C’E’ UN MODO PER RECUPERARE LE PERDITE?

  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF

I portafogli in sofferenza dal biennio rosso, mandati ko dall’ultima flessione dei mercati.

Quali opportunità di switch?

In risposta ad una mail giunta in redazione su come arginare le perdite di un portafoglio dal valore dimezzato, ritorniamo a parlare di strategie di recupero e di switch, ovvero di operazioni volte a liquidare una posizione in sofferenza al fine di acquistare strumenti in grado di accelerarne o amplificarne i rendimenti. Nel caso specifico, la lettrice è in possesso di un portafoglio composto da quattro Express Bonus scritti sull’Eurostoxx 50 e FTSE Mib e da un Cash Collect sull’indice del Vecchio Continente, acquistati presumibilmente in fase di collocamento, datato per tutti 2007, ed ora in perdita mediamente del 50%. Il primo tra questi, l’Express Bonus di Sal.Oppenheim codice isin DE000SAL5BA0, è giunto alla naturale scadenza lo scorso 30 aprile. A fronte di un prezzo di chiusura di riferimento del sottostante pari a 2306,43 punti, dato uno strike rilevato a 4367,83 punti, il certificato sarà rimborsato a 52,8 euro rispetto ai 100 euro di nominale. Ipotizzando un investimento iniziale complessivamente pari a 10000 euro, equivalente all’acquisto di 20 certificati per ciascuna delle cinque emissioni al prezzo di 100 euro l’uno, il controvalore attuale del portafoglio risulta essere di 4865,39 euro. Se rispetto ai 10000 euro iniziali, la perdita è quindi del 51,35%, per ritornare al punto di partenza sarà necessario un recupero pari al 105,5%.  Sul fronte certificati, allo stato attuale, non esiste alcuna proposta tale da offrire un simile scenario a scadenza, o almeno senza che al sottostante venga richiesto di fare una corsa equivalente. Tuttavia, rimanendo sui certificati con barriera, tipologia caratterizzante il portafoglio in essere, secondo differenti gradi di rischio,  è possibile compensare parte del capitale perso, partendo però dal presupposto che sarà necessario dedicare alla nuova asset allocation un orizzonte temporale minimo dai tre a cinque anni. Passiamo quindi all’analisi di alcune proposte operative di switch in certificati nell’ipotesi di liquidazione oggi dell’intera posizione.

  

RISCHIO BASSO – EXPRESS PREMIUM SU EUROSTOXX 50

 A circa un mese e mezzo dal suo listing sul Sedex di Borsa Italiana, l’Express Premium di Banca IMI scritto sull’Eurostoxx 50, codice isin XS0724016028, per la presenza di opzioni autocallable e per una struttura volta a riconoscere un flusso cedolare intermedio, è il certificato che più si avvicina al portafoglio posseduto dalla lettrice. Tuttavia, forte di una barriera posta al 50% dello strike, ovvero a 1208,33 punti, e di una protezione dell’intero nominale in caso di tenuta a scadenza di tale livello, presenta un profilo di rischio più moderato. Alla scadenza del 29 gennaio 2016 infatti, il certificato  riconoscerà il rimborso del nominale maggiorato di una cedola del 3% se il prezzo di chiusura del sottostante sarà pari o superiore alla soglia barriera. Qualora invece sia anche superiore allo strike, ovvero a 2416,66 punti, rimborserà il nominale più un premio del 60%.  Lungo la durata, l’Express Premium prevede inoltre lo stacco di una cedola garantita del 6%, al 31 gennaio 2013, e a partire dall’anno successivo una serie di date intermedie con cadenza semestrale volte a far estinguere anticipatamente l’investimento con un coupon a memoria del 12% in caso di rilevazione dell’indice almeno pari allo strike. Alle stesse date, una rilevazione inferiore ma almeno pari alla barriera darà luogo al pagamento di una cedola del 3%.  Operativamente, ad un prezzo lettera di 972,65 euro rispetto ad un valore dell’Eurostoxx 50 pari a 2321,02 punti, liquidando la posizione in essere ( che ricordiamo ha come controvalore circa 4865 euro) è possibile acquistare 5 certificati. Nell’ipotesi di raggiungimento della scadenza, un valore finale dell’indice inferiore a 2416,66 punti ma non alla barriera di 1208,33 punti, determinerà il rimborso del nominale maggiorato di una cedola del 3%, per un importo di 5150 euro. Se plausibilmente si saranno ricevuti tutti gli altri premi intermedi, il flusso di cassa ricevuto complessivamente sarà pari a 6050 euro, arginando cosi le perdite sul controvalore iniziale al -39,5%. Se invece a scadenza l’indice sarà superiore ai 2416,66 punti, il rimborso di 1600 euro per certificato a cui va sommato il flusso cedolare, porterà le perdite rispetto ai 10000 euro iniziali all’11%.

