QUANDO IL VARIABILE E’ SUPER

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Lo scenario “tassi zero” che si è andato a delineare ha messo al tappeto le proposte a tasso variabile. Focus sulla Scudo SuperVariabile targata Barclays Plc

Le mani legate per interventi non convenzionali, in un contesto dove permangono oltre il livello di guardia le tensioni sul fronte dei debiti sovrani dell’area Euro, hanno spinto la BCE ad agire sull’unico strumento a sua disposizione per cercare di stimolare l’economia e dar fiato ad un sistema bancario messo sempre più in ginocchio. Ecco come, con l’avvento del Presidente Draghi, si è registrato in pochi mesi un doppio taglio ai tassi di riferimento, portati all’1% (-50 bp complessivi) sui livelli minimi dall’introduzione dell’euro.Le scelte di politica monetaria hanno inevitabilmente avuto i loro pesanti effetti sulle proposte a tasso variabile, che per propria natura consentono di beneficiare di un futuro aumento del livello dei tassi. Sebbene il trend di decrescita del tasso interbancario dell’area Euro (Euribor), il principale indice di mercato per tali proposte, durasse già da diversi trimestri, la nuova stagione di politica monetaria espansiva ha definitivamente annullato le speranze di un suo rialzo almeno per il prossimo biennio.Gli effetti di tale nuovo panorama, si sono osservati sui prezzi dei bond a tasso variabile, calati di parecchi punti percentuali dai livelli di emissione al fine di equiparare i rendimenti di mercato in virtù della relativa maturity. Tuttavia, oggi, proprio per effetto dei prezzi raggiunti da tali obbligazioni, è possibile garantirsi un reale spread aggiuntivo (discount margin ) molto più vantaggioso rispetto a quello dell’emissione (quoted margin), avendo in ogni caso accesso ai rendimenti di mercato, migliorabili qualora l’effettivo andamento dell’Euribor dovesse superare le attuali aspettative di crescita.

Nonostante la lunga scadenza, i prezzi raggiunti dalla Scudo SuperVariabile targata Barclays Plc ( Isin IT0006716556), rendono particolarmente interessante la proposta dell’emittente inglese. Entrando nel dettaglio, l’obbligazione a tasso variabile aggancia le proprie sorti all’Euribor trimestrale garantendo una frequenza cedolare annua. Più in particolare, l’obbligazione riconoscerà all’investitore per le prossime date di pagamento un flusso cedolare pari al valore del tasso variabile moltiplicato rispettivamente per 3, con riferimento alla data di pagamento del 22 ottobre 2012, e per 2 per quella corrispondente al 22 ottobre 2013. Successivamente, a partire dal 22 ottobre 2014 e fino alla naturale scadenza fissata per il 22 ottobre 2025, il bond erogherà cedole non più basate sul meccanismo a “leva” ma semplicemente pari al valore dell’Euribor trimestrale maggiorato di uno spread dello 0,7%.Illustrato il funzionamento del bond, è ora possibile quantificare le potenzialità di rendimento della Scudo SuperVariabile mediante l’osservazione della curva forward del tasso interbancario. Prima di procedere all’esposizione dei risultati, è necessario precisare che tale valutazione tiene conto dell’attuale prezzo di 78,5 euro e della rilevazione della prima cedola fissata al 4,5% su base annua, in virtù del valore rilevato dell’Euribor a 3 mesi lo scorso 20 ottobre ( moltiplicato per 3 ). Sulla base di questi dati, risulta che nel caso in cui si verifichi lo scenario di mercato, che si basa sulle correnti aspettative circa l’evoluzione futura del tasso Euribor (Euribor Forward), il bond è capace di riconoscere a scadenza un rendimento lordo del 5,77% su base annua.

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