SICURO COME L’ORO

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L’ agosto nero dei mercati ha fatto schizzare ai massimi storici l’oro. Il Butterfly di RBS è da tenere d’occhio.

Dall’epoca della nostra prima analisi, risalente al CJ numero 220 dello scorso 16 marzo, ne è passata di acqua sotto i ponti, anzi di oro, per il Butterfly Gold di RBS. In  poco più di due mesi dall’esordio al Sedex del certificato a capitale protetto di Royal Bank Of Scotland, la corsa all’oro, suo prezioso sottostante, ha drasticamente accorciato le distanze dalla barriera fissata al 160% dello strike iniziale, rotta la quale verrà rimborsato unicamente il nominale. Eppure proprio la protezione dei 100 euro e l’attuale quotazione a 90,55 euro, rendono il certificato una sorta di investimento rifugio, immune dalle politiche monetarie che invece investono a più riprese le quotazioni dei titoli di debito. Una simile qualificazione è giustificata dalla particolare struttura del certificato. La farfalla di RBS infatti, assume questo nome in quanto il payoff a scadenza, prevista per il 3 marzo 2015, prevede quattro differenti scenari in riferimento allo strike di 1421,5 dollari, quale fixing dell’oro pomeridiano rilevato dalla London Bullion Market Association alla data strike. Con l’ausilio della tabella si nota come il certificato permetta, salvo il rimborso minimo garantito, di beneficiare di ribassi dell’oro fino ad una variazione non superiore al 30% e di rialzi fino ad un rendimento massimo del 60%, entrambi riferiti allo strike iniziale. Le due barriere, violate le quali il rimborso sarà unicamente alla pari, rappresentano due eventi indipendenti: ciò implica che una rilevazione giornaliera oltre una delle due soglie invaliderà la partecipazione nella relativa direzione del sottostante ma non di quella inversa. La lettera esposta di 90,55 euro esprime quindi, la probabile rottura della barriera up, dato il prezzo dell’oro a ridosso dei 1900 dollari di massimo storico. Infatti il rendimento minimo garantito del 3,05% su base annua,  riflette per buona parte la remunerazione spettante all’investitore in base al fattore tempo residuo e al rischio credito dell’emittente. Ne consegue che la struttura del Butterfly Gold, a tre anni e mezzo dalla scadenza, si può a buon ragione definire scarsamente reattiva alle variazioni dell’oro e quindi non idonea a replicare la cavalcata del sottostante. Tuttavia, così come il biondo metallo si fa bene rifugio in periodi di turbolenza economica per poi ridurre l’appeal in periodi di sentiment positivo, il certificato di RBS si presta per chi volesse inserire in portafoglio uno strumento poco esposto alla volatilità di mercato, con una struttura opzionale ancora intatta ed un rischio cambio euro/dollaro neutralizzato per effetto dell’opzione Quanto. Acquistare sui massimi storici del sottostante, gioca poi a favore dell’investitore. Nell’ipotesi di consolidamento dell’area di massimo sotto la soglia psicologica dei 2000 dollari per oncia, con un upside di oltre il 33% dal valore iniziale, un raffreddamento delle quotazioni ridurrebbe la probabilità di evento knock out, a tutto beneficio del certificato. D’altra parte, in caso di rottura della barriera up,  a poco meno del 20% dai livelli correnti, sarebbe necessario un ritorno dell’oro al di sotto dei valori di marzo per ottenere un rendimento superiore al 3,05% annuo.

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