Il calendario dei certificati sfiora l’en plein

Dieci certificati su dodici hanno centrato il bersaglio in un anno nero per i mercati. Merito delle opzioni ma anche di un’attenta selezione.

 Il 2011 è ormai alle battute finali e sta scivolando via lasciando in eredità una lunga scia di  interrogativi e preoccupazioni per quello che potrà riservare il 2012. Come abbiamo avuto modo di vedere sette giorni fa, per tutti i mercati europei il bilancio annuale si è tinto di rosso, con il FTSE Mib capace di precedere solamente tre indici nella classifica di performance ( il Prague Stock Index, l’ATX austriaco e l’Athex greco). Meglio è andata ai listini americani e ad alcune piazze asiatiche, in grado di attestarsi in territorio positivo nonostante il contesto globale depresso e le tante sforbiciate ai rating sovrani, tra cui spicca la perdita della tripla A statunitense. In questo scenario, caratterizzato peraltro da un blocco dello short selling imposto dalla Consob e da altre autorità europee a partire dall’estate, che ha impedito di trarre il giusto profitto dai ribassi del mercato, sono pochi gli investimenti che hanno potuto regalare un benché minimo guadagno ai propri possessori. E’ quindi per noi motivo di soddisfazione poter tirare le somme delle dodici proposte che hanno contraddistinto, mese per mese, questo anno avaro di risultati.

GENNAIO HA REGALATO EMOZIONI E GUADAGNI 

 Il primo certificato ad aver fatto centro, il 31 gennaio, è stato l’Athena Doppia Chance di BNP Paribas, codice Isin NL0009099951, scritto su un basket di due titoli francesi, il petrolifero Total e l’energetico GDF Suez. A seguito della rilevazione dei livelli di chiusura dei due titoli, entrambi superiori ai rispettivi strike, il rimborso è arrivato in anticipo sulla scadenza naturale e ha permesso ai possessori di conseguire un guadagno dell’11% sul nominale. Da segnalare che, tenuto conto che alla data del 18 gennaio era acquistabile sul Sedex a 105 euro, il guadagno per chi ha scelto di cavalcare il certificato del mese di gennaio è stato del 5,7% in 13 giorni.

 FEBBRAIO CINESE 

Il mese di febbraio ha visto protagonista un Equity Protection di Banca IMI, identificato da codice Isin IT0004174519, legato all’indice Hang Seng China. Emesso il 22 febbraio 2007 allorché l’indice quotava 9996,49 punti, il certificato alla scadenza del 25 febbraio prevedeva il rimborso dei 100 euro nominali protetti più l’intera eventuale performance positiva dell’indice stesso calcolata dallo strike fino ad un massimo del 25%. Con la rilevazione finale dell’indice delle H-Shares cinesi a 12228 punti, il rimborso è stato stabilito in 122,32 euro, per un guadagno del 3,13% sui 118,6 euro esposti in lettera dal Market Maker 38 giorni prima.

 MARZO RICCO CON IL LEONE DI TRIESTE 

 Marzo è stato il mese della scadenza del Best Entry Express di RBS su Generali contrassegnato da codice Isin NL0006233389. Il certificato prevedeva la protezione dell’intero nominale nel caso in cui il livello di chiusura del titolo del Leone di Trieste alla data del 25 marzo fosse stato almeno pari a 14,56 euro. Grazie alla rilevazione finale a 15,23 euro, il rimborso è stato pertanto liquidato nella misura di 100 euro e pertanto per chi avesse scelto di seguire la nostra analisi del 18 gennaio, allorché il certificato era quotato circa 85 euro, il guadagno è ammontato al 17,6% in 66 giorni.

OBIETTIVO PIENO ANCHE AD APRILE 

 Il mese pasquale ha visto scadere, tra gli altri, il Bonus Cap di Sociétè Générale su Eni identificato da codice Isin DE000SG5YDS6. Giunto alla data di esercizio il 14 aprile, il certificato ha rimborsato l’importo massimo di 130 euro avendo concluso il proprio percorso senza aver mai subito l’evento barriera. In particolare, il livello che Eni non avrebbe mai dovuto toccare pena la perdita dell’opzione bonus era posto a 11,415 euro, ossia ad un soffio dai minimi toccati a marzo 2009. Estrema soddisfazione per chi lo aveva in carico al nominale ma soprattutto per quanti hanno approfittato dei prezzi di saldo segnalati nelle 14 occasioni in cui il Bonus Cap è stato protagonista delle nostre analisi.

