DIVIDI E DIFENDI

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Esordio diretto sul Sedex per 5 nuovi Bonus Cap di Banca IMI con passaporto tedesco. Entriamo nei dettagli della quotazione.

CDS325_2Gli imperativi dell’arte della guerra, da Giulio Cesare a Sun Tzu, rispondono perfettamente alle esigenze di diversificazione e protezione che sempre più investitori “fai da te” richiedono agli strumenti quotati sul secondario per ottenere un profitto adeguato al rischio di perdita sostenuto. Un’esigenza sentita in modo particolare da chi focalizza, vuoi per comodità, vuoi per abitudine, i propri investimenti unicamente sul mercato domestico. La diversificazione geografica, invece, a prescindere da ciascun rischio paese, rappresenta un primo passo verso la  stabilizzazione del valore di portafoglio e quindi verso la difesa dei risparmi.  La denominazione in valuta differente dall’euro o la difficoltà a potere accedere ai listini stranieri rappresenta tuttavia un ostacolo da non sottovalutare per i piccoli investitori, soprattutto per quelli meno cassettisti e più orientati ad un approccio speculativo verso gli asset detenuti in portafoglio.

Proprio a tale esigenza sembra voler rispondere l’ultima tranche di Bonus Cap targati Banca IMI entrata direttamente in quotazione sul Sedex lo scorso 16 maggio. L’emissione conta infatti di 5 nuovi strumenti dalla durata di due anni scritti su differenti sottostanti aventi come trait d’union la negoziazione sulla Borsa di Francoforte. Deutsche Telekom, Siemens, E.ON, Daimler e BMW le azioni scelte mentre la soglia invalidante oscilla tra il 75% e l’80% per un rendimento massimo alla scadenza del 13 maggio 2015 compresa tra il 113,50% e il 116% del nominale. Il basket proposto dall’emittente italiana risponde quindi a tre particolari esigenze dell’investitore: in primis a quella di diversificazione geografica data la matrice teutonica dei sottostanti; in secondo luogo alla scelta di asset difensivi in virtù della solidità relativa del mercato di appartenenza rispetto a quello domestico senza tuttavia incorrere in alcun rischio cambio; infine, la scelta di strumenti come i Bonus Cap ideali in un contesto lateral rialzista, bene si allinea alle esigenze di quegli investitori che, dopo aver seguito il recente slancio del listino azionario vogliono ritardare il take profit con la prospettiva di aumentare i margini di rendimento senza aumentare l’esposizione al rischio.

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All’interno dell’offerta si segnala in particolare il Bonus Cap scritto su BMW, caratterizzato da codice Isin IT0004920960. Rilevato uno strike a 72,08 euro e posta la barriera a 55,5016 euro, equivalente al 77% del livello iniziale, alla scadenza del 13 maggio 2015 il certificato sarà rimborsato con 116 euro ogni 100 di nominale se al 7 maggio del medesimo anno il prezzo di chiusura del sottostante non sarà inferiore alla soglia knock out. In caso contrario, l’importo ricevuto replicherà la performance complessiva del titolo automobilistico rispetto al prezzo d’esercizio. Descritto brevemente il funzionamento del certificato passiamo alle condizioni correnti di negoziazione. In virtù di un prezzo spot di BMW pari a 73,9 euro, benchè il valore dell’azione sconti una perdita attesa da dividendo pari al 3,133%, il certificato è esposto a 102 euro, lasciando così spazio ad un upside complessivo del 13,72% se alla scadenza il titolo non tornerà sull’area di minimo toccata lo scorso settembre.

La rincorsa improntata dal titolo dopo il bottom autunnale ha lanciato il titolo automobilistico sui massimi assoluti. Benchè gli analisti continuino a rimanere fortemente positivi su un proseguimento del rialzo, il certificato potrà beneficiare solo parzialmente dell’eventuale progresso in virtù del cap posto ai rendimenti, offrendo tuttavia un ampio cuscinetto in caso di moderato ribasso grazie al buffer del 25% e all’osservazione unicamente a scadenza della barriera. Se quindi l’obiettivo non è quello del massimo rendimento possibile ma della diversificazione, grazie anche ad una correlazione del titolo con l’indice rappresentativo del mercato italiano pari a 0,68, il Bonus Cap di Banca IMI potrebbe rappresentare un valido strumento di mitigazione del rischio.

 

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