NOVITA’ SUI MINI FUTURE, ARRIVA L’ HI TECH

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RBS lancia la sfida sul Web. In quotazione sul Sedex  un pieno di nuove proposte tra MINI Long e MINI Short su azioni americane legate al settore Internet.

E’ ufficialmente cominciato il countdown per l’inizio delle contrattazioni sul Nasdaq di Facebook, di cui è prevista l’IPO il prossimo 18 maggio. Da lunedì 7 maggio si è infatti dato avvio al roadshow della durata di una settimana per la presentazione del colosso dei social network. Al fine di raggiungere tutti i potenziali investitori la società ha inoltre reso disponibile sul portale del sito un video di presentazione del proprio business dove lo stesso Mark Zuckerberg, giovane CEO della compagnia, prende parola. Quella che a buon merito, viene considerata la maggiore IPO Web della storia, consacrata da JP Morgan con una bandiera portante il logo della società nel quartier generale della banca d’investimento, rappresenta di fatto l’ultima potenziale bomba a orologeria del settore Hi-Tech. Nel lungo periodo infatti i più importanti listing sul Nasdaq, da Microsoft a Apple, passando per Google si sono rivelate scommesse a saldo decisamente positivo. Quest’ultima per esempio, con un ingresso sul listino tecnologico il 19 agosto 2004, all’indomani dello scoppio della bolla dot.com, dal primo prezzo di chiusura a 108,31 dollari, è correntemente scambiata a 607,55 dollari. Se il 2011 si è contraddistinto per un sostanziale standby in termini di quotazioni sulle principali piazze mondiali, il Nasdaq ha registrato una certa attività, grazie soprattutto a titoli legati al Web, con 209 IPO. Aziende di cui ancora non è chiaro quali siano i confini dei relativi business, come mostra l’andamento talvolta nervoso delle rispettive quotazioni in borsa, ma che nel complesso attirano un sempre maggior interesse soprattutto in virtù di un rendimento sui titoli yankee prossimo allo zero ( 1,845% all’8 maggio sul decennale) e di un’economia reale dalla difficile ripresa. Il Nasdaq 100 si trova così a quota 2639,28 punti, sui livelli di fine anni 2000. L’inizio di una nuova bolla? Per ora il multiplo P/E sembra confutare tale ipotesi. I 16,17 di multiplo che contraddistinguono l’indice, sono infatti la metà di quanto scambiava l’indice nel 2006, con una quotazione tra i 1450 e i 1820 punti.

RBS, per dar modo anche agli investitori italiani di seguire il trend dei titoli del settore, lancia la sfida sul Web con il listing su Borsa Italiana di nuovi MINI Leverage, studiati per permettere di seguire in leva sia al rialzo che al ribasso i 6 titoli legati Hi-Tech “on topic” quali Apple, Google, Groupon, Linkedin, Yahoo! e Zynga.

ANGOLO DELLA DIDATTICA

I certificati MINI Future vengono così chiamati in quanto comportano l’acquisto di solo una parte del relativo sottostante mentre prevedono l’applicazione d’interessi su base giornaliera per l’ammontare restante.  Tanto minore è l’investimento rispetto al valore del sottostante, tanto maggiore sarà la leva associata. Quest’ultima tuttavia tende a cambiare nel tempo e il rispettivo valore sarà calcolato come:

Leva = [(sottostante : tasso di cambio) X parità] : prezzo

A differenza dei certificati d’investimento, composti da opzioni, non risentono della volatilità mentre rispetto ai future non implicano il pagamento di alcun margine ulteriore al costo d’ingresso in quanto prevedono la presenza di uno Stop loss raggiunto il quale il MINI Future si estingue automaticamente al relativo prezzo di rimborso. A seconda della struttura, Long o Short, i certificati presentano differenti caratteristiche.

