NOKIA SUPERA IL CAP

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Barriera profonda e buona liquidità sul secondario: tutte  le opportunità offerte dal Bonus Cap su Nokia firmato Unicredit. 

 

Grazie ad uno strike rilevato sui minimi relativi di metà giugno, il Bonus Cap di Unicredit scritto sul titolo del colosso finlandese della telefonia mobile, a poco meno di sei mesi di durata residua si prospetta essere un interessante strumento da monitorare. Buono infatti  non solo il rapporto rischio e rendimento  in relazione alle caratteristiche del sottostante, ma anche le condizioni di negoziazione.

Guardiamo quindi alla proposta Unicredit sul titolo Nokia, identificata da codice Isin DE000HV8A1Q1 e recentemente ammessa alle contrattazioni in Borsa Italiana. Rilevato uno strike lo scorso 14 giugno a 2,7540 euro e fissata la barriera al rispettivo 70%, ovvero a 1,9278 euro, alla scadenza del prossimo 20 dicembre il Bonus Cap rimborserà  114,5 euro ogni 100 di nominale se il valore del sottostante non avrà mai violato, anche in intraday, la soglia knock out. L’evento barriera determinerà viceversa la perdita automatica della gamba opzionale aggiuntiva e quindi l’allineamento automatico del valore del certificato alla componente lineare, fermo restando la presenza di un cap, ovvero di un tetto al rimborso massimo, posto a 3,1533 euro, ovvero al 114,5% del prezzo d’esercizio.

CDS332_1

Passando alle correnti condizioni di mercato, la corsa agli acquisti sul titolo Nokia,CDS332_2 noncurante del downgrade di Standard & Poor’s, ha prodotto in poche settimane un recupero di oltre il 15% dai minimi relativi di giugno, che ha portato il titolo a quota 3,186 euro. Frenato dalle pressioni del cap ai rendimenti e dalla volatilità che caratterizza il sottostante, il Bonus Cap di Unicredit ha solo parzialmente seguito l’apprezzamento di Nokia lasciando quindi ancora un buon margine di rendimento a fronte di un allargamento del buffer di oscillazione. L’acquisto sulla lettera esposta a 109,75 euro riconosce infatti un profitto complessivo pari al 4,33%, equivalente al 9,44% su base annua, mentre un valore del titolo telefonico al di sopra del livello Cap garantisce un buffer del 39,5%. Attenzione tuttavia al nervosismo che caratterizza le quotazioni di Nokia. Il colosso finlandese, dopo aver decimato il suo valore dai massimi del 2007 infatti, risulta particolarmente sensibile ai rumors di mercato circa la possibile acquisizione da parte delle altre big del mercato come Microsoft o Huawei. A far schizzare il titolo nelle ultime settimane è stato infatti l’acquisto della quota di Siemens nella jv Nsn, preceduto da accordi poi smentiti con la compagnia cinese. Se da un lato è quindi osservabile l’aspettativa degli investitori circa una rinascita di quello che fino a pochi anni fa era il colosso indiscusso del mercato della telefonia, dall’altro la marginale quota di mercato ora detenuta e la lunga ristrutturazione, pongono un grosso punto interrogativo sulla tenuta di lungo termine del trend rialzista, come segnala anche l’indicatore proprietario CED| Probability che non concede più di due probabilità su tre di mancato evento knock out.

Passando invece all’operatività di breve o intraday, da osservare in primis come il book del Sedex si caratterizzi per una buona liquidità ( 1300 pezzi rispetto ai 1000 medi) e per uno spread contenuto e competitivo con altre proposte analoghe quotate sul mercato, pari allo 0,8%. Vista la struttura dello strumento non è tuttavia individuabile tout court un timing per lo smobilizzo anticipato vista la reattività ridotta. Tuttavia, in base all’analisi del fair value del certificato e degli scenari simulati di prezzo in differenti ipotesi, in caso di nuova flessione del prezzo del sottostante al di sotto dei valori correnti, per ribassi contenuti entro il 15%, nei mesi prossimi alla scadenza sarà comunque possibile uscire dall’investimento con un saldo positivo.

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