ATTENTI A QUEI CINQUE

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Ai mercati emergenti facenti parte dell’area battezzata BRICS, il Fondo Monetario Internazionale associa oltre metà della crescita dell’economia mondiale attesa per il 2012. Ma gli emergenti sono ancora attrattivi?

 

Anche per quest’anno si è concluso il Boao Forum For Asia, nell’omonima località cinese. I tre giorni di incontri tra i più influenti capi di governo, uomini d’affari e accademici, si sono svolti sotto il titolo “L’Asia nel mondo che cambia: verso uno sviluppo sano e sostenibile” . Al centro del dibattito non solo la crisi dell’area euro e il problema della crescita ma anche nuove strategie di politica monetaria e interna per la regione asiatica. A questo proposito, durante l’intervento del 3 aprile il Presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha affermato la disponibilità a lavorare al progetto di una banca per lo sviluppo dei paesi BRICS. I leader di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, membro dei BRICS da dicembre 2010, riunitisi lo scorso 29 marzo nel consueto summit annuale, hanno infatti rimarcato il loro ruolo di traino dell’economia mondiale, rivendicando alle economie più mature parte di quell’influenza geopolitica ancora in mano a poche potenze. L’incontro, tenuto a Nuova Delhi, ha inoltre gettato le basi per il rafforzamento della cooperazione tra le economie più sviluppate e i mercati emergenti, attraverso la reciproca disponibilità ad offrire sulle rispettive borse valori, gli indici rappresentativi dei mercati degli altri quattro paesi del gruppo al fine di facilitare la crescente richiesta di nuovi orizzonti d’investimento. Da sempre sinonimo di diversificazione di portafoglio, sorge quindi spontaneo chiedersi se sui paesi emergenti, ed in particolare sui BRICS, vi sia spazio per ulteriori rendimenti, o se le rispettive economie, particolarmente legate all’esportazione su differenti livelli (materie prime o manifatturiero), mostrino un livello di  dipendenza e quindi una rischiosità, superiore a quella dei mercati più maturi.

A tale proposito l’analisi storica dell’indice MSCI World e dell’indice S&P BRIC 40, risulta particolarmente interessante. Benché quest’ultimo abbia evidenziato una crescita maggiore rispetto a quella del benchmark dell’economia mondiale, la volatilità dei due indici, calcolata come deviazione standard giornaliera su base annuale, è andata progressivamente a convergere rispetto ad una situazione iniziale che vedeva l’area BRIC più rischiosa rispetto ad un paniere composto anche da economie sviluppate.  Se tuttavia si guarda agli effetti delle turbolenze del 2011, la performance a un anno dell’S&P BRIC 40 è pari al -11,33%, mentre quella del benchmark mondiale è del +1,64%. Le cinque potenze, che, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, conteranno per il 20% del prodotto interno lordo globale nonché per più della metà della crescita prevista per il 2012, risultano comunque molto differenti tra loro.  La classifica stilata da Bloomberg sulle economie emergenti più promettenti vede solo due delle cinque potenze nella top 10, sebbene tutte e cinque siano nei primi sedici posti, con il Brasile a fare da fanalino di coda.

Nel panorama dei certificati, numerose sono le proposte che legano il proprio rendimento alla performance delle cinque potenze. Data l’ampia scelta di profilo rischio/rendimento disponibile, abbiamo selezionato tre tra le strutture più interessanti per un investimento di medio breve termine.

 

PER DUE CERTIFICATE SU S&P BRIC 40

 Il modo più diretto per dedicare una quota del proprio portafoglio ai mercati emergenti è dato dall’investimento in certificati benchmark, ovvero a replica lineare del sottostante. La particolarità del Per Due Certificate di Banca Aletti, consiste nel riconoscere un rendimento doppio rispetto al rialzo dell’indice sottostante pur mantenendo l’esposizione lineare alle perdite. Rilevato uno strike a 2369,88 punti, il certificato riconoscerà alla scadenza fissata per il 30 luglio 2014, una leva due sulla variazione positiva dello S&P BRIC 40, fino ad un massimo di 170 euro, corrispondenti a un valore dell’indice pari a 3199,34 punti. Ai 99,75 euro a cui è esposto in lettera, a fronte di un valore dell’indice pari a 2343,74, il certificato si trova ancora ai blocchi di partenza. In prospettiva, si tenga conto che in contrapposizione della leva, la struttura pone un rallentamento parziale della reattività nel durante per effetto della presenza del cap e per la stima dei dividendi che l’indice staccherà lungo la durata residua. Il basso dividend yield, pari a circa il 2%, abbassa di fatto il costo della rinuncia.

AUTOCALLABLE SU BOVESPA E HANG SENG CHINA ENTERPRISES

Scritto su un paniere composto dagli indici Bovespa Eur e Hang Seng China Enterprises, l’Express di Deutsche Bank condiziona il rimborso anticipato alla performance del peggiore dei due. Rilevato uno strike a 29903,66 punti per l’indice carioca e a 11754,63 punti per quello cinese, alla prossima rilevazione, in virtù di un trigger decrescente al 90%, sarà necessario che entrambi i sottostanti siano superiori rispettivamente a 26913,294 punti e a 10579,167 punti, per permettere il prossimo 17 agosto un rimborso pari a 116 euro. Si guarderà altrimenti alla scadenza del 19 agosto 2013, dove basterà che il peggiore dei due non sia inferiore al 50% del valore iniziale per riconoscere un rimborso pari a 124 euro per certificato. In caso contrario l’Express replicherà linearmente la variazione negativa del più debole dei due. Dati i 26734,57 punti di Bovespa Eur e i 10859,57 di Hang Seng China, le probabilità di rimborso sono sul filo del rasoio. In virtù di un prezzo lettera di 107,50 euro, in caso di mantenimento dei corsi correnti, l’estinzione anticipata riconoscerà un rendimento del 7,9%.

AUTOCALLABLE TWIN WIN SU S&P BRIC 40

Concludiamo con la struttura più articolata delle tre. Rilevato uno strike a 2436,5 punti di S&P BRIC 40, l’Autocallable Twin Win emesso da ING Bank rifletterà alla scadenza del 15 luglio 2014 la variazione assoluta dell’indice, alla condizione che non sia mai stata violata la barriera, posta a 1461,78 punti, la cui rottura determinerà invece una replica lineare della performance effettiva. Il certificato prevede inoltre due rilevazioni intermedie per il rimborso anticipato dei 1000 euro di nominale maggiorati di un coupon a memoria dell’8%. Condizione necessaria per l’estinzione anticipata è che il valore dell’S&P Bric 40 sia pari o superiore allo strike. Alla prima rilevazione, fissata per il prossimo 11 luglio, qualora l’indice S&P BRIC 40 fosse in grado di attestarsi in rialzo del 3,96% dai correnti 2343,74 punti, il rimborso anticipato di 1080 euro, darebbe luogo ad un rendimento del 7,77% sull’attuale valutazione di 1002,15 euro.

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