E’ uscito il Certificate Journal n.605

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A lungo attesa, è finalmente giunta l’ora delle elezioni europee di fine mese che decreteranno la fine di una estenuante campagna elettorale che, ininterrotta dal 4 marzo 2018, ha portato lo spread a crescere di oltre 150bp . Sulla base degli esiti delle urne scopriremo se la recente fase correttiva scatenata dalle nuove misure restrittive di Trump sul fronte dazi, sarò stata una salutare e fisiologica pausa all’interno di un trendi marcatamente rialzista o piuttosto l’anticipo di un secondo semestre ad alta tensione. Nell’attesa, Unicredit ha posto le basi per consentire, a chi ritiene plausibile lo scenario di una ripresa del trend, di amplificare i guadagni godendo di una reattività senza pari sul segmento dei certificati Bonus. Caratterizzati da un rapporto rischio/rendimento tra i più elevati del mercato, ovvero dai premi di rendimento più elevati in relazione alla breve durata e alla distanza dalla barriera, i nuovo Stock Bonus sono adatti per chi crede che nei prossimi mesi dominerà il segno più o perlomeno che la volatilità non prenda il sopravvento. A fare da controaltare alla notevole reattività, infatti, c’è un premio implicito sulla componente lineare che deve far ponderare attentamente le scelte. Scattanti e reattivi come pochi altri certificati privi di leva, i nuovi Stock Bonus di Unicredit sono stati messi sotto la lente questa settimana, dedicata anche all’analisi di un Phoenix Memory scritto sulla banca di Piazza Gae Aulenti. Emesso sul finire dello scorso anno, il certificato è stato rispolverato in questi giorni a causa della pesante discesa del titolo bancario, tornato a rivedere da vicino l’area dei 10 euro. Tra le principali caratteristiche del Certificato della Settimana, spicca la barriera posta al di sotto dei minimi storici e un ricco premio annuale del 9,4%. Infine, nuovamente si torna a guardare allo spread, tornato verso quota 300 bp e ai certificati dotati di leva che consentono di puntare sul Titolo di Stato italiano e su quello tedesco.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.605

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