ULTIMO MINUTO

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Rendimento del 2,5% in due settimane ma non senza rischi. Un Autocallable Step Plus di Banca Aletti da maneggiare con cura.

Andamento speculare per Piazza Affari nella seconda ottava di settembre. A guidare la prima seduta della settimana, Fiat, Fondiaria, Mediaset ed Unicredit, mentre si posiziona come fanalino di coda Banca Monte Paschi di Siena, penalizzata dall’ipotesi di un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro, seguita da Eni ed Enel, per un saldo finale leggermente positivo rispetto alla chiusura dello scorso venerdi. Pesa sull’empasse della Borsa di Milano, non solo la messa in discussione del giovane governo Letta, ma anche la fine della tregua politica all’interno dell’Unione Europea, ora proiettata alle elezioni tedesche fissate per il prossimo 22 settembre. Un quadro finanziario che suggerisce quindi di mettere a monitor potenziali occasioni dell’ultimo minuto come l’Autocallable Step Plus scritto sul FTSE Mib ( codice Isin IT0004800808), il certificato di Banca Aletti che punta ad un rendimento del 2% in due settimane. Esaurite le due finestre intermedie per l’estinzione anticipata del capitale, lo strumento giunge alla sua naturale scadenza il prossimo 23 settembre, lasciando spazio a tre differenti scenari. Rilevato uno strike iniziale a 16389,74 punti e fissata la barriera al rispettivo 70%, equivalente a 11472,82 punti, qualora il livello di apertura dell’indice di Piazza Affari alla data di valutazione finale sia non inferiore allo strike, il certificato rimborserà l’intero valore nominale, pari a 100 euro, maggiorato di un coupon finale pari a 21 euro. Se invece non sarà soddisfatta tale condizione, ma il valore del FTSE Mib non sarà al di sotto della soglia barriera, sarà  comunque garantito il capitale iniziale maggiorato questa volta di un importo pari a 7 euro per certificato. Infine, bucate entrambe le soglie, il rimborso replicherà linearmente la performance complessiva del sottostante rispetto al prezzo d’esercizio iniziale, con un importo pertanto non superiore a 70 euro. Esposto brevemente il funzionamento del certificato, guardiamo alle correnti condizioni di negoziazione prima di entrare nel merito del profilo rischio/rendimento. L’acquisto al prezzo lettera offerto dal market maker pari a 118,05 euro, così come rilevato sul Sedex di Borsa Italiana nella giornata dell’8 settembre, mira ad un rendimento complessivo pari al 2,5% al lordo degli oneri fiscali, equivalente ad oltre il 60% su base annua. Il mancato evento trigger tuttavia, ipotizzando un rimborso pari a 107 euro, fisserebbe la perdita a 9,75 punti percentuali fino ad un valore dell’indice non inferiore al livello barriera, oltre il quale si subirebbe una minusvalenza crescente. Se il profilo risulta così non solamente rischioso ma anche  sbilanciato in termini di rapporto tra potenziali perdite e rendimento, andiamo ad analizzare le probabilità associate all’evento positivo. Tenuto conto di una quotazione spot dell’indice pari a 17096 punti, il margine di oscillazione per rimanere nell’area del coupon al 21% è pari al 4,13% mentre sarà comunque garantito il rimborso di 107 euro fino ad un ribasso del FTSE Mib non superiore a 33 punti percentuali. Una probabilità remota quest’ultima, tenuto conto delle due settimane di vita residua; molto più corta invece la coperta relativa al rimborso dell’intero coupon, come segnala il mercato delle opzioni. L’indicatore CEDProbability, calcolato sulla base dei valori correnti di mercato, indica una probabilità del 23% che venga rotta la barriera invalidante. Guardando invece all’analisi tecnica, la tenuta dei 16500 punti a fine agosto, coincidente con l’area del 38,2% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero movimento rialzista dell’estate, fa ben sperare per un nuovo tentativo di aggancio ai massimi di maggio ed agosto situati poco al di sotto della soglia dei 17700 punti.

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