ALL’OMBRA DEL BONUS

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Se l’obiettivo non è solo il rendimento ma anche il raffreddamento della volatilità, il Bonus di Aletti sull’Eurostoxx 50 offre una buona soluzione

 

Il rallentamento inatteso della potenza cinese sta trascinando al ribasso le quotazioni delle materie prime, mentre i dati deboli di Wall Street, già antecedenti al rischio politico acceso dall’attentato alla maratona di Boston, mantengono basso il profilo delle principali piazze europee che in questo inizio di ottava si ritrovano a fare i conti con un indice Zew, relativo alla fiducia delle imprese tedesche, in discesa oltre le aspettative rispetto al mese di marzo. Il tutto mentre continuano le misure aggressive di politica monetaria da parte di Federal Reserve e soprattutto di Bank Of Japan, che fanno tornare sulle piazze finanziarie un sentiment da Risk Off, ovvero di riduzione dell’esposizione al rischio di mercato. In un simile contesto sono quindi sempre più gli investitori che danno la priorità ad una stabilizzazione del valore del proprio portafoglio piuttosto che alla ricerca del rendimento più alto, come mostrano le sempre maggiori segnalazioni all’interno delle comunità finanziarie come quella di Finanzaonline.com.

Ad una recente “discussione” aperta sul Forum del sito finanziario, ci colleghiamo questa settimana per mettere in luce uno degli strumenti più interessanti in termini di stemperamento del rischio azionario, il Bonus di Banca Aletti scritto sull’Eurostoxx 50, identificato da codice Isin IT0004534597. Prima di guardare all’analisi rischio rendimento, passiamo brevemente in rassegna il funzionamento del certificato.

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Rilevato uno strike a 2865,70 punti nel lontano ottobre 2009 e fissata la barriera al rispettivo  62%, pari a 1776,73 punti, alla scadenza fissata per il prossimo 7 ottobre, tre sono i possibili scenari di rimborso. Qualora non si sia mai verificato l’evento knock out lungo la durata residua, il certificato riconoscerà un importo minimo di 126 euro per valori dell’indice non superiori a 3610,78 punti mentre al di sopra del livello Bonus il rimborso replicherà l’effettivo apprezzamento dell’indice sottostante. In caso di evento barriera invece, la perdita della componente opzionale aggiuntiva determinerà alla scadenza un rimborso equivalente alla performance effettiva dell’indice dal livello strike. Passando al book di negoziazione, il certificato è esposto sul Sedex ad un prezzo lettera pari a 121,35 euro in data 16 aprile, a fronte di un valore spot dell’indice pari a 2601 punti. Pertanto con il pagamento minimo pari all’importo Bonus, il certificato di Banca Aletti lascia spazio ad un upside complessivo di circa il 3,8%, oltre il 7,6% su base annua. A fronte del rendimento a scadenza contenuto rispetto a quello offerto da altre strutture dotate di barrier option, questo certificato garantisce tuttavia tale profitto fino ad un ribasso del sottostante pari a 31,7 punti percentuali. Vista la breve durata residua, buono il margine anche al netto dei 78,8 punti dividendo, pari al 29,55%. La difensività della struttura, facendo leva sulla profondità della barriera, offre i maggiori benefici non tanto a scadenza quanto lungo la durata residua. Se al rialzo il livello Bonus posto oltre i 3600 punti e il modesto upside frenano l’apprezzamento del certificato, in caso di trend lateral ribassista, soprattutto all’avvicinarsi della scadenza, il pricing tenderà a seguire in misura meno che proporzionale l’andamento del sottostante. Secondo le simulazioni effettuate, a circa un mese di durata residua, in caso di mancato evento barriera, il certificato registrerà un apprezzamento rispetto ai valori correnti fino ad un ribasso del sottostante pari al 15% mentre nel breve periodo la reattività a flessioni del sottostante risulterà ancora lineare.

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