Alla ricerca di rendimento

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Tre big del mercato italiano sono le protagoniste di due Phoenix Memory di Leonteq con barriera al 50% e importi periodici mensili allo 0,75%

Banche e utilities muovono oltre il 50% di Piazza Affari.
Grazie ad una nuova emissione che conta su due nuovi Phoenix Memory Autocallable, Leonteq offre l’opportunità di puntare sull’andamento di tre big come Enel, Eni e UniCredit. La scelta dei sottostanti non è per niente casuale poichè tratta di tre società i cui titoli sono all’interno dei portafogli di moltissimi risparmiatori che stanno beneficiando della corsa al rialzo di alcuni di questi. Se si guardano le performance di Enel, che ha recentemente aggiornato i massimi dal 2007, o Eni valutando l’impatto dei lauti dividendi, si potrebbe valutare la possibilità di monetizzare i guadagni e spostarsi su un prodotto con caratteristiche più difensive, senza rinunciare troppo ai possibili guadagni potenziali. Queste sono alcune delle motivazioni che hanno portato Leonteq ha strutturare i due nuovi Phoenix Memory, particolarmente utili sia in ottica di switch da posizioni sui medesimi sottostanti, che come idea di investimento a sé stante per puntare a rendimenti interessanti senza andare ad aggiungere rischi.

Entrando nel dettaglio si tratta di un Phoenix Memory su Enel e UniCredit (Isin CH0499657309) con scadenza di 5 anni e un secondo Phoenix Memory agganciato a Enel, Eni, UniCredit (Isin CH0499657317) con scadenza di 3 anni. Tutte le caratteristiche in termini di payoff dei due certificati sono le medesime, a parte ovviamente la scadenza che determina la presenza di un sottostante in più all’interno del basket worst of per quella più vicina. Entrando nel merito delle due emissioni, entrambi i certificati si distinguono da premi mensili dello 0,75%, pari quindi al 9% su base annua, vincolati al rispetto di un trigger particolarmente conservativo posto al 50% dei livelli iniziali dei titoli.

Un ulteriore elemento di flessibilità è dato anche dalla presenza dell’effetto memoria sulle cedole eventualmente non pagate. Il marchio Leonteq, poi si distingue anche sul fronte delle finestre autocallable che si apriranno a partire dall’osservazione del 14 aprile 2020 e prevedono la tipica modalità step down. Fino alla rilevazione del 12 ottobre 2020 è richiesto a tutti i sottostanti di rispettare lo strike iniziale. Dalla rilevazione successiva, e poi ad ogni ricorrenza annuale, il trigger scenderà del 5% fino ad arrivare al 90% per il certificato con scadenza a tre anni e all’80% per quello con scadenza quinquennale. La scadenza di medio-breve termine ci porta a guardare con maggiore interesse la proposta agganciata ad un basket worst composto da 3 titoli, ovvero a UniCredit, Eni ed Enel. Rispetto agli strike iniziali, tutti i sottostanti viaggiano in terreno positivo con UniCredit addirittura a +10%. Il certificato viene invece esposto in lettera al Cert-X a quota 1014 euro, in linea con la performance dell’attuale worst of, ovvero Enel a +1,42%. L’investitore con questo certificato punta ad un flusso costante di premi mensili dello 0,75%. Dopo le prime sei rilevazioni si potrà beneficiare anche al rimborso dell’intero nominale prima della naturale scadenza.

Proprio in funzione di questo, considerato che tutti e tre i sottostanti che si trovano in positivo può essere ancora una discreta opportunità per chi dovesse attendersi una lateralità del mercato azionario italiano. Qualora così non fosse, il trigger sulla cedola su livelli particolarmente conservativi, consentirà al certificato in ogni caso di pagare premi che su base annua sul 9%, purché nessuno dei sottostanti estenda perdite oltre la metà del proprio valore.

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