MAGGIO, IL MESE DEL BIGLIETTO VERDE

 La copertina del mese di maggio è dedicata all’euro dollaro e ad un Protection Bonus di RBS. Il certificato, identificato da codice Isin NL0006260523, prevedeva il rimborso del nominale maggiorato di un bonus del 12% a condizione che il tasso di cambio tra l’euro e il biglietto verde fosse stato ad un livello compreso tra 1,5508 e 1,3647 o, in alternativa, di una percentuale maggiore per valori inferiori a 1,3647. Diversamente, per valori superiori, il rimborso a 100 euro avrebbe comunque impedito di subire perdite in conto capitale. Ai valori del 18 gennaio ( data della pubblicazione del calendario), il certificato era da monitorare in quanto consentiva di investire sul recupero del dollaro, beneficiando della partecipazione lineare al suo rialzo, senza rischiare troppo in termini di capitale. La barriera posta a 1,5508, ad una distanza del 15,7% dal livello di 1,34 fotografato al 18 gennaio, permetteva infatti di ritenere altamente probabile il rimborso di almeno 112 euro e, considerato il prezzo di possibile acquisto pari a 113,50 euro, di fissare i rischi di perdita all’1,33%. In virtù del fixing del 30 maggio a 1,4272, tuttavia, l’obiettivo di riuscire ad ottenere una plusvalenza non è stato centrato e alla resa dei conti chi avesse scelto di puntare sul certificato ha dovuto contabilizzare una perdita dell’1,33% in 132 giorni.

L’OSCAR DELL’ESTATE AL TWIN WIN

 L’estate è iniziata con la scadenza del Twin Win di Deutsche Bank legato all’indice Eurostoxx 50, identificato da codice Isin DE000DB461Z6. Scampato per un nonnulla all’evento barriera in corrispondenza dei minimi toccati dall’indice a 1807 punti il 9 marzo 2009, questo certificato ha percorso l’ultimo chilometro del suo lungo cammino ribaltando in positivo la performance negativa registrata dall’indice europeo dai 3462,37 punti dello strike. Il 6 giugno, a seguito della chiusura dell’Eurostoxx50 a2765,33 punti, è stato pertanto rimborsato un importo pari a 120,13 euro, per una plusvalenza del 20% sul nominale e del 5,65% sui prezzi di possibile acquisto alla data del 18 gennaio ( 113,70 euro). Si ricorda che la barriera era posta a 1731,18 punti.

MISSIONE COMPIUTA PER LO STEP UP

 Luglio è il mese in cui il primo Step Up emesso da Sal. Oppenheim nel 2009 è giunto a scadenza. Il certificato, avente codice Isin DE000SAL5F45, prevedeva il rimborso di 120 euro qualora l’indice Eurostoxx 50 si fosse attestato alla data di valutazione finale al di sopra dei 2359,28 punti dello strike. Diversamente, per valori inferiori ma almeno pari ai 1651 punti della barriera, prevedeva il rimborso di 108 euro. Al di sotto, come di consueto, esponeva l’investimento alla perdita lineare del sottostante. Nonostante i primi scricchiolii, che di lì a poco si sarebbero tramutati in un vero e proprio crollo, alla data del 29 luglio la chiusura dell’indice a 2670,37 punti ha consentito il rimborso massimo di 120 euro e pertanto anche il settimo certificato del calendario ha potuto centrare il bersaglio.

UNA FARFALLA DALLE ALI DORATE

 Il mese di agosto ha segnato l’inizio della fase più critica per i mercati azionari di tutto il mondo. Nei primi dieci giorni, l’Eurostoxx 50, ha perso il 20% del proprio valore e anche peggio è andata al FTSE Mib. In questo contesto, tutti gli investimenti lineari hanno subito una dèbacle mentre quelli con barriera hanno visto materializzarsi di nuovo l’incubo del 2008/2009. Gli unici strumenti a beneficiare del tracollo dei listini sono stati quelli in grado di ribaltare in profitto le discese, come il Butterfly sull’indice Eurostoxx 50 emesso da Banca Aletti, che avevamo scelto ad inizio anno per rappresentare la copertina del mese di agosto. Il certificato, contrassegnato da Isin IT0004388481, prevedeva alla scadenza del 5 agosto il rimborso dei 100 euro nominali maggiorati della performance assoluta, ossia privata del segno, dell’indice sottostante a partire dai 3380,09 punti a patto che nel frattempo non fosse mai stata violata anche una sola delle due barriere poste rispettivamente a 5070,14 punti e 1690,05 punti. Grazie al buon posizionamento di quest’ultima barriera, il Butterfly ha potuto beneficiare appieno del sell off di inizio mese, rimborsando ben 129,73 euro e dando modo così a chi aveva scelto di utilizzare questo strumento per coprire posizioni lunghe in essere di neutralizzare gli effetti profondamente negativi causati dall’affondo dei mercati.

