CERTIFICATI AD ALTA TENSIONE

Il settore energetico torna sotto i riflettori dopo il crollo di Saipem. Quali spunti operativi dal mondo dei certificati?

 

La giornata di passione per il settore energetico di Piazza Affari è iniziata all’indomani del lancio del profit warning per Saipem, seguito dall’accusa di insider trading per BoFa, mandataria del collocamento per conto di un cliente istituzionale di circa il 2%. L’effetto a cascata è stato immediato sul colosso nazionale Eni, socio di maggioranza di Saipem con una partecipazione del 43%.  Poi è stato il turno della Francia, con la EDF, uno tra i maggiori produttori di energia nucleare del Vecchio Continente che ha accusato il colpo della scelta del Ministro francese dell’ecologia, Delphine Batho, di  aprire un dibattito pubblico sulla riduzione della dipendenza dal nucleare nella produzione di energia elettrica. Infine è giunta la notizia di un accordo per la vendita di parte della filiale di gasdotti TIGF di cui Total è proprietaria, ad un consorzio costituito dalla connazionale EDF, dal fondo sovrano Singapore Invstement Corp e dall’italiana Snam Rete Gas, il principale fornitore domestico di gas. Il controvalore dell’operazione, stimato a 3,26 miliardi di euro, servirebbe nelle intenzioni espresse da Total per finanziare nuove operazioni di esplorazione seguendo il modus operandi di BP, principale competitor del colosso francese. Cresce pertanto l’interesse degli investitori sul settore energetico, capace di assicurare più di molti altri settori una redditività da dividendo molto elevata.  Guardiamo quindi ai certificati scritti sui colossi del settore energetico europeo per scoprire quali opportunità si siano create dopo gli ultimi scossoni.

 

ENI E SAIPEM

Due sono le proposte disponibili sul titolo del Cane a sei zampe che hanno una durata residua inferiore ad un anno.  Il certificato con scadenza più vicina è il Bonus Cap di BNP Paribas, identificato da codice Isin NL0010069381, che rilevato uno strike a 17,02 euro ed una barriera al rispettivo 80%, ovvero a 13,616 euro, alla data finale fissata per il prossimo 20 settembre rimborserà 110 euro ogni 100 di nominale qualora non si sia mai verificato l’evento knock out, ovvero qualora il prezzo di Eni non abbia mai toccato la soglia invalidante. In tal caso la perdita della componente opzionale determinerebbe un rimborso pari alla performance effettiva del sottostante rispetto al valore iniziale. Esposto al Sedex ad un prezzo lettera di 106,20 euro a fronte di un titolo Eni scambiato a 18,04 euro, il Bonus Cap lascia quindi spazio ad un upside annualizzato del 5,67% per un margine dalla soglia invalidante di circa il 25%.  E’ tuttavia da considerare lungo gli otto mesi di durata residua una perdita sul titolo dovuta allo stacco dei dividendi stimata dal mercato delle opzioni a 0,532 euro. Alle condizioni correnti, in caso di rottura della barriera sarà necessario alla scadenza un recupero del corrente livello spot di Eni per chiudere in parità l’operazione.  Scade invece il 29 gennaio 2014 il Bonus di Banca Aletti (codice Isin IT0004562119)  con strike a 16,93 euro. Fissata la barriera a 11 euro, se il prezzo di riferimento del sottostante non toccherà mai questo livello, alla scadenza il certificato riconoscerà un importo minimo di 138 euro, con possibilità di seguire linearmente l’extraperformance di Eni qualora registri un prezzo di chiusura superiore a 23,36 euro. In caso di rottura invece sarà in ogni caso previsto un rimborso pari alla variazione effettiva del titolo petrolifero.  Passando alle condizioni di mercato, esposto ad un prezzo lettera di 128,9 euro a fronte di un margine dalla soglia invalidante di poco inferiore al 40%,  lascia intravedere la possibilità di ottenere un profitto minimo su base annua del 7,10%. Se tuttavia verrà violata la barriera, sarà necessario un prezzo di chiusura di Eni non inferiore a 21,82 euro per chiudere l’operazione in parità. Nel caso del certificato di Banca Aletti la perdita attesa dovuta ai dividendi è stimata a  1,06 euro.  Allungando l’orizzonte temporale oltre l’anno, da tenere a monitor è il Power Certificates  di Unicredit (codice Isin DE000HV8AJ56).  Il certificato di tipo Outperformance alla scadenza fissata per il 4 luglio 2014 rimborserà un importo pari a 100 euro di nominale per valori del sottostante compresi tra 17,57 euro e il rispettivo 70%, ovvero 12,299 euro. Per valori superiori replicherà invece la performance del sottostante con un fattore di partecipazione  del 130%. In caso invece di un prezzo di chiusura inferiore alla barriera down, il rimborso replicherà in maniera lineare l’effettivo ribasso del titolo. Tenuto conto di una perdita attesa dei dividendi di 1,432 euro ed un margine dalla barriera del 32%, il certificato quota sulla parità.

