E’ uscito il Certificate Journal n.591

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Neanche il tempo di voltare pagina sul calendario che i mercati, dopo un mese di gennaio in netto rialzo, hanno imboccato nuovamente la strada in discesa, vendendo a piene mani in particolare i titoli del settore bancario. Di colpo, complice anche il dato macroeconomico diffuso dall’Istat, secondo cui per l’Italia è ufficialmente iniziata la recessione tecnica, si sono così rivisti i fantasmi dello scorso autunno e per alcuni titoli, nuovi minimi storici o di periodo. In attesa che in avvio della prossima ottava vengano diffusi i dati di bilancio trimestrali di Intesa Sanpaolo e Unicredit, i due colossi bancari hanno anticipato l’uscita con uno dei saldi settimanali peggiori da 4 mesi a questa parte, influenzando di conseguenza l’andamento dei molti certificati collegati al settore bancario sia nel segmento investment sia in quello leverage. In quest’ultimo sono quotati oltre 50 certificati legati al solo titolo Intesa Sanpaolo, tra leva fissa , leva dinamica ( Turbo e Mini) e Corridor, per un ventaglio di opportunità per cavalcare sia un rimbalzo sia una prosecuzione del ribasso. E’ invece legata a 7 titoli del comparto l’ultima novità targata Goldman Sachs, una serie di emissione di Fixed Cash Collect , certificati con cedola mensile incondizionata che prospettano rendimenti annuali a doppia cifra sulla durata di un solo anno. Da una struttura Phoenix all’altra, l’Approfondimento settimanale è dedicato a una nuova serie di Crescendo Rendimento Tempo di Exane, certificati che oltre a essere dotati di cedole con effetto memoria vantano una durata di un solo anno e barriere di protezione del capitale poste al 50% dei livelli iniziali dei tre sottostanti. Tra le 8 emissioni, novità per un certificato legato a un basket di 3 indici azionari, preferiti da molti investitori per la minore volatilità rispetto ai singoli titoli. Spazio infine a un’importante iniziativa di BNP Paribas, che ha esteso il servizio Smart Trade anche ai clienti di Binck Banck.
Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.591

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