 RIMANDATO A SETTEMBRE

 Necessitava di una rilevazione del FTSE Mib almeno pari a 20684,36 punti alla data del 19 settembre, per staccare il biglietto per il rimborso anticipato con un premio dell’11% sul nominale, l’Express di Unicredit, identificato da codice Isin DE000HV78AW6, legato all’indice italiano, a cui abbiamo dedicato la copertina di settembre. Ma così come ai tempi della scuola, questo certificato è stato rimandato proprio a settembre, quello del 2012, per via di una rilevazione ampiamente insufficiente causata da un vero e proprio crollo che ha fatto cadere l’indice fino alla soglia dei 14000 punti. Alla prossima data, un eventuale recupero dello strike posto a 20684,36 punti darà luogo al rimborso di 122 euro, diversamente un valore del FTSE Mib almeno pari alla barriera posta a 14479 punti proteggerà il nominale e infine un valore inferiore anche a tale livello farà agganciare il rimborso all’effettiva performance del sottostante. Nulla è ancora perduto, dunque, sebbene per quest’anno si debba ritenere il bersaglio non centrato.

FLOP PER LO SPRINT CINESE

 Il sell off dei mercati azionari non ha risparmiato neanche l’area asiatica. L’indice cinese Hang Seng China è passato dai 12500 punti di fine luglio agli 8400 punti di inizio ottobre, perdendo oltre il 33% del proprio valore e costringendo così alla perdita anche uno dei certificati ritenuti fino ad inizio anno tra i migliori in ottica di guadagno sulla lateralità. Il certificato, scelto per la copertina di ottobre, era uno Sprint di JP Morgan, identificato da codice Isin NL0009325653, che alla scadenza del 13 ottobre prevedeva il rimborso del nominale diminuito della performance negativa dell’indice, o maggiorato di quella positiva con una leva pari al 200%, a partire dai 12557,4 punti. Ai valori del 18 gennaio, con l’indice in rialzo del 4% circa a 13137 punti, il certificato quotava 1040 euro, offrendo così un potenziale guadagno anche in caso di andamento stabile dell’indice sottostante. Con la rilevazione a scadenza ad un passo dai minimi annuali, al contrario, il rimborso è stato fissato in 779,38 euro, per un perdita del 20% circa sul nominale.

LA BARRIERA A 11900 HA RESISTITO 

 Se la sono vista brutta, ma alla fine hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e godersi il meritato guadagno, i possessori del certificato di novembre che sin da inizio anno avevano scelto di privilegiare il carattere difensivo dello strumento. In particolare, per far sì che il Bonus Cap di Deutsche Bank sul FTSE Mib, avente Isin DE000DB5V8Y9, potesse rimborsare 112 euro alla scadenza del 12 novembre era necessario che l’indice non toccasse mai la barriera posta a 11900 punti. Ritenuta quasi irraggiungibile dai valori di gennaio ( 22000 punti), la barriera è stata pericolosamente avvicinata nelle settimane precedenti la scadenza ma nonostante i continui affondi, è riuscita a rimanere inviolata fino alla data di valutazione finale. Pertanto, grazie al rimborso di 112 euro, chi ha scelto di puntare su questo certificato all’epoca della pubblicazione del calendario ha potuto portare a casa un rendimento del 5,16% in 10 mesi, sovraperformando ampiamente il 30% perso dall’indice italiano nel medesimo periodo.

ARROCCATO IN DIFESA

 Avrebbe reso al meglio se l’Eurostoxx 50 avesse vissuto un anno molto positivo ma è riuscito ugualmente a far dormire sonni tranquilli (o quasi) ai propri possessori, in virtù di una barriera estremamente profonda, il certificato scelto per rappresentare l’ultimo mese del 2011. Il Bonus di Banca Aletti sull’Eurostoxx 50, avente Isin IT0004430705, che il 19 dicembre giunge al capolinea dopo tre anni di cammino, ha offerto sin da gennaio l’opportunità di replicare linearmente l’andamento positivo dell’indice europeo e di ridurre il più possibile le perdite in caso di andamento negativo. In particolare, alla scadenza è previsto il rimborso del nominale maggiorato della performance più alta tra un bonus del 25% e  quella realizzata dall’indice a partire dai 2444,14 punti, a patto che non venga violata la barriera posta a 1344,27 punti. Quotato circa 122 euro sia a gennaio che a giugno, il Bonus ha pertanto dato modo di ottenere un rendimento pari al 2% circa potendo contare su una barriera posizionata a un livello a prova di crisi.