LA FORZA RELATIVA DELLA TURCHIA

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Riconquista dell’Investment Grade e PIL più alto dei Paesi del Mediterraneo. Focus sulla Step Up di UBS in lire turche

La lunga fase di riforme affiancata da un’attenta politica monetaria, ha permesso al processo di avvicinamento della Turchia all’Unione Europea di subire una notevole accelerazione. A dare atto della solidità dell’economia di Ankara, che da diversi anni presenta tassi di crescita a livello di PIL decisamente tra i più sostenuti della Zona Euro e delle economie dell’Est Europa, ci ha pensato l’agenzia di rating Fitch che ha assegnato lo scorso 5 novembre lo status di Investment Grade alla Turchia dopo ben 18 anni.

L’agenzia di rating ha di recente portato il merito di credito di Ankara da BB+ a BBB- con outlook stabile. Nel giugno di quest’anno anche Moody’s aveva elevato il giudizio della Turchia ad un solo passo dall’area di investimento da Ba2 a Ba1, mentre per S&P la valutazione è due gradi sotto l’investment grade, a BB. Giudizio che potrebbe però migliorare in presenza di un più concreto impegno del governo a rafforzare i conti pubblici contro possibili choc esterni. Tra tutti, il rischio oggi più alto è sicuramente legato al conflitto siriano.

Come detto in precedenza, resta sostenuto il tasso di crescita dell’economia interna, che di fatto rende quella turca una delle economie dal PIL più alto tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Sebbene lontano dai tassi di crescita dello scorso anno (8%), il PIL anno su anno presenta oggi un tasso del 2,9%, contro una contrazione dell’area Euro pari a 60 punti base, il -2,4% dell’Italia e il -1,60% della Spagna.

Dato tale background, tornano d’attualità le proposte obbligazionarie denominate in lira turca che, al pari di un identico tasso fisso in euro, presentano rendimenti molto più consistenti legati in larga misura proprio al rischio di tasso di cambio insito in tali strutture. Nonostante la fisiologica debolezza della divisa unica registrata nell’ultimo semestre, complice l’annoso problema che attanaglia i Periferici, il tasso di cambio contro la Lira turca ha invece registrato un netto rimbalzo che ha portato le quotazioni dai minimi a 2,2 toccati lo scorso agosto, fino ad un top oltre area 2,35, per poi assestarsi intorno ai correnti 2,3.

In tale ottica, è da seguirela UBS Classica StepUp 2014 ( Isin DE000UB8DSQ7). Il bond dell’emittente elvetica denominato in Lire turche, grazie alla breve scadenza e ad un flusso cedolare crescente nel tempo, consente di azzerare il rischio tassi (vista anche la bassa duration), ponendosi come interessante strumento per sfruttare il potenziale apprezzamento della divisa turca contro l’euro, o addirittura sfruttarne la sua lateralità, con un cuscinetto di sicurezza discretamente ampio, dato dalle corpose cedole promesse.

Più nel dettaglio, l’obbligazione distribuirà annualmente agli investitori una cedola crescente pari al 7,5% per il primo anno, l’8,5% il secondo e infine al 9,5% alla naturale scadenza prevista per il 25 luglio 2014. E’ bene ricordare, tuttavia, come proprio l’esposizione valutaria renda l’emissione particolarmente sensibile al rischio di oscillazione del cambio sottostante (Eur/Try) e per tale motivo il suo profilo di rischio implicito sia da ritenersi discretamente alto.

Con l’obiettivo di fornire una esemplificazione della relazione cambio-rendimento, si è provveduto ad effettuare una simulazione volta ad evidenziare la variazione dello yield to maturity in corrispondenza di diverse evoluzioni della Lira turca contro l’euro, ipotizzando un acquisto a 103,1 Lire turche e tenuto conto del cambio corrente di 2,3. I risultati ottenuti evidenziano come progressivi scostamenti del tasso di cambio sottostante, impattino in maniera marcata sul rendimento teorico a scadenza. Nello specifico, ipotizzando un rialzo del cambio Eur/Try nell’ordine del 10% fino alla scadenza, il rendimento teorico scenderebbe all’1,35% lordo. Diversamente, qualora si registri un apprezzamento della divisa di Ankara contro la moneta unica di pari entità, il rendimento a scadenza salirebbe al 13,87%. In caso di sostanziale parità dei corsi della divisa sottostante, lo scenario di rendimento in valuta sarebbe ad oggi pari al 7,11% lordo.

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