IL BARILE ROTOLA GIU’

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000001241130 - Oil, olio, fuoco, industria petrolifera, Fiamma, Inquinamento, impianto di perforazione, pozzo di petrolio

I corsi del greggio sono stati oggetto dell’ennesima ondata di vendite, che hanno portato le quotazioni sui minimi dallo scorso novembre intorno ad area 42 dollari. Gli analisti prevedono un calo di 2 milioni di barili con riferimento all’ultima settimana, coerentemente con le indicazioni diffuse dall’Api.

A rincarare la dose, l’American Petroleum Institute che ha affermato come le scorte di petrolio sono diminuite ma le forniture di benzina hanno continuato a crescere, mentre i raffinatori americani lavorano a ritmi record. A spronare i prezzi nella giornata di mercoledì sono stati poi i dati sulle scorte settimanali di greggio rilasciati dall’EIA, che hanno evidenziato invece un calo maggiore delle attese. In calo anche le scorte di benzina, mentre sono salite quelle dei distillati. Guardando il grafico dell’andamento del WTI, dai massimi di quest’anno segnati a febbraio in area 54,5 dollari, le quotazioni del petrolio hanno perso circa il 21%, senza trovare alcun supporto nei tagli alla produzione annunciati dall’Opec.

A preoccupare è anche l’eccesso di scorte mondiali a fronte di un aumento della produzione in Libia e Nigeria, escluse dall’accordo raggiunto a fine novembre scorso dall’Opec per ridurre l’output. Il prezzo del barile estremamente debole, ha trascinato al ribasso durante questi mesi anche i prezzi dei titoli azionari legati al settore petrolifero e all’industria del comparto oil.

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