Si segnala inoltre un certificato su Saipem che potrebbe riservare interessanti sorprese in caso di recupero del titolo dopo il crollo della scorsa ottava. Con scadenza fissata al 9 luglio 2014, l’Athena Up di BNP Paribas ( codice Isin NL0009821552) rimborserà 100 euro di nominale qualora il titolo sottostante rileverà ad un prezzo non inferiore al livello barriera, fissato a 21,45 euro, al di sotto del quale replicherà il ribasso effettivo di Saipem rispetto ai 35,75 euro iniziali, con un rimborso massimo pari a circa 60 euro.  Un valore finale del sottostante superiore a quello strike determinerà invece un rimborso minimo pari a 119,35 euro con possibilità di replica lineare dell’extraperformance. Il certificato gode inoltre di una rilevazione intermedia il prossimo 8 luglio, data in cui verrà corrisposto un rimborso di 112,90 euro in caso di evento trigger, ovvero se il prezzo di chiusura alla data autocallable sarà almeno pari a quello iniziale.  Acquistabile sulla lettera a 63,9 euro, sarà necessario un recupero del 5,8% dai 20,28 euro correnti per ottenere un rendimento minimo su base annua di 39,19 punti percentuali. Da considerare tuttavia che l’apprezzamento del titolo dovrà tenere conto di una perdita attesa da dividendo stimata a 0,811 euro lungo la durata residua. In caso di mancato evento knock in è necessario considerare un premio sulla componente lineare di circa l’11,2% che determinerà una perdita superiore rispetto all’effettivo ribasso del titolo.

ENEL

A dispetto del calo della domanda nei principali mercati di distribuzione quali Italia e Spagna e l’incremento della tasse sul profitto introdotto dal pacchetto di misure di austerity varato dal governo lo scorso agosto, la maggiore utility italiana ha centrato le aspettative su utili e indebitamento, come annunciato lo scorso lunedì dall’ad Fulvio Conti, con una perdita del 5% rispetto all’anno precedente.  I lavori in corso a livello europeo sulle energie rinnovabili e sulla loro implementazione nella produzione di energia elettrica continuano a mettere sotto pressione il titolo, dotato di per sé di una volatilità piuttosto elevata rispetto ai peers di settore. Guardiamo quindi alle proposte dall’orizzonte temporale, naturale o potenziale, inferiore a un anno, tutte emesse da BNP Paribas. Tra queste troviamo, in ordine cronologico, l’Athena Relax identificato da codice Isin NL0010065702. Con data finale fissata al 16 marzo 2015, il certificato è dotato di rilevazioni intermedie per il rimborso anticipato, di cui la prima prevista per il prossimo 18 marzo. A tale appuntamento sarà sufficiente un valore del sottostante non inferiore a 2,86 euro per ottenere il rimborso dei 100 euro di nominale maggiorati di un coupon del 5,25% ( in caso di mancato rimborso il coupon verrà pagato ugualmente). In caso contrario si dovrà aspettare il marzo successivo per ottenere l’estinzione anticipata del nominale maggiorato di un premio del 10%. Qualora venga mancato anche tale appuntamento si guarderà alla scadenza dove l’evento trigger comporterà un premio sul nominale pari al 20% mentre il prezzo di emissione sarà comunque protetto fino a valori di Enel non inferiori a 1,859 euro, ovvero al 50% dello strike. In virtù di un prezzo lettera pari a 102,9 euro, è possibile puntare ad un investimento mordi e fuggi dal profitto su base annua pari al 20,05% contando sullo stacco incondizionato di 5,25 euro e sulla possibilità di rimandare ad un anno l’appuntamento con l’estinzione anticipata. A fronte di un valore spot di Enel pari a 3,016 euro, il margine di movimento concesso lungo le prossime settimane è pari a circa il 5%. Stesso nome commerciale ma scadenza fissata il 29 ottobre 2013 per l’Athena Relax identificato da codice Isin NL0009590488. Rilevato lo strike a 4,1025 euro e barriera al rispettivo 55%, ovvero a 2,256375, alla data finale garantirà il rimborso dei 100 euro di nominale per valori del sottostante non inferiori alla barriera mentre per valori superiori allo strike riconoscerà un premio di 10 euro per certificato. In virtù di un prezzo lettera di 92,05 euro, la mancata erosione dei 25 punti percentuali di margine che dividono il valore spot dalla soglia invalidante, comporterà un rimborso di almeno 100 euro di nominale per un rendimento su base annua dell’11,69%. Da tenere tuttavia in considerazione lo stacco di un dividendo pari a 0,133 euro lungo la durata residua.  Si segnala infine il Bonus Cap, ( codice isin NL0010069373) dotato di uno strike a 2,83 euro ed una barriera a 1,981, equivalente al 70%. Alla scadenza del prossimo 20 settembre, in caso di mancato evento barriera, ad un margine corrente del 36% circa, il certificato rimborserà 108,5 euro ogni 100 di nominale, riconoscendo così, a fronte dei 103,5 euro a cui è esposto in lettera, un rendimento su base annua del 7,58%.

TOTAL

Dall’accordo con le controparti potrebbe nascere una tra le operazioni più importanti in termini di controvalore per la terza maggiore società petrolifera europea. Vediamo quindi quello che appare il prodotto più interessante, ovvero l’Athena Up di BNP Paribas caratterizzato da codice Isin NL0009766781, con il prossimo appuntamento per la rilevazione anticipata datato 13 maggio.  Se alla data autocallable, il prezzo di chiusura di Total, ora a quota 39,51 euro non sarà inferiore allo strike, rilevato a 40,695 euro, il certificato si estinguerà anticipatamente rimborsando 121 euro. Rispetto ad un prezzo lettera di 108,65 euro, il recupero del 3% sul prezzo, nonché della perdita attesa dei dividendi, pari a 0,59 centesimi, comporterà un’estinzione anticipata del certificato con un upside su base annua del 42,19%.