E’ uscito il Certificate Journal n. 531

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Dopo tre trimestri e più di calma piatta, che ha fatto da sfondo alle brillanti performance dei listini azionari, nei giorni scorsi una paventata modifica stringente alle linee guida in materia di gestione degli NPL ha scosso il settore bancario ravvivando per quanto possibile, anche l’indice di volatilità. Sebbene le reazioni siano state contenute e sotto controllo, diversi titoli hanno preso la via del ribasso consentendo di riflesso ai relativi certificati di raffreddare i prezzi a cui erano saliti dopo mesi di costanti progressi e bassa volatilità.

Tra questi Intesa Sanpaolo, a cui dedichiamo un focus nella rubrica a leva, che scivolando al di sotto dei 2,90 euro ha condizionato alcuni Phoenix di recente emissione, tra cui il Certificato della Settimana del numero scorso che ha registrato un notevole successo sul secondario anche grazie al prezzo sotto la pari, e uno dei Fixed Cash Collect con cui Goldman Sachs ha sancito il suo ritorno a Piazza Affari, lato certificates. Già attiva sul fronte delle emissioni obbligazionarie, l’emittente statunitense ha scelto di ripercorrere la strada dei certificati su cui aveva puntato già negli anni scorsi, quotando sei nuovi Cash Collect su altrettanti titoli azionari italiani, con cedole mensili garantite e durata di un solo anno.

Per un’emittente che fa il suo gradito ritorno sul mercato domestico dei certificati ce n’è un’altra che nel corso del 2017 ha deciso di puntare con decisione sul segmento , quotando ad oggi oltre 40 certificati caratterizzati da diversi profili di rischio e rendimento. Emittente del Certificato della Settimana, la svizzera Leonteq ha pensato a chi già da qualche tempo ha assunto un approccio cauto nei confronti del mercato per il timore di una correzione. Il nuovo certificato, che per prezzo e caratteristiche si presta sia per un’operatività di breve periodo in mercati laterali o rialzisti sia per scopi di copertura in uno scenario di importante ribasso, si candida a occupare una casella all’interno dei portafogli, siano essi composti da certificati o da fondi o ancora da Etf. Peraltro l’acquisto ancora possibile in area 1000 euro, se non addirittura inferiore, consente di puntare a un rendimento certo a patto che a scadenza non si verifichi una perdita superiore al 40% da parte dei sottostanti e che gli stessi si muovano, non importa in quale direzione.

 

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.531

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