RISCHIO MODERATO – BONUS CAP RECOVERY SU FTSE MIB O SU EUROSTOXX 50

 Seppur con profili volatilità/barriera complementari, i due Bonus Cap Recovery di Macquarie scritti sul FTSE Mib e sull’Eurostoxx 50 si equivalgono in termini di upside potenziale. Il certificato sull’indice di Piazza Affari, codice Isin DE000MQ4HVB6, dal sottostante più volatile rispetto al benchmark dell’area euro, riconosce alla scadenza del 27 novembre 2015 un rimborso di 100 euro se il sottostante non avrà mai violato la barriera posta a 8500 punti, una delle più profonde soglie invalidanti nel panorama dei certificati disponibili sul mercato italiano. Con un FTSE Mib a quota 14201 punti, è possibile acquistare sulla lettera circa 71 certificati a 68,42 euro. In assenza di evento knock out il rimborso finale di 7100 euro, porterà la perdita complessiva, rispetto ai 10000 euro, al 29%. L’ingresso sul Bonus Cap scritto sull’Eurostoxx 50, codice Isin DE000MQ49KR6, esposto in lettera a 69,77 euro, rispetto ai 100 euro di rimborso massimo riconosce alla scadenza del 31 agosto 2015, un rendimento complessivo del 43,33%, di poco inferiore a quello offerto dal certificato sull’indice italiano, in caso di mancata violazione della barriera posta a 1500 punti. Se tuttavia per il certificato sul FTSE Mib la barriera è posta al 51% dello strike, pari a 16700 punti, per quello sull’indice del Vecchio Continente è pari al 68,8%. A favore di quest’ultimo giocano tuttavia una durata inferiore di tre mesi e una volatilità del sottostante più moderata.

 RISCHIO MEDIO – BONUS CAP RECOVERY SU FTSE MIB

 Mantenendo stesso orizzonte temporale e valore strike del Bonus Cap Recovery sul FTSE Mib in scadenza il 27 novembre 2015, Macquarie offre un’ulteriore interessante proposta di switch. Scambiato con codice isin DE000MQ4HVC4, il certificato si caratterizza per un rischio barriera più elevato ma, per contro, per un maggior upside potenziale, a tutto vantaggio della compensazione delle perdite a scadenza. Con barriera posta a 10000 punti, in caso di rimborso a scadenza dei 100 euro di livello Bonus, il certificato riconoscerà sul prezzo lettera di 62,24 euro, un rendimento complessivo del 60,67%.  Con i 4865,39 euro derivanti dalla liquidazione del portafoglio, si possono acquistare circa 78 certificati. Il rimborso di 7800 euro porterebbe la perdita complessiva al -22%.  E’ tuttavia necessario sottolineare come in caso di evento barriera, i certificati di tipo Bonus perdono la loro componente opzionale allineando le rispettive quotazioni a quelle di un certificato benchmark, replicando linearmente le variazioni del sottostante rispetto al prezzo strike, decurtate dai dividendi che si stima verranno staccati lungo la durata residua del certificato. Maggiore è la durata residua più elevato sarà il rispettivo importo da decurtare, così come più ricco è il Bonus e maggiore sarà il premio pagato per la gamba opzionale rispetto alla componente lineare. Nel caso del certificato oggetto d’analisi, l’evento knock out occorso, ad esempio, prima del prossimo autunno, comporterebbe un valore del certificato pari a 34,17 euro in corrispondenza di un valore del sottostante pari a 10000 punti.

RISCHIO ALTO – BONUS CAP SU EUROSTOXX BANKS

 Si presta ad un’operatività aggressiva volta al recupero più rapido delle perdite, a cui naturalmente si contrappone un rischio maggiore di incrementarle,  il Fast Bonus di ING Bank scritto su Unicredit.  Rilevato uno strike a 5,2855 euro, la barriera è stata fissata a 2,6424 euro. Se alla rilevazione datata 23 settembre 2015, Unicredit sarà al di sopra della barriera, il certificato rimborserà 1480 euro, riconoscendo, rispetto ai 693,20 euro a cui è esposto in lettera, un rendimento del 113,50%. L’acquisto di 7 Fast Bonus, in caso di mancata violazione a scadenza della barriera, determinerebbe un rimborso complessivo pari a 10360 euro, permettendo così non solo di ritornare dell’intero ammontare investito inizialmente ma di ottenere anche un ulteriore premio del 3,6%. Il certificato gode inoltre di quattro opzioni autocallable con cadenza annuale a partire dal prossimo settembre. Sarà necessario tuttavia un ritorno di Unicredit sul valore strike per ottenere il rimborso anticipato maggiorato di un coupon a memoria del 12%. Rispetto ai 2,81 euro a cui è scambiata la stock bancaria, la rottura virtuale della soglia invalidante è un evento molto probabile. Tuttavia l’osservazione della barriera unicamente a scadenza, permette al certificato di sopravvivere all’attuale momento di crisi del settore finanziario. Attenzione però ai rischi: In caso di rottura della soglia knock out a scadenza, il rimborso massimo ottenibile dai 7 certificati sarebbe pari a 3500 euro e di conseguenza la perdita minima ammonterebbe a circa 1360 euro rispetto all’attuale controvalore del portafoglio.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

Lascia una risposta