Index Express, piatto ricco su Unicredit

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La struttura che ha stregato il mercato per la prima volta su Unicredit. Cedole vicine al 10% con barriera a 0,76 euro

Tensione del settore del credito in attesa dell’evoluzione della crisi greca, timori per l’aumento dei tassi d’interesse, nuovi requisiti patrimoniali imposti da Basilea 3. Passato il terzo venerdì del mese, sono queste le tre streghe che ancora minacciano il sistema bancario europeo. L’indice rappresentativo del settore della zona Euro, l’Eurostoxx 600 Banks, ha lasciato sul campo circa il 12% nell’ultimo trimestre, complice non solo la crisi dei debiti sovrani ma anche una crescita economica effettiva inferiore alle attese. Prendendo ad esempio la curva dell’Euribor a 3 mesi, si nota come questa, pur essendo ancora inclinata al rialzo, sia più bassa sulle brevi scadenze rispetto a un mese fa, segno di una correzione di previsioni troppo ottimistiche su un aumento dell’inflazione. Guardando in casa nostra, il sistema bancario italiano è stato ulteriormente appesantito dal creditwatch negativo di Moody’s sul debito del Belpaese, arrivato dopo quello di S&P, che ha determinato un aumento dei tassi d’interesse sul BTP decennale di cui le banche nazionali sono le principali sottoscrittrici. Con particolare riferimento a Unicredit, osservata speciale assieme a Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi e UBI per gli stress test volti a verificare la solidità patrimoniale, la variazione trimestrale negativa di oltre il 25% supera ampiamente la media europea del settore, sebbene i vertici di Piazza Cordusio abbiano rassicurato il mercato escludendo la necessità di un aumento di capitale nel breve termine. In un simile contesto, diviene pertanto fondamentale poter disporre di strumenti di investimento alternativi o complementari all’azione, capaci in particolare di prospettare elevati rendimenti con rischi nettamente più contenuti. In quotazione sul Sedex di Borsa Italiana, a partire dallo scorso 14 giugno, si segnalano in tale ottica due Index Express di UBS, uno caratterizzato da un rendimento variabile e l’altro da una cedola fissa. Per spiegarne il funzionamento ci concentreremo su quello a parametro variabile,identificato dal codice Isin DE000UB68E08 . Il certificato,della durata di due anni, prevede il riconoscimento di due cedole annue pari al 7% maggiorato dell’Euribor 12 mesi a condizione che il valore di chiusura di Unicredit sia, nelle due date di osservazione previste, almeno pari o superiore al livello di 0,76 euro, ovvero al 50% dello strike iniziale fissato a 1,52 euro. Inoltre, trattandosi di uno strumento ibrido, al termine del primo anno ( il 7 giugno 2012) prevede il rimborso del nominale, ereditando così la peculiare caratteristica degli Express, a patto che il livello di chiusura di Unicredit sia alla data di osservazione prestabilita almeno pari o superiore allo strike.

In relazione alla prima e unica data di rilevazioneanticipata, l’importo della cedola è già noto e pari al 9,14%, in virtù del 2,14% rilevato sull’Euribor 12 mesi alla data del 6 giugno scorso. Per quanto riguarda la seconda cedola, questa sarà invece determinata solo dopo la rilevazione del tasso interbancario alla data del 7 giugno 2012 e verrà riconosciuta alla scadenza del 7 giugno 2013 alla medesima condizione di prezzo valida per la prima osservazione, ovvero a seguito di un fixing di
Unicredit non inferiore a 0,76 euro. Si specifica, peraltro, che potendo contare sull’effetto memoria, il certificato potrà erogare entrambe le cedole alla scadenza anche nel caso in cui al termine del primo anno il valore di chiusura dell’azione sia stato inferiore alla barriera. Un’eventuale violazione della barriera in una delle due date di osservazione sarà invece determinante in ottica di rimborso del nominale. Infatti, qualora si verifichi una rottura del livello di 0,76 euro il 7 giugno 2012 o 2013, alla scadenza non si beneficerà più della protezione condizionata del nominale, agganciandosi all’andamento dell’azione sottostante a partire dallo strike, fermo restando un cap al rimborso posto in corrispondenza dei 100 euro.

In conclusione, accettando di rinunciare all’upside illimitato tipico dell’investimento azionario, con l’Index Express è possibile assicurarsi un rendimento annualizzato del 7,68% in caso di estinzione anticipata, ipotizzando un acquisto al prezzo lettera di 101,60 euro. In assenza di rimborso prima della scadenza, invece, l’atteso rialzo dell’Euribor, già stimato dalla curva forward al 2,33% a giugno 2012, consentirebbe di migliorare ulteriormente il rendimento. Va peraltro sottolineato come la barriera attivante del pagamento cedolare e alla cui tenuta è legata la protezione condizionata del nominale a scadenza, è posta 18 centesimi al di sopra dei minimi di marzo 2009, ossia ad una distanza di quasi il 50% dall’attuale quotazione di 1,49 euro.

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