto flusso di cassa a breve termine.

 

GIUGNO, RIMANDATO A DICEMBRE L’ATHENA

Ha mancato il rimborso anticipato lo scorso 17 giugno per una rilevazione inferiore ai 2841,99 punti richiesti, ma è attualmente indirizzato verso il rimborso massimo l’Athena Certificate scritto sull’Eurostoxx 50 di BNP Paribas, identificato da codice Isin NL0009589951. Alla scadenza del 4 dicembre, infatti, verrà liquidato un importo di 1210 euro per valori del sottostante non inferiori allo strike iniziale dei 2841,99 punti, che tenuto conto dei 3067 punti correnti e dei 1208,5 euro quotati dal certificato, appare a pochi giorni dal traguardo lo scenario più probabile. Segnalato a inizio gennaio a 1060,5 euro, il certificato sta quindi per riconoscere una plusvalenza del 14,09% in circa undici mesi.

LUGLIO BASE DI PARTENZA

Serviva una rilevazione almeno pari ai 18359,37 punti dello strike in apertura di seduta del 19 luglio scorso per il FTSE Mib, sottostante dell’Autocallable Step Plus di Banca Aletti (IT0004744170) selezionato come certificato del mese di luglio, per consentire il rimborso anticipato di 116 euro e una plusvalenza di ben il 21% sui 95,85 euro segnalati a fine gennaio allorché l’indice era a poco più di 16900 punti. Una missione fallita in maniera netta, se si considerano i 16100 punti rilevati, che tuttavia non sta impedendo in questi ultimi giorni di contabilizzare un profitto ugualmente soddisfacente in scia al rialzo del FTSE Mib. In particolare, la quotazione offerta dal market maker a 108,9 euro consentirebbe ad oggi di archiviare l’operazione con un rendimento del 13,61%, ovvero di puntare alla prossima data di rilevazione anticipata del 22 luglio 2014, dove a fronte del medesimo trigger il potenziale rimborso ammonterà a 124 euro. Alla naturale scadenza fissata al 22 luglio 2015, per valori inferiori al trigger sarà comunque garantito il rimborso del nominale maggiorato di una cedola dell’8% fino ai 14687,5 punti barriera. In caso contrario il rimborso replicherà linearmente la performance complessiva.

 

AGOSTO CON QUALCHE BRIVIDO

Ha fatto vivere le ultime sedute con il fiato sospeso ai propri possessori, ma alla fine ha protetto il rimborso del nominale, consentendo una plusvalenza dell’11,73% rispetto al prezzo di potenziale acquisto a fine gennaio di 89,5 euro e del 7,5% rispetto ai 93 euro segnalati al giro di boa dello scorso giugno, l’Express Coupon di Unicredit scritto sul FTSE Mib (DE000HV78AU0). In scadenza il 5 agosto, in virtù di una barriera posta a 15083,04 punti, il certificato ha infatti rimborsato 100 euro, mostrando peraltro una invidiabile tenuta alle scorribande ribassiste di inizio estate del mercato azionario italiano.

 

SETTEMBRE, LA BARRIERA PROFONDA HA PREMIATO

Premiata la scelta del certificato del mese di settembre sul Bonus di Banca Aletti scritto sul FTSE Mib, identificato da codice Isin IT0004627938, per la profondità della barriera. Caratteristica predominante della struttura era infatti il posizionamento della barriera a un livello di 11686,15 punti, inferiore ai minimi storici. La tenuta della soglia knock out, valida in continuo, ha determinato un rimborso pari a 115 euro, per un rendimento pari al 2,13% rispetto ai 112,60 euro a cui è stato segnalato a giugno e del 7,43% rispetto ai valori di pubblicazione del calendario .

 

OTTOBRE, VIA LIBERA AL PENULTIMO GIRO

Ha tagliato il traguardo del rimborso anticipato alla prima delle due date intermedie ancora in programma prima della scadenza naturale, il Fast Bonus scritto su Assicurazioni Generali targato Banca IMI. Identificato da codice Isin IT0004853450, il 24 ottobre ha rimborsato anticipatamente il nominale maggiorato di un coupon dell’8,8% per effetto di una rilevazione dell’azione sottostante superiore al livello strike posto a 12,54 euro. Segnalato a inizio anno a 1006 euro, a fronte dei 14,35 euro a cui era quotata Generali, il certificato ha pertanto riconosciuto una plusvalenza dell’8,15%, che si riduce al 3,81% se si tiene conto dei valori osservati lo scorso giugno.

 

NOVEMBRE, STEP FINALE

A poche ore di distanza dalla scadenza programmata per il 29 novembre, lo Step Certificate di Banca Aletti scritto sull’Eurostoxx 50, identificato da codice Isin IT0004546229, ha ormai il rimborso massimo nel mirino. Per impedire la liquidazione di 122 euro per certificato, sarebbe infatti necessario uno scivolone dell’indice europeo di oltre 400 punti entro la scadenza, ovvero una rilevazione conclusiva inferiore ai 2657,38 del trigger ( pari al 95% dei 2797,25 punti iniziali). Nello scenario più probabile, il rimborso del nominale maggiorato della somma dei coupon, consentirà di maturare una plusvalenza del 13,86% sui 107,15 euro di fine gennaio scorso e del 10,90% rispetto ai 110 euro osservati a giugno.

 

DICEMBRE, FTSE MIB SOTTO L’ALBERO

I certificati a barriera profonda sono quelli che gli investitori meno avversi al rischio scelgono per investimenti da buy&hold. Tuttavia il Bonus Cap di BNP Paribas sul FTSE Mib a cui è dedicata l’ultima copertina dell’anno, con una barriera poco al di sotto della soglia dei 11500 punti e un cap sui rendimenti pari al 23%,  ha sfidato la turbolenza del primo semestre del 2013 attestandosi per lungo tempo in area 115 euro, prezzo rilevato a inizio gennaio, prima dello scatto finale che lo ha portato ai 121,85 euro attuali. Identificato da codice Isin NL0009527795, il certificato sta quindi consentendo di coprire la posizione aperta a inizio anno con un rendimento di poco inferiore al 6%, ovvero di puntare a poco meno del 7% attendendo la scadenza naturale.