MINI LONG su Azioni: un’applicazione su Linkedin

Per capire operativamente l’utilizzo dei certificati MINI Long, consideriamo il certificato su Linkedin. Il social network dedicato ai professionisti, ora a quota 113 dollari, a meno di un anno dalla quotazione in borsa, figura tra le IPO più profittevoli del settore con un +150,4% dal prezzo d’offerta. Dei due MINI Future Long scritti su Linkedin disponibili su Borsa Italiana, consideriamo quello con codice Isin GB00B7PN5Q39, caratterizzato da un multiplo pari a 0,1, da un current strike ( al 9 maggio) pari a 60,03 e da un livello di Stop Loss pari a 69. Il certificato, in virtù di un valore intrinseco di 4,083 euro e di un tasso di cambio euro dollaro a 1,297 euro, gode di una leva pari a 2,13 ed è esposto ad un prezzo lettera di 4,28 euro. Prima di guardare ad un possibile scenario a  tre mesi, va sottolineato come il finanziamento dell’operazione richieda un costo dovuto agli interessi ( costo di provvista), caricato giornalmente sullo strike giornaliero. Se infatti Linkedin chiudesse il prossimo trimestre a 113 dollari, la perdita sul valore intrinseco del certificato sarebbe pari allo 0,61%. A tale perdita legata al funding cost si dovrebbe aggiungere anche lo spread denaro lettera applicato dal market maker. Basterebbe tuttavia una crescita del 5% per ottenere a scadenza un valore intrinseco di 4,493 euro, con un rendimento del 10,06% rispetto al fair value corrente, sotto l’ipotesi di un tasso di cambio pari a quello corrente. Tale valore viene infatti calcolato come differenza tra lo spot del sottostante, pari a 118,65 dollari decurtato dallo strike aggiustato per il costo di funding (current strike), sempre pari a 60,353 dollari, il tutto moltiplicato per il multiplo e convertito in euro al tasso di cambio corrente. In questo caso, poiché la porzione di sottostante controllata dal certificato sarà proporzionalmente superiore rispetto a quella iniziale, l’effetto leva diminuirà a 2,03.

MINI SHORT: un’applicazione su Zynga

Di gran lunga più debole la performance di  Zynga, altra new entry sul listino Hi-Tech americano, che solo nell’ultima giornata ha perso il 4,92%, chiudendo a 7,93 dollari, sui minimi da inizio quotazione. Qualora dovesse proseguire il ribasso iniziato lo scorso marzo, il MINI Short scritto sulla piattaforma di giochi online, identificato da codice isin GB00B7PMPB55, riconoscerebbe la possibilità di cavalcare l’onda ribassista con una leva, al 9 maggio, dell’1,31% ed una parità di 1.  Un’importante differenza rispetto al certificato MINI Long, non è solo la direzione dell’investimento ma anche la struttura alla base del certificato. Se infatti nel caso di posizioni lunghe sul sottostante, l’ingresso in leva determina il pagamento degli interessi sulla posizione finanziata con addebito giornaliero sul current strike, nel caso di posizione corta, la vendita in leva del sottostante determina l’accredito giornaliero degli interessi relativi alla parte che si andrà a finanziare. Anche in questo caso tuttavia, tale flusso rappresenta un costo che andrà ad essere decurtato dalla performance complessiva del certificato, come possibile osservare dall’analisi di scenario a tre mesi sul MINI Short. Tenuto conto di un prezzo lettera di 4,81 euro  e un valore intrinseco pari a 4,671 euro, un ulteriore ribasso del 10% del titolo, a quota 7,137 dollari,  comporterebbe un rendimento rispetto al prezzo teorico iniziale del 12,02%, in caso di tassi di cambio invariati. Su tali livelli tuttavia la leva sfiorerebbe la parità, con un valore pari a 1,052. Qualora Zynga segnasse invece un recupero di tale entità, ad un prezzo teorico del certificato pari a 4,01, corrisponderebbe un –14,15% rispetto a quello iniziale per un nuovo valore leva di 1,67. In entrambi gli scenari il current strike, sarà pari a 13,924  rispetto ai 13,99 correnti, mentre il nuovo livello di Stop loss, aggiornato per tutti i certificati MINI ogni mese, sarà di 11,14 rispetto agli 11,20 correnti.

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